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Antimafia Duemila

Thursday
May 15th
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Ancora l'Agenda Rossa PDF Stampa E-mail

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di Salvatore Borsellino

E' ormai da mesi che negli incontri che faccio in tutta Italia e sul mio sito www.19luglio1992.com continuo  a parlare di questa Agenda Rossa.



Ad essa ed alla sua sottrazione da parte dei Servizi è legato secondo me se non il motivo principale sicuramente il motivo immediato dell'eliminazione di Paolo Borsellino. Qualcuno sapeva o forse aveva addirittura visto Paolo prendere su quell'agenda degli appunti che dovevano sparire e qualcuno ha fatto in modo che quegli appunti sparissero. Non importa se per questo hanno dovuto preparare in fretta un'attentato che ha fatto saltare in area un intero quartiere e stroncato sei vite. Non importava quella che sarebbe sicuramente stata la reazione dello Stato e della società civile di fronte a questa strage così riavvicinata a quella di Capaci, la cui preparazione era stata invece estremamente meticolosa perché non ci fossero rischi di fallimento.
Importava solo che quell'agenda sparisse o meglio che venisse sottratta e conservata in luogo sicuro perché potesse essere usata, anche a distanza di anni, per potere gestire ricatti che potrebbero arrivare a livelli inimmaginabili all'interno delle Istituzioni e condizionare l'allora futura, ma oggi attuale, vita politica del paese.
Importava anche che insieme all'agenda sparisse ogni possibile traccia scritta o registrata che Paolo potesse avere lasciata a casa sua o nel suo ufficio sotto forma di appunti o di annotazioni relative alle sue indagini, ai suoi collo qui e ai suoi incontri di quei frenetici giorni di lavoro tra il 23 Maggio e il 19 Luglio nei quali Paolo continuava a dire "Ho fretta, ho fretta, devo fare in fretta" ed anche "Sto vivendo la mafia in diretta".
E' per questo che come Via D'Amelio era piena di uomini dei Servizi subito dopo, e probabilmente anche prima, dello scoppio della macchina piena di tritolo, così anche lo studio di Paolo in Via Cilea si riempì, mentre i resti di Paolo non erano ancora messi nella bara, di uomini non in divisa e non identificabili che misero a soqquadro tutto e portarono via tutto quanto era possibile. Questo è quanto mi hanno raccontato i miei nipoti Lucia e Manfredi.
Avevo pensato fino a qualche tempo fa che quanto contenuto nell'Agenda Rossa riguardasse soltanto la scellerata trattativa avviata tra Stato e Mafia e comunicata a Paolo il giorno 1 di Giugno nell'ufficio di Mancino, il quale si trincera dietro improbabili e impossibili amnesie per fingere di non ricordare.
Mi sto a poco a poco rendendo conto che lo scenario è in effetti molto più ampio.
Che riguarda anche le indagini che Giovanni Falcone non aveva potuto portare avanti su Gladio, le logge massoniche del Trapanese e quegli stessi traffici di armi per cui sarà uccisa Ilaria Alpi, indagini di cui Paolo era certamente al corrente e le cui tracce sono state fatte sparire insieme ai computers di Giovanni Falcone.
Che riguarda anche le indagini relative alle collusioni tra imprenditoria del Nord e organizzazioni criminali di cui Paolo parla in quell'intervista a due giornalisti francesi che pressioni di ogni tipo hanno sempre cercato di evitare che venisse portata all'attenzione dell'opinione pubblica..
Che riguarda anche le trattative dirette tra la mafia e quei nuovi referenti politici che la mafia stessa stava cercando dato che i precedenti non venivano più considerati affidabili come era dimostrato dall'omicidio di Salvo Lima, il referente in Sicilia di Giulio Andreotti. E forse la trattativa tra Mafia e Stato per cui e' stato ucciso Paolo Borsellino era più ampia di quanto io abbia sempre creduto e riguardava non solo il "papello", di Toto' Riina ma anche questi punti, che forse ne costituivano la parte principale. Oggi, dopo 16 anni, grazie al coraggio di un Giudice, Ottavio Sferlazza, che per ben due volte si è rifiutato di archiviare le indagini sulla sparizione dell'Agenda Rossa, furto che stava per andare in prescrizione dato che era stata rubricata finora come il semplice furto di una qualsiasi agenda, di Agenda Rossa si ricomincia a parlare.
Il Colonnello Arcangioli, allora Capitano e Comandante del Nucleo Operativo palermitano dell'Arma, viene finalmente indagato per furto aggravato con l'ulteriore contestazione di avere favorito l'associazione mafiosa.
Giovanni Arcangioli è  l'uomo che è stato filmato mentre si allontana dalla macchina di Paolo ancora in fiamme con in mano la borsa di cuoio che sicuramente conteneva l'agenda, fotogrammi che sono saltati fuori quasi per caso e senza i quali forse di Agenda Rossa non si sarebbe mai parlato.
Giovanni Arcangioli dichiara ora, per difendersi, che non sono stati svolti accertamenti sui funzionari dei Servizi i Via D'Amelio e dice che occorre guardare in tutte le direzioni perché dalle stesse indagini della Procura di Caltanissetta emerge che altri, non lui, erano interessati all'Agenda.
Ma chi ci dice che lui non fosse interessato per conto di altri, chi ci dice che lui stesso non fosse in rapporto con quei Servizi che oggi accusa ma senza fare nomi ed indicare persone che sicuramente conosce.
Chi ci dice che non si tratta della solita tattica di disinformazione, in cui i Servizi stessi sono tanto versati, di accusare tutti in modo che si crei confusione e che alla fine non si arrivi da nessuna parte.
Se ha dei nomi da fare li faccia e chiarisca una volta per tutte quelle innumerevoli contraddizioni e cambi di versione in cui è caduto o di cui si è servito fino ad oggi.
E le stesse contraddizioni chiariscano anche quelle altre persone, anche magistrati o ex Magistrati, che fino ad ora sono stati interessati in questa vicenda piena di "non so", "forse" e non "ricordo".
A meno che tutti non siano stati colpiti da quella stessa epidemia la cui prima vittima è stata lo smemorato di Montefalcione.

Salvatore Borsellino

TRATTO DA  www.19luglio1992.com

 
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    In questo numero:
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    Scandalo sanità ed arresti eccellenti in Calabria per mafia, droga ed appalti.
    Cosa Nostra è ad una svolta: quali saranno le sue future strategie?

    Risponde per noi il pm Domenico Gozzo.
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    Un verdetto storico: il presidente della Regione Sicilia Cuffaro condannato a 5 anni ed interdetto dai pubblici uffici per favoreggiamento personale a singoli mafiosi.
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    Una fase di stasi che prelude nuovi equilibri e nuovi accordi. Dentro Cosa Nostra, a casa nostra, in Italia, ma anche in più parti del mondo.

    Le tre mafie che gestiscono tre intere regioni del nostro Paese stanno subendo, uno dietro l’altro, colpi durissimi da parte delle forze inquirenti tra catture eccellenti come quella di Pasquale Condello e dei più importanti fiancheggiatori dei Lo Piccolo, ingentissimi sequestri di beni e soprattutto con l’individuazione, e in qualche caso anche con l’arresto, di politici, imprenditori e professionisti: un numero abbastanza ragguardevole di cosiddetti colletti bianchi. In particolare Cosa Nostra sembra attraversata da una profonda crisi interna sulla quale hanno agito con grande incisività e intelligenza magistrati e forze dell’ordine arrivando a scardinare completamente, almeno a livello di vertice, l’ impero dei Lo Piccolo che controllava tutta Palermo. Sarebbe il caso di approfittare del momento per sferrare uno o più colpi di grazia, come ad esempio inviando uomini e mezzi a Trapani per catturare Matteo Messina Denaro, ma già si profila la solita maldestra mossa dello Stato che, in ottemperanza alla assurda legge della rotazione degli incarichi, si prepara a smantellare la procura di Palermo. Stessa cosa dicasi per la procura di Reggio Calabria impegnata in delicatissime indagini che coinvolgono alla stessa stregua ‘ndranghetisti e politicanti ...

     
  • Terzo Millennio

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    Inserto Terzo Millennio N. 57



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    l’Europa plaude all’indipendenza del Kosovo, ma Giulietto Chiesa avverte che così è stata innescata una miccia nei Balcani.E’ davvero la Cina il pericolo maggiore per l’emissione di CO2?
    Arrestato il tenente generale Gregorio Alvarez, emblema della feroce dittatura militare uruguaiana: ora finalmente la verità sul periodo più atroce della storia dell’Uruguay. Emergenza acqua: un affare da miliardi di euro l’anno. Appalti, privatizzazioni sospette nel mirino delle indagini giudiziarie. Il presidente del Cipsi illustra la campagna Libera l’Acqua che porterà la preziosa risorsa idrica in 13 Paesi poveri del pianeta. La Funima International si attiva per lo scavo di un pozzo nella regione di Catamarca (Argentina), nella località La Alumbrera. 

     
 

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