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Antimafia Duemila

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Home arrow Informazione arrow News arrow Il processo per il delitto di Graziella Campagna rimane a Messina
Il processo per il delitto di Graziella Campagna rimane a Messina PDF Stampa E-mail

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7 marzo 2008
Roma.
Non c'è "inquinamento ambientale".




Resta ancora in attesa di giustizia la storia di Graziella Campagna la ragazza siciliana uccisa dalla mafia a 17 anni, nel 1985, mentre tornava a casa .

Nonostante il ricorso presentato dalla difesa degli imputati Gerlando Alberti jr e Giuseppe Sutera di spostare il processo a Messina, la VII sezione penale della Cassazione, presieduta da Claudio Vitalone, ha parlato di inammissibilità della richiesta. Pertanto il processo rimane a Messina. 

La vicenda della ragazza di Saponara è stata anche al centro della fiction di Rai uno "La vita rubata" con Beppe Fiorello nel ruolo del fratello di Graziella, il carabiniere Pietro. Il film doveva andare in onda nel novembre dello scorso anno, ma dopo essere stata rimandata al 24 febbraio e poi programmata per il 10 marzo, stava rischiando un terzo rinvio. Finalmente andrà in onda il prossimo lunedì in prima serata.
Maria Loi

 
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    Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli.
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    Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani.
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    Gioco criminale

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    Siamo alla catastrofe. Ormai è chiaro nonostante i goffi tentativi di nascondere la verità, per l’ennesima volta, all’opinione pubblica mondiale. L’iniezione di 700 miliardi di dollari alle banche americane non salverà l’Occidente dal crollo economico, come Bush ha cercato di rassicurare. Al contrario, rappresenterà soltanto un sedativo – neppure tanto efficace – che al termine della sua azione momentaneamente benefica ripresenterà l’infezione in un quadro clinico ancora più grave. Quel che accadrà dopo non è difficile prevederlo. Poiché sarà l’unica strada ritenuta possibile – come sempre in questi casi e mai più di ora – per provare affannosamente ad uscire dalla gravissima crisi economica che sta trascinando inesorabilmente tutta l’economia mondiale in una rovina come mai la nostra storia, dagli anni ‘30 ad oggi, ricordi. E quell’unica strada è la guerra. La sola in grado di rimpinguare le casse dei governi con entrate, letteralmente, da brivido. Sul punto i dati parlano chiaro. Secondo un recente articolo del New York Times gli Stati Uniti avrebbero già da tempo triplicato le vendite di armi nel mondo - sotto l’energica spinta della Casa Bianca - principalmente ad acquirenti del cosiddetto “asse del male” come l’Iraq e l’Afghanistan.

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    Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo?
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    Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras.
    E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora.

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