La Rivista
Marco Travaglio
Polito El Drito | Polito El Drito |
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di Marco Travaglio Soddisfatto per essere riuscito a «solare» - come si dice a Roma - non una ma due volte il suo editore, Polito El Drito ha rilascia- to un’intervista al suo quotidiano preferito: Il Giornale. Una paginata sormontata da una gigantografia in cui fa capolino da una pagina bucata e dunque vuota del Rifor- mista (mi scuso per la tautologia). Poi si occupa del sottoscritto: «Bravo giornalista col grave difetto di esser portavoce delle procure e non verificare professionalmente le fonti. Su l’Unità dei miei tempi non avrebbe mai scritto. Ogni suo articolo è una somministrazione di olio di ricino… teppismo giornalistico». La mia modesta persona dev’essere per lui una vera ossessione: «Ho il fondato sospet- to che Travaglio si nasconda sotto pseudonimi nei blog di internet. Una volta, mi criticò ad Annozero. Poi ho ricevuto raffiche di e-mail con le sue stesse parole». Essendo abituato a fare giornali senza letto- ri e a fare il senatore senza elettori, l’idea che qualcuno (circa 4 milio- ni di persone) veda Annozero e poi gli scriva ciò che pensa, non lo sfiora. Ma, se vuole, glielo metto per iscritto: quello che gli manda le mail sono sempre io che, non avendo nulla da fare, passo le giornate e le notti a intasargli la casella di posta usando sempre un nome diverso per camuffarmi meglio. Ora però mi auguro che si riposi un po’, perché lo vedo provato: da quando Uòlter ha preferito Di Pietro a lui e a Caldarola, non s’è più riavuto. Non vorrei che si spettinasse. Un altro che non l’ha presa bene è Peppino Caldarola che, a furia di entrare e uscire dai Ds e dal Pd, s’è buscato la labirintite e non sa più nemmeno dove sta. «Scorrendo i nomi di tante mogli, figlie, portavoce, portaborse, segretari, ragazze/i pompon - dichiara - penso che al potere abbiamo portato la servitù». Non c’è più la servitù di una volta. Poi si occupa molto elegantemente della segretaria di Fioroni, che è candidata e lui no: «La moglie di Fioroni ha ingaggiato un investigatore privato quando ha letto che nelle liste c’è la segretaria, molto particolare, di suo marito». E rivela un particolare struggente: «Questi sei anni in Parlamento non sono stati un granché: mi han fatto parlare solo 5 volte in aula, di cui 3 in piena notte, malgrado sia un esperto di comunicazione». Giusto: via lui, chi aiuterà gli onorevoli a prendere sonno? Infine Caldarola lancia una minaccia sanguinosa: «Sto preparando un libro. Torno a fare il giornalista e saranno sorci verdi per tutti». Soprattutto per gli eventuali lettori. Anche Filippo Facci, poveretto, è ossessionato. Il noto giornalista investigativo ha scoperto che una sera ho cenato con Gian Carlo Caselli e non l’ha proprio mandato giù: essendo abituato a frequentare pregiudicati (Craxi e Pillitteri) e imputati (uno a caso: Berlusconi), trova disdicevole che qualcuno frequenti magistrati (soprattutto se vivi: i peggiori). «Un collega - denuncia in prima pagina sul Giornale - mi ha segnalato la presenza di Travaglio in un ristorante». Indica anche l’indirizzo e il nome del locale dov’è avvenuto il fattaccio e soprattutto ne smaschera lo scopo recondito: non a caso «il giorno dopo Travaglio ha scritto un articolo sulle candidature della Sicilia cara a Caselli: e io non penso che Caselli possa esser stata una fonte, ma qualche malizioso, avendoli visti attovagliati, potrebbe pensarlo». Ora, l’idea che per scrivere un pezzo sulle candidature in Sicilia pubblicate da tutti i giornali uno abbia bisogno di andare a cena con Caselli, è già bizzarra. Purtroppo però la cena in questione risale non a lunedì scorso, ma al 28 gennaio, dopo la presentazione del mio libro a Torino (c’erano anche il mio editore e l’altro partecipante all’incontro: il giudice Davigo, altro putribondo figuro), quando non si sapeva nemmeno se si sarebbe votato. Il poveretto ha sbagliato solo di un mese, che sarà mai. Lui, come dice El Drito, è uno che controlla professionalmente le fonti. Faccia il piacere: pensi alle ragazze, vada a pesca, giochi a rubamazzette. Insomma, si rilassi. Giuro che, la prossima volta che vado a cena con qualcuno, sarà mia cura farglielo sapere. Uliwood party UNITA 7 MARZO 2008 |
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In edicola dal 18 luglio 2008In questo numero: Leggi "blocca processi", leggi "salva premier", "41 bis" revocati e intercettazioni vietate. E' scontro istituzionale. La Procura di Salerno ribalta il "caso De Magistris". Chiesta l'archiviazione ed annunciate indagini contro chi lo ha accusato. Presto al via il processo Toghe Lucane. La più importante inchiesta degli ultimi cinquant'anni. Agenda Rossa: La procura si appella alla Cassazione. Trapani: Nuovi legami tra mafia politica e massoneria. Il boss Messina Denaro tradito da falsi amici e documenti pericolosi. Gli affari della Despar in Sicilia. Si aggrava la posizione di Scuto nel processo. Barlume di speranza sul caso Rostagno. Vent'anni dopo l'attentato una perizia balistica potrebbe far emergere la verità. Talpe Dda. Le motivazioni delle sentenze Cuffaro, Borzacchelli e Ciuro. Calcestruzzi spa. Le dichiarazioni di Siino su Pesenti. Nu Bellu Lavuru. Sulla Ss 106 una commistione tra 'Ndrangheta e politica. Gli interessi di Cosa Nostra sul ponte di Messina. Ed altro ancora... |
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La nascita della seconda Repubblica sul sangue di Falcone e Borsellino Il 20 luglio 1992 nasceva la Seconda Repubblica di questo nostro Paese, basata sulla corruzione, sulle mafie, sulla violenza, sul dominio, sulla prevaricazione, sulla ricchezza illecita, sul razzismo e sulla xenofobia.
Oggi, ancora luglio, ma 2008, ci ritroviamo per la
terza volta al governo l’imprenditore Silvio Berlusconi, plurimputato in
diversi processi, amico di condannati per mafia e amico di Cosa Nostra sin dai
primi anni Settanta. Che inneggia, abbracciato al suo principale garante Marcello
Dell’Utri, all’eroe Mangano, complice dello scioglimento nell’acido di esseri
umani.
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In questo numero: Dopo sei anni di prigionia è stata finalmente liberata Ingrid Betancourt. Giulietto Chiesa, sempre analizzando il quadro internazionale degli eventi, spiega il trattato di Lisbona, attorno al quale si è creato un vero dibattito politico. Nuovi interrogativi sull'11 settembre. Troppi crolli accidentali. Appello contro la pedofilia e la sua ideologia. L'allarme lo lancia l'Associazione Meter di Don Fortunato Di Noto. Libera l'Acqua: prosegue la campagna sull'oro blu da parte delle associazioni del Cipsi. Si torna a parlare di Nucleare. Una minaccia per il mondo. Intervista al pm paraguaiano Arnaldo Guizzo in lotta contro la corruzione e il narcotraffico. Appello per un'informazione libera: un nuovo format televisivo per garantire libertà e democrazia nell'informazione. LEGGI TUTTO... |
Di seguito pubblichiamo, in formato pdf, l'intervento del Clar (Centro Libero Analisi e Ricerche) alla conferenza “Crisi dei mutui e finanza mondiale: cosa ci riserva l'economia?”
L'incontro si è tenuto ad Ancona lo scorso 14 dicembre 2007 e tra i relatori Anna Petrozzi il caporedattore del giornale ANTIMAFIADuemila.
La relazione è la sintesi di uno studio sulla finanza internazionale condotto dallo stesso Centro (vedi www.clarissa.it) ed esposto in modo semplice e facilmente comprensibile anche ai non addetti ai lavori. Un documento prezioso corredato di schemi e tabelle che illustra in modo chiaro i meccanismi di potere sui quali è basato l'attuale modello finanziario mondiale.
Studio sulla finanza internazionale del Centro libero analisi e ricerche
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