| “Si apre una stagione di dubbi e perplessità…” |
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D. Dopo la cattura di Salvatore Lo Piccolo come cambia la geometria di Cosa Nostra? R. E’ un risultato investigativo eccezionale che certamente avrà effetti notevoli sulla struttura di Cosa Nostra. Lo Piccolo si preparava a raccogliere nelle proprie mani l’intera leadership della città di Palermo e probabilmente della provincia, a diventare il capo di una mafia non più articolata nel modo tradizionale con la “cupola” ma di nuovo centralizzata e riunita sotto un unico comando. Era un leader in ascesa e l’eccezionale risultato è che viene fermata questa sua scalata. Si apre una stagione di dubbi e di perplessità perché non vi è una leadership riconosciuta. Attualmente non è tale neanche quella di Matteo Messina Denaro anche se potrebbe diventarlo. Messina Denaro è un trapanese, ha forti agganci per tradizione storica e familiare nella città di Palermo ma non sarà semplice convincere tutte le altre aggregazioni a rapportarsi a lui. Questo apre un eventuale vuoto e quindi la possibilità di contatti. E’ probabile che la mafia cercherà di mantenere un basso profilo e di risolvere il problema attraverso accordi. Quindi dovremo seguire con molta attenzione l’evoluzione, i comportamenti successivi cogliendo tutti i segnali possibili attraverso i sensori che abbiamo attivato e altri che attiveremo. Si tratta di capire che cosa avverrà all’interno della mafia nei prossimi mesi perché questo condizionerà il futuro della lotta contro l’organizzazione. D. Nella villetta dove sono stati presi i Lo Piccolo padre e figlio le forze dell’ordine hanno trovato tantissimi pizzini che hanno rivelato la mappa aggiornata dei mandamenti. R. Sì, in particolare è stato trovato un documento chiamato “codice della mafia” che contiene anche la nuova geometria dei mandamenti con alcuni piccoli elementi di novità molto interessanti. Era una specie di archivio ambulante della sua attività estorsiva che ovviamente sarà prezioso nei prossimi giorni e mesi per sviluppare temi di indagini o per completare elementi che già possedevamo. D. Lo Piccolo aveva una vera e propria holding che fatturava oltre i 2 milioni di euro al mese. I suoi uomini continueranno a chiedere i compensi pattuiti? R. E’ ipotizzabile che Cosa Nostra tenterà di sopravvivere a se stessa indipendentemente da Lo Piccolo. Ogni organizzazione ha in sé una specie di codice di autoconservazione, però credo che sarà difficile esercitare la stessa presa, lo stesso tipo di intimidazione generalizzata senza avere alle spalle personaggi così pericolosi come Salvatore Lo Piccolo e il figlio che assicuravano una minaccia costante nel territorio. Sottraendo questo elemento di forte intimidazione credo che la presa dovrebbe diminuire, rallentarsi e consentire anche a quegli elementi validi della società civile, che hanno mostrato e stanno mostrando una volontà di reazione, di avviarsi per un percorso virtuoso di contrasto alla mafia nel senso di denunziare le intimidazioni e le forme di estorsione che subiscono. Le indagini sulle estorsioni hanno ottime probabilità di arrivare a buon fine come si vede dagli sviluppi processuali perché è un tipo di reato in cui l’accertamento delle responsabilità è relativamente semplice, ovviamente con i mezzi tecnici adeguati e a condizione che la vittima non si rifiuti di collaborare. D. Con l’arresto di Lo Piccolo l’anello di congiunzione con gli Stati Uniti in questo momento viene a cadere. Che scenario si può ipotizzare? R. I mafiosi dovranno ripensare a tutta la loro strategia, sia gli scappati sia gli americani già residenti negli Stati Uniti, cioè i gruppi mafiosi degli Usa che avevano mostrato questo nuovo interesse alla realtà siciliana. Non è facile trovare un tramite che possa assicurare un controllo del territorio pari a quello garantito da Lo Piccolo. Non dimentichiamoci che nel territorio di Lo Piccolo si trova l’aeroporto di Punta Raisi uno snodo fondamentale per la droga che generalmente arriva via mare e via terra. Quindi poter assicurare il controllo di una zona di questa importanza credo non sia secondario. E’ chiaro che dovranno fare una ricerca di nuovi referenti, - se riusciranno a trovarli o no questo lo vedremo attraverso le nostre indagini - comunque probabilmente il legame in questo momento si è allentato. Non sarei così ottimista da dire che si è spezzato, ma certamente è un momento di crisi anche in questi rapporti. D. La strategia di Lo Piccolo è sempre stata quella di non arrivare a uno scontro con lo Stato, però anche lui ha avuto bisogno di quei legami con la politica. R. Lo Piccolo non è l’esempio di un capo che fa politica. Viene da un passato di violenza e ha sempre mantenuto il controllo del territorio attraverso l’intimidazione. Quindi credo che questi legami con la politica non avevano un valore determinante nella strategia di Lo Piccolo se non per controllare il territorio. Non mi pare che fosse un capo a livello di Provenzano come capacità di rapportarsi alla politica. Quindi sotto questo profilo non vi sarà una crisi particolare, però la sua cattura è un fattore di destabilizzazione anche in questo campo. ANTIMAFIADuemila N°56 |
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In edicola dal 18 luglio 2008In questo numero: Leggi "blocca processi", leggi "salva premier", "41 bis" revocati e intercettazioni vietate. E' scontro istituzionale. La Procura di Salerno ribalta il "caso De Magistris". Chiesta l'archiviazione ed annunciate indagini contro chi lo ha accusato. Presto al via il processo Toghe Lucane. La più importante inchiesta degli ultimi cinquant'anni. Agenda Rossa: La procura si appella alla Cassazione. Trapani: Nuovi legami tra mafia politica e massoneria. Il boss Messina Denaro tradito da falsi amici e documenti pericolosi. Gli affari della Despar in Sicilia. Si aggrava la posizione di Scuto nel processo. Barlume di speranza sul caso Rostagno. Vent'anni dopo l'attentato una perizia balistica potrebbe far emergere la verità. Talpe Dda. Le motivazioni delle sentenze Cuffaro, Borzacchelli e Ciuro. Calcestruzzi spa. Le dichiarazioni di Siino su Pesenti. Nu Bellu Lavuru. Sulla Ss 106 una commistione tra 'Ndrangheta e politica. Gli interessi di Cosa Nostra sul ponte di Messina. Ed altro ancora... |
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La nascita della seconda Repubblica sul sangue di Falcone e Borsellino Il 20 luglio 1992 nasceva la Seconda Repubblica di questo nostro Paese, basata sulla corruzione, sulle mafie, sulla violenza, sul dominio, sulla prevaricazione, sulla ricchezza illecita, sul razzismo e sulla xenofobia.
Oggi, ancora luglio, ma 2008, ci ritroviamo per la
terza volta al governo l’imprenditore Silvio Berlusconi, plurimputato in
diversi processi, amico di condannati per mafia e amico di Cosa Nostra sin dai
primi anni Settanta. Che inneggia, abbracciato al suo principale garante Marcello
Dell’Utri, all’eroe Mangano, complice dello scioglimento nell’acido di esseri
umani.
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In questo numero: Dopo sei anni di prigionia è stata finalmente liberata Ingrid Betancourt. Giulietto Chiesa, sempre analizzando il quadro internazionale degli eventi, spiega il trattato di Lisbona, attorno al quale si è creato un vero dibattito politico. Nuovi interrogativi sull'11 settembre. Troppi crolli accidentali. Appello contro la pedofilia e la sua ideologia. L'allarme lo lancia l'Associazione Meter di Don Fortunato Di Noto. Libera l'Acqua: prosegue la campagna sull'oro blu da parte delle associazioni del Cipsi. Si torna a parlare di Nucleare. Una minaccia per il mondo. Intervista al pm paraguaiano Arnaldo Guizzo in lotta contro la corruzione e il narcotraffico. Appello per un'informazione libera: un nuovo format televisivo per garantire libertà e democrazia nell'informazione. LEGGI TUTTO... |
Di seguito pubblichiamo, in formato pdf, l'intervento del Clar (Centro Libero Analisi e Ricerche) alla conferenza “Crisi dei mutui e finanza mondiale: cosa ci riserva l'economia?”
L'incontro si è tenuto ad Ancona lo scorso 14 dicembre 2007 e tra i relatori Anna Petrozzi il caporedattore del giornale ANTIMAFIADuemila.
La relazione è la sintesi di uno studio sulla finanza internazionale condotto dallo stesso Centro (vedi www.clarissa.it) ed esposto in modo semplice e facilmente comprensibile anche ai non addetti ai lavori. Un documento prezioso corredato di schemi e tabelle che illustra in modo chiaro i meccanismi di potere sui quali è basato l'attuale modello finanziario mondiale.
Studio sulla finanza internazionale del Centro libero analisi e ricerche
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