Password dimenticata? Nessun account? Registrati
  • Narrow screen resolution
  • Wide screen resolution
  • Auto width resolution
  • Increase font size
  • Decrease font size
  • Default font size
  • default color
  • red color
  • green color
Member Area

Antimafia Duemila

Saturday
Jul 05th
Lo Piccolo, il fautore della strategia della “rimmersione” PDF Stampa E-mail



D. La holding di Salvatore lo Piccolo movimentava circa 2 milioni di euro al mese. Con la sua cattura cosa cambia a livello economico per Cosa Nostra?
R. Intanto si metterà alla prova l’efficienza del nuovo sistema operativo e organizzativo che la Procura si è data attraverso una maggiore specializzazione interna e a una migliore distribuzione delle competenze. Da un punto di vista economico le indagini iniziano proprio adesso: con la ricerca dei fiancheggiatori del boss e con l’individuazione del patrimonio mafioso del capomafia e di tutti i canali di riciclaggio.
L’arresto è avvenuto mentre si teneva un summit di mafia, ma la cosa importante di questa operazione è che è stato fermato un boss che aveva iniziato la sua ascesa attraverso una strategia espansionistica interna grazie alla quale cercava di incrementare il suo potere e conquistare definitivamente il timone dell’organizzazione mafiosa. Non dimentichiamoci che Salvatore Lo Piccolo è stato il fautore di quel rientro in Italia dei cosiddetti “scappati”, gli Inzerillo con i quali voleva intessere una rete di relazioni economiche per recuperare potere e far sì che Cosa Nostra tornasse ai fasti del passato quando era leader nei traffici illeciti a cominciare dal traffico di droga. Quindi con il suo arresto è stato fermato bruscamente questo progetto strategico militare ed economico che Cosa Nostra cercherà di rimettere in piedi e continuare lungo la strada tracciata da Lo Piccolo.

D. La cattura di Salvatore Lo Piccolo può rappresentare una occasione di cambiamento per la città di Palermo?
R. La sua cattura è un risultato straordinario anche per l’economia siciliana visto che Lo Piccolo era il principale artefice di quella strategia della “rimmersione” di Cosa Nostra che il boss stava attuando attraverso l’aumento del pizzo agli imprenditori e con questo ritorno agli atti intimidatori eclatanti.
Sicuramente la presa di posizione degli imprenditori, della Confindustria siciliana e nazionale è una risposta importante ma non basta, occorrono anche strumenti legislativi che siano all’altezza per fare una vera lotta alla mafia e soprattutto che ognuno faccia la propria parte.

D. In questo momento Cosa Nostra non ha più un capo. Sicuramente l’organizzazione è più debole. Lei cosa ne pensa?
R. L’ultimo capo di capi, Totò Riina, venne arrestato il 15 gennaio 1993. Dopo la sua cattura si creò una divisione interna: da una parte c’era il gruppo Bagarella-Brusca privo di un capo riconosciuto, con Bagarella che cercava di essere il capo di quella fazione; dall’altra parte invece si andò coagulando un altro gruppo intorno a Bernardo Provenzano: quello dei “moderati”. Alla fine Provenzano diventò il capo semplicemente perché Bagarella, Brusca, i Graviano, Raffaele Ganci, Pietro Aglieri  e i Santapaola furono arrestati. Provenzano non è stato un vero capo, ma colui che ha cercato di dare una strategia unitaria all’organizzazione. Dopo il suo arresto, è successa la stessa cosa. Lo Piccolo non era mai diventato veramente il capo dei capi, ma ha incominciato ad emergere mettendo in atto una politica di alleanze. Anche lui è stato agevolato perché chi lo fronteggiava, cioè Nino Rotolo e Antonino Cinà sono stati arrestati mentre altri personaggi di spicco, della caratura di Matteo Messina Denaro a Trapani e di Domenico Raccuglia ad Altofonte, erano fuori Palermo.
Questo ovviamente è un momento di grande opportunità per lo Stato perché abbiamo un’organizzazione in cui manca una strategia unitaria. Infatti stiamo assistendo ad un fenomeno di polverizzazione del potere all’interno dell’organizzazione in cui ciascuno cercherà di emergere approfittando di questa disorganizzazione momentanea di Cosa Nostra. Pertanto oggi potremmo sapere meno cose di quello che accade a Trapani e ad Agrigento dalla città di Palermo di quanto non si sapessero prima. Questo significa che bisogna operare molto più direttamente sul territorio. Per cui se Lo Piccolo era riuscito ad espandersi fino a Partinico, area di influenza di Matteo Messina Denaro, questi ora non avrà più questo problema, semmai sarà lui ad espandere il suo potere d’influenza verso la città di Palermo.

D. E’ possibile che Giovanni Riina possa assumere un ruolo di rilievo?
R. Non possiamo prevederlo, ma è chiaro che in un momento come questo di vuoto di potere una persona carismatica ha la sua valenza e un nome come quello di Riina è fonte di interesse per l’organizzazione mafiosa e per noi magistrati.

D. E’ possibile che intorno al nome di Riina si riuniscano uomini del calibro di Domenico Raccuglia, di Pietro Tagliavia e di Gianni Nicchi creando una sorta di nuovo direttorio?
R. Per tradizione Cosa Nostra non affida le redini dell’organizzazione a giovanissimi. Ha bisogno di qualcuno che per età e autorevolezza eserciti maggiore carisma. Lo stesso Lo Piccolo era giovane rispetto ai suoi predecessori. In questo senso è possibile che Riina o Matteo Messina Denaro acquisiscano un ruolo sempre più importante. Raccuglia, Tagliavia, Nicchi a mio parere sono troppo giovani, però l’organizzazione si evolve, quindi queste vecchie abitudini potrebbero cambiare.

D. In teoria un trapanese come Matteo Messina Denaro non potrebbe mai governare a Palermo …
R. E’ fortemente improbabile anche se negli anni l’organizzazione ha subito vari mutamenti, ma non escludo che possa succedere.


box 1

Piero Grasso

“Bernardo Provenzano – ha dichiarato il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso nel commentare la cattura dei Lo Piccolo – in un pizzino diceva che nella commissione di Cosa nostra erano rimasti lui, Rotolo e Lo Piccolo. Li abbiamo arrestati tutti’’. Secondo Grasso il fatto che al momento Cosa Nostra non abbia un vertice “non significa che non emergeranno nuove figure di spicco”. “Alcuni capi-zona – ha evidenziato –  hanno aumentato la propria influenza anche fuori i mandamenti. Oggi la mafia è un’organizzazione destrutturata che difficilmente si può muovere, e questo è il momento migliore per colpirla, ma anche per chi, dall’interno, vuole rialzare la testa”.


box 2

 
Sergio Barbiera

Il Pm di Palermo Sergio Barbiera (attualmente in servizio a Roma come componente della Commissione concorso per uditori giudiziari), esperto dei legami tra Cosa Nostra e la Cosa Nostra Americana, si è dichiarato molto soddisfatto del recente arresto dei super-latitanti. “La cattura di Salvatore e Sandro Lo Piccolo – ha affermato –  <<garanti>> del ritorno degli <<scappati>>, costituisce un fortissimo momento di dissuasione del rimpatrio mafioso siculo-americano. Lo storico legame tra Cosa Nostra e la Cosa Nostra Americana subisce in tal modo un durissimo colpo e potrà essere definitivamente reciso attraverso il simbiotico coordinamento delle strategie investigative degli Inquirenti italiani e statunitensi”.


ANTIMAFIADuemila
N°56


 
< Prec.   Pros. >
  • La Rivista

    copert58.gif

    In edicola dal 28 maggio 2008

    In questo numero:

    Stragi ’93. Parla l’avvocato di Riina, Luca Cianferoni in un’intervista esclusiva al nostro direttore Giorgio Bongiovanni.
    I risultati delle elezioni politiche 2008. Approfondimento sulla figura di Marcello Dell’Utri: Attenti a quell’uomo.
    Pericolosi risvolti nella procura calabrese al centro di importanti inchieste. Dalle cimici, ai corvi è come un assedio.
    Calcestruzzi spa sotto inchiesta. Contatto con Cosa Nostra. Nuove collaborazioni e successivi arresti. E’ la fine del sistema Lo Piccolo. Proseguono i grandi processi a Palermo. Da Mercadante a Borzacchelli. Nuova inchiesta su Cuffaro.
    La relazione della Commissione Antimafia sulle grandi capacità d’infiltrazione della ‘Ndrangheta.
    Csm e Anm sotto accusa. Responsabilità e i silenzi nel caso De Magistris. Speciale droga. Le sostanze che invadono l’Europa.
    Le ultime novità del processo “De Mauro”.
    Ed altro ancora…

     

    Leggi tutto...
     
  • Editoriale

    editoriale1-web.jpg

    Baciamo le mani

    Eccoci qui con il nostro governo nuovo di zecca. Ha stravinto il Partito delle libertà di Berlusconi con l’apporto fondamentale della Lega Nord, il Partito Democratico di Veltroni ha subito una pesante sconfitta e i partiti di estremità sia a destra che a sinistra sono scomparsi dal parlamento. E’ il volto della nuova Italia bipolare nella quale, come già ci hanno dimostrato, si va d’accordissimo, c’è pace e dialogo perché il paese ha bisogno di stabilità e non c’è tempo da perdere.

    E guai a chi vuol fare da guastafeste e minare il dialogo, viene linciato con la verga bipartisan.

    A inaugurare il nuovo metodo all’educato olio di ricino è stato Marco Travaglio. Che si è permesso ancora una volta di utilizzare la televisione come organo di informazione, cioè si è preso la briga, ad autentico sprezzo del pericolo, di dare ai cittadini una notizia. Per altro non esclusiva.

    Invitato da Fabio Fazio nella trasmissione Che tempo che fa ha osato informare i cittadini italiani che il neo-presidente del  Senato Renato Schifani ha avuto, nel procedere della sua carriera, amicizie e frequentazioni poco raccomandabili. Con boss mafiosi per l’esattezza.


    LEGGI TUTTO...

     
  • Terzo Millennio

    terzomillennio_250_pixel.jpg


    Inserto Terzo Millennio N. 58

    In questo numero:


    Nell'ambito del simposio internazionale indetto a Torino lo scorso 28 e 29 marzo dal titolo “From Global Warning to global policy” Giulietto Chiesa ha parlato di recessione mondiale e crisi ambientale, energetica e finanziaria. Questioni cruciali che stanno scuotendo il mondo intero.
    Fame nel mondo e povertà estrema. Una realtà sempre più vicina a noi, ma di chi è la colpa?
    Il Kosovo come le ciliegie: un'indipendenza tira l'altra. Quali saranno le conseguenze?
    Dal sequestro di Ingrid Betancourt in Colombia all'elezione di Fernando Lugo in Paraguay: guerra, corruzione e speranza in America Latina.
    Libera l'Acqua: proseguono le iniziative delle associazioni del Cipsi per promuovere la campagna sull'oro blu.
    Appello per un'informazione libera: un nuovo format televisivo per garantire libertà e democrazia nell'informazione.
     
 

Video

Iscriviti

Password dimenticata? Nessun account? Registrati

Google Adv

Statistiche

Utenti: 236
Notizie: 4857
Collegamenti web: 62
Visitatori: 1243617

Libri

questa-corte-condanna-home.jpg

Libri

il-ritorno-del-principe-hom.jpg

Latitanti

logominestero-interno.gif

Immagini

giovanni-falcone-web1.jpg

E' successo oggi

clock.jpg