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Rassegna Stampa
Ass. Georgofili: ''Ironia Dell'Utri indigna e fa accapponare la pelle'' | Ass. Georgofili: ''Ironia Dell'Utri indigna e fa accapponare la pelle'' |
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27 novembre 2009 Non ironizzi sui libri preziosi, conservati all’Accademia dei Georgofili, uguali a quelli da lui posseduti che così acquisterebbero valore. E’ una cosa che ci fa indignare e accapponare la pelle. E’ già scoppiato un incendio nel palazzo di fronte all’Accademia dei Georgofili, il 27 maggio 1993, ed è morto in modo incredibile un ragazzo di 20 anni. Lo piangiamo ancora oggi Dario Capolicchio, e non avremmo pace fino a quando non troveremo chi ha aiutato la mafia a farlo morire in un modo cosi atroce:bruciato vivo. E di Dario una copia non c’e. Giovanna Maggiani Chelli Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili Mafia, Dell'Utri: Spatuzza inventa, dai pentiti solo minchiate 26 novembre 2009 Ascoli Piceno. Il pentito Gaspare Spatuzza «si inventa che io e il presidente Berlusconi nel '93 abbiamo fatto un patto con la mafia per prendere in mano il Paese attraverso le stragi, il terrorismo. Come si fa a smentirlo? è esattamente quello che è successo». Il senatore del Pdl Marcello Dell'Utri, ad Ascoli Piceno per un incontro sulle regionali organizzato dal Circolo del Buongoverno, ironizza sulle accuse dell'uomo che ha fatto nuove rivelazioni sulla cosiddetta trattativa fra Cosa Nostra e lo Stato. E che venerdì 4 dicembre verrà ascoltato a Torino, nel processo d'appello per concorso esterno in associazione mafiosa a carico dello stesso Dell'Utri (condannato a nove anni in primo grado). «Spatuzza inventa, dai pentiti solo minchiate». Nel suo intervento pubblico, davanti a 300 persone - nel parterre del cinema il sindaco e il presidente (Pdl) della Provincia, Guido Castelli e Piero Celani, il coordinatore regionale del partito Remigio Ceroni, amministratori locali - Dell'Utri comincia proprio dai libri. «Mi hanno accusato di tutte le stragi, anche delle bombe all'Accademia dei Georgofili a Firenze, proprietaria di un libro di agronomia di cui esistono due sole copie al mondo: una a Firenze e una nella mia biblioteca di Milano». Uno spunto per i magistrati: «se i Georgofili bruciano, il mio libro varrà di più». Poi è la volta di Spatuzza, le cui «minchiate vengono prese sul serio, e si spendono soldi per giudici e indagini». Fra poco, ha aggiunto Dell'Utri, «ci accuseranno anche del crollo delle Torri gemelle», come hanno accusato «me e Berlusconi di voler conquistare il centro storico di Palermo, e di aver fatto un accordo con i capimandamento della mafia. Come se Berlusconi, uno che ha fatto Milano due, avesse bisogno di Palermo». Intanto, il premier si dedica al «Paese e viene dileggiato da una sua parte, legata ai poteri forti, che cercano di toglierlo con tutti i mezzi dalla scena». E qui, «senza voler fare paragoni», il senatore ha citato Benito Mussolini e uno scritto della vigilia di Natale del 1937: «perchè - scriveva il duce - spendere queste energie per gli italiani, che mi amano con la stessa facilità con cui odierebbero se la mia stella si offuscasse». Dell'Utri contestato. Fuori dal Cinema Piceno, una trentina di manifestanti (grillini, Sinistra, Ecologia e Libertà, ma anche dissidenti del centrodestra) contestano il senatore sonoramente, gli gridano «mafioso», «ladro», «baciamo le mani», mentre qualcuno sventola l'agenda rossa scomparsa del giudice Paolo Borsellino e un altro, rivolto all'establishment del Pdl locale, urla «Borsellino era missino, vi dovete vergognare, vergognatevi!». Vola qualche spintone fra supporter del Pdl e contestatori, la polizia sorveglia senza intervenire. Tratto da: ilmessaggero.it |
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Imprenditoria Mafiosadi Giorgio Bongiovanni E così Cosa Nostra sarebbe in ginocchio. Tra arresti più o meno eccellenti e confische dei beni questo governo annuncia che passerà alla storia come quello che ha definitivamente debellato la mafia siciliana. E potrebbe anche riuscirci, complici la disinformazione e la conseguente scarsa consapevolezza culturale delle italiche genti rispetto alla questione mafiosa. Per quanto riguarda l’ottimo risultato raggiunto sul piano militare è forse riuscito a passare in qualche trasmissione televisiva o su pochi quotidiani il dato incontrovertibile, e persino banale, che le operazioni sul territorio vengono condotte da magistrati e forze dell’ordine con immensi sacrifici e che quindi il merito sia loro e non del governo. |
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