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Jul 04th
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Appello per il processo Abu Omar PDF Stampa E-mail

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Il diritto alla verità e il dovere alla giustizia

di Tana de Zulueta
La guerra al terrorismo internazionale ha sdoganato pratiche...

 

 



di violazione dei diritti umani senza precedenti come le "extraordinary renditions", ossia i trasferimenti illegali da parte della CIA di persone sospettate di terrorismo verso paesi dove quest'ultime diventano vittime di detenzione segreta, sparizioni e torture. Queste pratiche sono state giustamente definite dal prestigioso ‘Center for Constitutional Rights' americano come una sorta di 'outsourcing' della tortura.

Centinaia di persone, mai formalmente accusate né processate sono rimaste vittime di quella che è stata soprannominata la "ragnatela" dei voli segreti della Cia. L'Italia, purtroppo,  non risulta affatto estranea a questo sistema.  Mi riferisco alla vicenda dell'imam egiziano Abu Omar sequestrato a Milano il 17 febbraio 2003. La complicità del nostro paese, come quella di altri paesi europei, è stata denunciata in documenti delle organizzazioni per i diritti umani, nel rapporto del relatore dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa, Dick Marty e nel rapporto della commissione ad hoc del Parlamento europeo che ha indagato sui voli e sulle carceri Cia presieduta dall' europarlamentare Claudio Fava. Nonostante i ripetuti appelli rivolti al governo italiano, affinché collaborasse con la magistratura milanese per fare piena luce sulla vicenda Abu Omar, il Consiglio dei Ministri nel febbraio 2007 ha sollevato un conflitto di attribuzione davanti alla Corte costituzionale che ha di fatto bloccato il processo che vede imputati 26 agenti della Cia e sette funzionari italiani. Claudio Fava con un nuovo appello chiede il nostro sostegno per ripristinare "il diritto alla verità e il dovere alla giustizia".

Appello
 
Il 12 marzo si riaprirà a Milano il processo per il sequestro di Abu Omar che vede imputati ventisei agenti statunitensi della CIA e sette funzionari italiani del SISMI. Senza voler anticipare le decisioni che assumerà il Tribunale e senza entrare nel merito della vicenda processuale, i firmatari di questo documento chiedono che questo processo si celebri, che venga risolto il conflitto di poteri che lo ha de facto paralizzato, che si riaffermi il principio di eguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge.

La gravità dei fatti oggetto delle imputazioni è tale da rendere necessaria una risposta rapida e la più seria valutazione da parte dell'autorità giudiziaria, alla quale spetta e deve spettare - in uno Stato di diritto - il compito di fare chiarezza sulle violazioni della legalità e di fondamentali diritti dell'uomo. In questo spirito chiediamo a tutti i cittadini e alle loro rappresentanze civili di non distogliere lo sguardo da ciò che accadrà a Milano, esercitando la stessa funzione di presidio democratico che questo paese seppe affermare in occasione del primo maxiprocesso contro la mafia nel febbraio 1986.

Crediamo che ricostruire la verità processuale sulla extraordinary rendition di Abu Omar contribuirà a fissare un principio insopprimibile stabilendo - ove ve ne fosse ancora bisogno - che la sfida alle organizzazione terroristiche si vince anche attraverso la convinta e rigorosa tutela dei diritti fondamentali di ogni individuo, senza eccezione alcuna.

Con questo spirito vi invitiamo ad essere presenti il 12 marzo nell'aula del Tribunale di Milano per testimoniare, con la nostra presenza, il diritto alla verità e il dovere alla giustizia al quale questo paese non intende rinunziare.

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Hanno aderito:

Tana De Zulueta, Giuseppe Giulietti, Moni Ovadia, Marco Travaglio, Giovanni Berlinguer, Luciana Castellina, Ascanio Celestini, Giulietto Chiesa, Paul Ginsborg, Nicola Tranfaglia, Vittorio Agnoletto,Vincenzo Aita, Andrea Alessandri, Gianni Barbacetto, Paolo Biondani, Arnold Cassola, Giusto Catania, Maria Cuffaro, Tommaso Fulfaro, Monica Frassoni, Umberto Guidoni, Sepp Kusstatscher, Flaviano Masella, Luisa Morgantini, Roberto Morrione, Roberto Musacchio, Pasqualina Napoletano, Natale Ripamonti, Walter Rizzo, Carla Ronga, Giorgio Ruggieri, Sandro Ruotolo, Giovanni Russo Spena, Guido Sacconi, Mario Sanna, Piero Sansonetti, Gianpaolo Silvestri, Maurizio Torrealta, Luana Zanella, Iacopo Venier, Circolo Sinistra Democratica di Piana dei Colli, Circolo PRC/SE "Enrico Berlinguer" Bruxelles, Rita Guma (Osservatorio sulla legalità e sui diritti onlus), Flavio Lotti (Coordinatore nazionale della Tavola della pace)
---
 Paola Altrui,Enzo Apicella, Antonella Arena, Silvano Armandi, Sabrina Banchi, Chiara Bandinelli, Simone Barchiesi, Matteo Bega, Giacomo Bellucci, Marzio Bergonzini, Domenico Bevacqua, Alessio Bin, Massimo Blandini, Fabio Bovi,Carla Brini, Andrea Campus, Lucia Carbone, Luciano Carini, Lisa Clark, Sara M. Coccolini, Selenia Conigliaro, Elena Del Ministro, Piersabatino Deola, Valentina Di Simone, Raffaello Ferone, Simonetta Francia, Alessandra Galvano, Giacomo Galvano, Beniamino Ginatempo, Giuseppe Grimaldi, Nicolò Gueci, Davide Guercio, Gregorio Guzzetta, Iulia Iemma, Lia Iovenitti, Gianluca Iozzi, Serena Lai, Giulia Loffredi, Vanna Lora, Francesca Luciani, Luciano Luciani, Mara Luciani, Piero Macaluso, Silvio Maddalena, Toni Mancini, Paola Mangiarotti, Claudio Marchina, Roberta Marilli, Marilena Massano, Denis Massaro, Concetta Menna, Barbara Mensi, Marco Mina, Marta Mingolla, Susanna Pedone, Ciro Persiano, Sandro Petrongolo, Giulio Raffi, Mario Raiola, Carla Rostagno, Claudia Rotta, Antonio Ruggieri, Ciro Sabatino, Stefano Salmi, Alessandro Scibona, Ivo Serentha, guido Settingiano, Alberto Sipione, Pierangelo Spadaro, Uwe Staffler, Ignazio Stracquadanio, Carlo Tavano, Francesco Tanini, Teatro Zeta, Roberto Terragni, Michelangelo Todaro, Matteo Tondini, Massimiliano Trenta, Filippo Maria Trentalance, Sebastiano Tringali, Luciana Trombadore, Anna Vaian, Giusi Viglianisi, Marino Vigliotta, Gioli Vindigni, Andrea Vitale, Sergio Volpi, Francesco Volturo, Silverio Zanobetti, Riccardo Zava.

http://www.articolo21.info /notizia.php?id=6288

 
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  • Editoriale

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    Baciamo le mani

    Eccoci qui con il nostro governo nuovo di zecca. Ha stravinto il Partito delle libertà di Berlusconi con l’apporto fondamentale della Lega Nord, il Partito Democratico di Veltroni ha subito una pesante sconfitta e i partiti di estremità sia a destra che a sinistra sono scomparsi dal parlamento. E’ il volto della nuova Italia bipolare nella quale, come già ci hanno dimostrato, si va d’accordissimo, c’è pace e dialogo perché il paese ha bisogno di stabilità e non c’è tempo da perdere.

    E guai a chi vuol fare da guastafeste e minare il dialogo, viene linciato con la verga bipartisan.

    A inaugurare il nuovo metodo all’educato olio di ricino è stato Marco Travaglio. Che si è permesso ancora una volta di utilizzare la televisione come organo di informazione, cioè si è preso la briga, ad autentico sprezzo del pericolo, di dare ai cittadini una notizia. Per altro non esclusiva.

    Invitato da Fabio Fazio nella trasmissione Che tempo che fa ha osato informare i cittadini italiani che il neo-presidente del  Senato Renato Schifani ha avuto, nel procedere della sua carriera, amicizie e frequentazioni poco raccomandabili. Con boss mafiosi per l’esattezza.


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  • Terzo Millennio

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    Inserto Terzo Millennio N. 58

    In questo numero:


    Nell'ambito del simposio internazionale indetto a Torino lo scorso 28 e 29 marzo dal titolo “From Global Warning to global policy” Giulietto Chiesa ha parlato di recessione mondiale e crisi ambientale, energetica e finanziaria. Questioni cruciali che stanno scuotendo il mondo intero.
    Fame nel mondo e povertà estrema. Una realtà sempre più vicina a noi, ma di chi è la colpa?
    Il Kosovo come le ciliegie: un'indipendenza tira l'altra. Quali saranno le conseguenze?
    Dal sequestro di Ingrid Betancourt in Colombia all'elezione di Fernando Lugo in Paraguay: guerra, corruzione e speranza in America Latina.
    Libera l'Acqua: proseguono le iniziative delle associazioni del Cipsi per promuovere la campagna sull'oro blu.
    Appello per un'informazione libera: un nuovo format televisivo per garantire libertà e democrazia nell'informazione.
     
 

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