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Antimafia Duemila

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Home arrow Informazione arrow Mandanti occulti arrow Fortissimo aumento del consumo di coca
Fortissimo aumento del consumo di coca PDF Stampa E-mail

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6 marzo 2008
Roma.
Ogni anno entrano nel porto di Anversa e nell’aeroporto di Zaventem-Bruxelles circa 60 tonnellate di cocaina e 30 di eroina per essere poi spacciate nei mercati europei.



Il Belgio quindi sarebbe il centro nevralgico dei traffici europei di droga. Lo denuncia il rapporto annuale dell’istituto americano International Narcotics Control Strategy. La sostanza stupefacente dalla Colombia transiterebbe per l’Africa per giungere poi alla volta del Belgio trasportata via aereo o via treno, ma anche tramite tir. Secondo il rapporto dal Belgio la coca raggiunge in primis l’Olanda che è la più grande destinataria di cocaina, mentre i traffici maggiori di eroina finiscono in Gran Bretagna. In Italia le mete finali dei traffici sono Milano e Torino. Nel nostro paese è in forte crescita il consumo di cocaina. A causa del crollo dei prezzi della coca, passati dai 125 euro al grammo del ’99 a meno di 20 euro la dose, l’Italia è divenuta il terzo Stato europeo consumatore di cocaina dietro Spagna e Regno Unito. Fanno uso di polvere bianca operai, studenti, manager, atleti, ecc. L’ “International narcotics control board” dell’Onu sostiene che data la saturazione del mercato americano l’Europa è stata trasformata nel secondo più redditizio supermarket di polvere bianca a buon mercato. La Colombia detiene il 50% della produzione mondiale di coca, il Perù il 33% e la Bolivia il 17%. “In Italia – dice l’organismo dell’Onu – il tasso di diffusione della cocaina è cresciuto stabilmente dall’1,1 per cento del 2001 fino al 2,1 per cento del 2005 raggiungendo livelli ben superiori alla media europea dello 0,8 per cento”. In Italia vi sono quindi un milione e mezzo di cocainomani.
Il dott. Augusto Consoli, responsabile del Servizio dipendenze della nuova Asl2 Torino-Nord, ha spiegato che l’esame del Pet, la tomografia a emissione di positroni, rivela che dopo soli tre mesi di consumo occasionale di cocaina le parti del cervello umano che si nutrono di glucosio si riducono enormemente. “Il paziente resta attivo sotto l’effetto dello stupefacente – ha proseguito  il dott Consoli – ma il suo cervello non utilizza più zuccheri e quindi lavora in sofferenza continua”. Gravi conseguenze si scatenano poi anche a livello cardiovascolare. La coca non ha solo effetto sulla dopamina, la molecola del piacere, ma stimola il glutammato, la molecola dell’iperattività. Per questo motivo l’uso della coca è crescente soprattutto tra i professionisti, i quali vedono aumentare le proprie prestazioni lavorative.
Dora Quaranta

Ingrandisci i grafici sul commercio e i danni della cocaina
 
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  • La Rivista
    cop60-small_web.gif In edicola dal 23 ottobre 2008

    In questo numero:
    Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli.
    Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”.
    Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri…
    i magistrati indagano.
    Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!”
    Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli.
    Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani.
    Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice.


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  • Editoriale

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    Gioco criminale

    di Giorgio Bongiovanni


    Siamo alla catastrofe. Ormai è chiaro nonostante i goffi tentativi di nascondere la verità, per l’ennesima volta, all’opinione pubblica mondiale. L’iniezione di 700 miliardi di dollari alle banche americane non salverà l’Occidente dal crollo economico, come Bush ha cercato di rassicurare. Al contrario, rappresenterà soltanto un sedativo – neppure tanto efficace – che al termine della sua azione momentaneamente benefica ripresenterà l’infezione in un quadro clinico ancora più grave. Quel che accadrà dopo non è difficile prevederlo. Poiché sarà l’unica strada ritenuta possibile – come sempre in questi casi e mai più di ora – per provare affannosamente ad uscire dalla gravissima crisi economica che sta trascinando inesorabilmente tutta l’economia mondiale in una rovina come mai la nostra storia, dagli anni ‘30 ad oggi, ricordi. E quell’unica strada è la guerra. La sola in grado di rimpinguare le casse dei governi con entrate, letteralmente, da brivido. Sul punto i dati parlano chiaro. Secondo un recente articolo del New York Times gli Stati Uniti avrebbero già da tempo triplicato le vendite di armi nel mondo - sotto l’energica spinta della Casa Bianca - principalmente ad acquirenti del cosiddetto “asse del male” come l’Iraq e l’Afghanistan.

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  • Terzo Millennio

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    In questo numero:

    Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo?
    E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa.
    Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras.
    E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora.

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