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di Pietro Orsatti - 15 novembre 2009
Di Domenico Raccuglia non ne parlava nessuno. «E’ un mafiosazzo di provincia», mi disse un giorno, quasi tre anni fa, un pm (grazie al cielo non di Palermo).
FOTO, AUDIO E VIDEO ALL'INTERNO!
Nessuno lo cercava, se non la Catturandi lasciata dopo l’arresto dei Lo
Piccolo praticamente senza mezzi e qualche carabiniere della zona di
Partinico-Borgetto che avevano intuito quanto l’uomo fosse pericoloso.
Perché lo dicevano i dati, lo dicevano addirittura i pentiti, lo
dicevano le intercettazioni e anche la semplice analisi dei movimenti
che Raccuglia era molto di più di quello che si pensava. E infatti il
boss di Altofonte era in procinto a fare la scalata, forse non da solo,
di Palermo e anche il luogo del suo arresto, in provincia di Trapani,
dice molto di quanto fosse il suo vero peso. Perché a Trapani regna il
suo nemico-alleato Matteo Messina Denaro, e che Raccuglia avesse
trovato proprio rifugio a Calatafimi , racconta di un’allenza più che
di una tregua fra i due boss.
Bene. L’uomo ha avuto il tempo di crescere. Gli è stato lasciato il
tempo. Perché nessuno lo seguiva, lo “puntava”, lo cercava, e lui
faceva affari, ordinava omicidi, traffici illeciti, gestiva racket e
appalti. Nel silenzio. Uno dei primi a parlarne è stato Pino Maniaci di
TeleJato a Partinico, poi mi ci sono aggregato anche io a raccontare il
personaggio e la sua pericolosità con una lunga serie di inchieste
(pubblicate sia su left/Avvenimenti che riprese dalla stampa estera)
che con il libro A Schiena dritta che proprio su Raccuglia si centrava.
E poi anche un giullare, Giulio Cavalli, ne ha parlato nei suoi
spettacoli e nei suoi interventi. Gli altri? Silenzio.
Oggi, a poche ore dall’arresto, è iniziato il teatrino delle
dichiarazioni. Dichiarazioni, oltre a quella del procuratore nazionale
antimafia Pietro Grasso, che ritengo abbastanza tardive e in alcuni
casi imbarazzate e imbarazzanti. Ripercorriamo, quindi, le
dichiarazioni grazie alle agenzie di stampa….
MAFIA: ARRESTATO RACCUGLIA; MANTOVANO, È LINEA FERMEZZA STATO (ANSA) –
ROMA, 15 NOV – «L’arresto del pluriergastolano Domenico Raccuglia
conferma dell’intensificazione della lotta alle mafie». Lo dichiara il
sottosegretario all’Interno, Alfredo Mantovano. «L’opera di
disarticolazione dei vertici e delle ramificazioni del tessuto mafioso
ha conosciuto negli ultimi mesi un incremento sul terreno
dell’aggressione ai patrimoni illeciti – sottolinea Mantovano – ma non
ha mai abbandonato l’impegno per la cattura dei più pericolosi
latitanti». L’arresto di Raccuglia, prosegue, «è l’ennesima importante
conferma della efficacia degli sforzi quotidiani che gli appartenenti
alle forze di polizia pongono in essere per il ripristino della
legalità in aree caratterizzate da storiche ed agguerrite presenze
criminali». Per questo Mantovano si augura «che l’operazione odierna,
che sottolinea la linea di fermezza che lo Stato ha assunto e
continuerà ad assumere, sia affiancata e seguita da una moltiplicazione
di fiducia delle popolazioni di tali aree, col coinvolgimento attivo di
tutte le istituzioni interessate». «Esprimo gratitudine e compiacimento
al Capo della Polizia, prefetto Manganelli – conclude Mantovano- e a
tutti coloro che hanno permesso l’arresto di Raccuglia».
RACCUGLIA; GRASSO, SUCCESSO INVESTIGATIVO IMPORTANTE (ANSA) – PALERMO,
15 NOV
– «Ho fatto le mie congratulazioni al ministro Maroni, al
questore di Palermo e ai ragazzi della sezione catturandi dela mobile.
La cattura di Raccuglia è un successo investigativo importantissimo».
Così il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso ha commentato
l’arresto del boss palermitano Mimmo Raccuglia. «Quando, poco fa, ho
sentito il questore – ha raccontato – era insieme ad alcuni degli
agenti della sezione catturandi, ragazzi che conosco bene e con cui ho
lavorato quando ero procuratore a Palermo. Ho potuto complimentarmi
anche con loro». «Raccuglia – ha spiegato Grasso – è considerato il
numero due, per peso criminale, nella lista dei ricercati di Cosa
nostra dopo Matteo Messina Denaro. In questi anni ha esteso il suo
dominio da Altofonte fino al confine con la provincia di Trapani, come
conferma il fatto che si nascondeva proprio nel trapanese».
MAFIA: MARONI, ARRESTATO NUMERO 2 COSA NOSTRA (ANSA) – ROMA, 15 NOV
– «L’arresto di Raccuglia è uno dei colpi più duri inferti alle
organizzazioni mafiose negli ultimi anni perchè era di fatto il numero
due di Cosa Nostra». Lo afferma il ministro dell’interno Roberto
Maroni. Il responsabile del Viminale ha telefonato al Capo della
Polizia, prefetto Antonio Manganelli, per congratularsi dell’operazione
eseguita dalla Squadra Mobile di Palermo che ha portato all’arresto del
boss ricercato da quindici anni, già condannato a diversi ergastoli e
inserito nell’elenco dei trenta latitanti più pericolosi.
RACCUGLIA; SCHIFANI, ARRESTO NUOVA VITTORIA STATO (ANSA) – ROMA, 15 NOV
– Appresa la notizia dell’arresto del pericoloso latitante, Domenico
Raccuglia, il presidente del Senato, Renato Schifani ha inviato le sue
congratulazioni al ministro dell’Interno Roberto Maroni. Il Presidente
Schifani ha anche espresso il suo compiacimento per la brillante
operazione telefonando personalmente al Capo della Polizia Antonio
Manganelli e al Questore di Palermo Alessandro Marangoni. «L’arresto
del boss Raccuglia – si legge in una nota del senato – rappresenta un
evento importantissimo e un’ulteriore vittoria dello Stato sulla
criminalità organizzata».
MAFIA: RACCUGLIA; VIZZINI, ORA STRINGERE SU MESSINA DENARO (ANSA) –
ROMA, 15 NOV – «Complimenti al Capo della Polizia Prefetto Manganelli,
al Questore di Palermo Marangoni, agli uomini della Polizia di Stato ed
a tutti coloro che hanno lavorato per la cattura di Domenico
Raccuglia». È quanto afferma Carlo Vizzini, presidente della
commissione Affari costituzionali del Senato. «L’arresto del boss, uno
dei latitanti più pericolosi, rappresenta – spiega Vizzini – un
ulteriore colpo verso la disarticolazione totale dei vertici di cosa
nostra. Credo che non bisogna assolutamente fermarsi e continuare,
costi quel che costi, ad assicurare alle patrie galere ogni mafioso. Mi
auguro che si stringa sempre di più il cerchio attorno a Matteo Messina
Denaro. I latitanti troveranno ad attenderli il nuovo carcere duro del
quale invano si lamentano perchè continueremo nell’azione di contrasto
con grande determinazione e senza paura».
MAFIA: RACCUGLIA; LOMBARDO, GRANDE SUCCESSO SOCIETÀ CIVILE (ANSA) –
PALERMO, 15 NOV – «Un altro grande successo delle forze dell’ordine,
dello Stato, della società civile. L’arresto del boss ricercato da anni
perchè accusato di efferati crimini, è una bella notizia per tutti i
siciliani che sperano e vogliono con forza che questa terra sia
liberata dalla mafia. A nome di tutto il governo regionale voglio
congratularmi con il ministro dell’Interno e con il capo della Polizia:
questa importante operazione testimonia la voglia di non abbassare la
guardia». Lo ha detto il presidente della Regione Raffaele Lombardo
dopo la cattura del boss mafioso Domenico Raccuglia.
Oggi tutti si congratulano. Anche Vizzini (che recentemente inseguito
dalle polemiche si è dovuto dimettere dalla Commissione parlamentare
antimafia). Si congratulano anche Maroni e Mantovano, che hanno fatto
tagli devastanti alla sicurezza e alle forze di polizia. Ricordiamoci
che gran parte degli straordinari e delle spese anticipate dai singoli
funzionari e agenti nelle missioni per gli arresti di Provenzano e Lo
Piccolo il ministero degli Interni si è stranamente scordato di pagarli
e rimborsarle. La politica salta come al solito sul carrozzone.
Ora tutti a battere le mani, poi si dimenticheranno. Mentre il giovane
Nicchi e Messina Denaro continueranno a tessere le trame della
riorganizzazione di Cosa nostra.
Tratto da: orsatti.info
VIDEO by C6.tv
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VIDEO, AUDIO e FOTO by Repubblica.it
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