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Emergenza 'Ndrangheta in Olanda PDF Stampa E-mail

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di Nerina Gatti - 14 novembre 2009

E’ arrivato in Italia dopo l’estradizione concessa dalle autorita’ olandesi Gianluca Racco, 30 anni affiliato alla cosca Commisso di Siderno.
  



Era stato arrestato in Olanda dopo nove anni di latitanza nello scorso mese di agosto al termine di un’operazione congiunta tra Polizia olandese, i carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria e l’Interpol.
Era inserito nella lista dei cento latitanti piu’ pericolosi del Ministero dell’Interno. Sulla sua testa pendeva  una condanna all’ergastolo per associazione mafiosa, traffico di stupefacenti, omicidio, tentato omicidio. L’arresto, coordinato dalla DDA reggina di Giuseppe Pignatone , è avvenuto nella cittadina di Aalsmeer.  Secondo gli inquirenti Racco “si nascondeva probabilmente da diverso tempo nei Paesi Bassi”. Già nel 2007 l’operazione “Stupor mundi“, condotta dal Gruppo Operativo Antidroga della Guardia di Finanza coordinata dal magistrato della DDA di Reggio Calabria, Nicola Gratteri aveva  consentito di ricostruire le rotte dei traffici di cocaina che, partendo dal Sud America, , giungevano, attraverso l’ Olanda, soprattutto in Piemonte ed in Lombardia. Ogni passaggio del traffico veniva curato da emissari dell’ organizzazione. In Olanda ed in Belgio, in particolare, il transito della droga era gestito da Giancarlo Polifroni, latitante.
Al vertice dell’ organizzazione, basata su una stretta alleanza tra ‘ndrangheta e Cosa Nostra, c’ erano le cosche di Platì, quella dei Marando e dei Barbaro. A loro si affiancava, una cosca nuova, capeggiata da Antonio Spagnolo, di Ciminà. L’operazione prese il via dall’indagine ‘Igres‘, condotta dai militari delle fiamme gialle, che disegnò i rapporti tra la famiglia del siciliano Mariano Agate e quella dei Marando-Sergi, sotto la regia del narcobroker internazionale Roberto Pannunzi, uno dei  leader del traffico di cocaina dalla Colombia in Europa
Gli arresti eccellenti nella terra dei tulipani sono innumerevoli. Ultimi in ordine di tempo sono quelli del boss di San Luca, Giuseppe Nirta nel novembre 2008 e la  cattura, sempre da parte della Squadra Mobile di Reggio Calabria, dell’Interpol e della polizia olandese,  il 12 marzo scorso di Francesco Romeo e Giovanni Strangio, possibili esecutori ed ideatori della strage di Duisburg del ferragosto 2007.
Il dna di Strangio fu rinvenuto qualche giorno dopo la strage in una Renault Clio, che  secondo gli inquirenti potrebbe essere una delle macchine usate per l’agguato. Ma c’è ancora il silenzio da parte degli investigatori tedeschi e italiani sull’identità degli altri passeggeri e probabili  complici di Strangio nella strage in cui morironìo 6 giovani calabresi, che secondo gli inquirenti sono riconducibili ai Pelle-Vottari, clan avverso ai Nirta – Strangio, protagonisti dal 1991 della faida di San Luca. Le autorità olandesi sembrano ancora  sottovalutare la presenza delle cosche calabresi nel loro territorio. Ci vorrà un’altra Duisburg per sollecitare le coscienze e le indagini?

Tratto da: nerinagatti.com



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    di Giorgio Bongiovanni

    E così Cosa Nostra sarebbe in ginocchio. Tra arresti più o meno eccellenti e confische dei beni questo governo annuncia che passerà alla storia come quello che ha definitivamente debellato la mafia siciliana. E potrebbe anche riuscirci, complici la disinformazione e la conseguente scarsa consapevolezza culturale delle italiche genti rispetto alla questione mafiosa.
    Per quanto riguarda l’ottimo risultato raggiunto sul piano militare è forse riuscito a passare in qualche trasmissione televisiva o su pochi quotidiani il dato incontrovertibile, e persino banale, che le operazioni sul territorio vengono condotte da magistrati e forze dell’ordine con immensi sacrifici e che quindi il merito sia loro e non del governo.
      
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