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di Lorenzo Baldo - 2 Novembre 2009
Pescara. Questa mattina nel parcheggio della Provincia di Pescara è stato aggredito l'organizzatore del premio nazionale “Paolo Borsellino”.
Leo Nodari stava per accogliere il presidente dei senatori del Pdl,
Maurizio Gasparri, venuto appositamente per partecipare ad un incontro
sulla legalità realizzato all'interno delle giornate del Premio
Borsellino.
Secondo le prime ricostruzioni un paio di persone lo hanno avvicinato
gridandogli “servo dei fascisti”, sferrandogli poi un pugno in faccia.
Le stesse forze dell'ordine presenti sul luogo lo hanno soccorso ed
accompagnato all'ospedale per esaminare la ferita riportata ad un
occhio. Sconosciuti al momento gli aggressori che sono riusciti a
dileguarsi tra la folla.
Contemporaneamente si stava svolgendo una manifestazione pacifica dei
rappresentanti dell'associazione “Amici di Beppe Grillo", Prc, Idv ed
altri per protestare contro la partecipazione di Gasparri al Premio
Borsellino.
“Ci dispiace per Leo Nodari – ha dichiarato Massimiliano Di Pillo,
organizzatore della manifestazione di protesta – prendiamo le distanze
da quanto accaduto, ma noi non c'entriamo nulla. Manifestiamo contro
una persona che può parlare di tutto, ma non di Borsellino che è morto
in nome della giustizia e della legalità, essendo portavoce di Marcello
Dell'Utri, condannato a nove anni (condanna in I° grado per concorso
esterno in associazione mafiosa ndr), essendo firmatario dello scudo
fiscale ed essendo contro le intercettazioni telefoniche”.
Dal canto suo Leo Nodari ha successivamente dichiarato che “non ci
facciamo intimidire, non c'era bisogno di un gesto violento e comunque
andiamo avanti con più forza di prima”.
Secondo la testimonianza di Helene Benedetti, che insieme ad un altro
gruppo di persone hanno cercato di presenziare alla manifestazione con
le agende rosse, l'aggressione a Nodari (di cui non hanno avuto
assolutamente contezza) sarebbe stata una scusante per non permettere
loro di accedere all'interno della sala.
La Benedetti ha riferito inoltre di alcune frasi offensive nei
confronti di Salvatore Borsellino, fratello del giudice Paolo
Borsellino, che Maurizio Gasparri avrebbe pronunciato durante il
dibattito.
“Abbiamo notizia di parole gravemente offensive che il senatore
Gasparri avrebbe pronunciato nei miei confronti nel corso del suo
intervento al "Premio Borsellino" – ha replicato poco fa Salvatore
Borsellino – Ci riserviamo di esaminare la registrazione
dell'intervento per verificare quali siano state le parole pronunciate
e valutare eventuali azioni legali da intraprendere nel caso quanto mi
è stato riferito sia effettivamente avvenuto, eventualità che riteniamo
possibile ed in sintonia con la personalità dell'autore dell'intervento
e che riteniamo gravissima soprattutto se riferita all'ambito in cui
sarebbe avvenuta”.
Facendo un passo indietro si può rileggere con più cognizione di causa
ciò che è avvenuto oggi. Tutto inizia con le aspre polemiche sollevate
per l'eventuale partecipazione di Clemente Mastella al Premio
Borsellino. Partecipazione che poi non c'è stata. Nodari ha ribadito
che l'idea di realizzare un dibattito tra Clemente Mastella e Luigi de
Magistris all'interno del Premio Borsellino era stata approvata dall'ex
ministro della giustizia e disapprovata dall'ex magistrato, facendo di
fatto saltare l'incontro che non veniva quindi inserito nell'ultima
stesura del volantino.
Quest'anno, oltre alla partecipazione di magistrati come Antonio
Ingroia, Antonino Di Matteo, Maurizio De Lucia e Piergiorgio Morosini,
gli inviti al Premio Borsellino erano stati estesi ad altri esponenti
della società civile, così come ad alcuni esponenti di Centrosinistra e
ad altri del Centrodestra. Qualche forfait è arrivato dal
Centrosinistra, mentre diverse conferme di partecipazione sono giunte
dal Centrodestra. Conferme che, nelle persone di Maurizio Gasparri e
Ignazio La Russa, hanno riacceso inevitabilmente le polemiche.
Aspre polemiche che ci riportano agli anni bui del nostro Paese nei
quali per bloccare sul nascere le contestazioni bastava infiltrare con
qualche “disturbatore” i movimenti di protesta che finivano poi essere
ritenuti gli unici responsabili delle azioni violente perpetrate.
Un rischio molto alto per coloro che anche oggi pacificamente hanno
manifestato il proprio dissenso nei confronti di presenze inopportune
ad una manifestazione nazionale sulla legalità e che possono venire
strumentalizzati da interessi politici.
Ogni aggressione va condannata e per questo la nostra solidarietà va a Leo Nodari per l'atto vile che ha subito.
Ma la critica nei confronti degli organizzatori del Premio Borsellino
per avere invitato alcuni esponenti del Centrodestra che nulla hanno a
che spartire con la memoria di Paolo Borsellino e che possibilmente
intendono rifarsi una verginità parlando di antimafia, resta più che
mai immutata.
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Le dichiarazioni di Maurizio Gasparri qualificano in pieno un
personaggio che merita unicamente di finire al più presto nel cestino
della storia.
A Salvatore Borsellino l'abbraccio e il sostegno di tutta la redazione di ANTIMAFIADuemila
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