Password dimenticata? Nessun account? Registrati
  • Narrow screen resolution
  • Wide screen resolution
  • Auto width resolution
  • Increase font size
  • Decrease font size
  • Default font size
  • default color
  • red color
  • green color
Member Area

Antimafia Duemila

Friday
Jan 09th
Home arrow Informazione arrow Rassegna Stampa arrow Pentito racconta: così sciolsi nell'acido il cadavere di un nemico dei Lo Piccolo
Pentito racconta: così sciolsi nell'acido il cadavere di un nemico dei Lo Piccolo PDF Stampa E-mail
gaspare-pulizi-web.jpg






A parlare è Gaspare Pulizzi che ha aggravato ulteriormente la posizione dei boss.

PALERMO. La polizia di Stato ricostruisce la latitanza degli ultimi tre anni dei boss Salvatore e Sandro Lo Piccolo, catturati lo scorso novembre nelle campagne in provincia di Palermo, e arrestano così tre favoreggiatori tra cui un nucleo familiare che ha dato la disponibilità degli ultimi due ultimi covi ai due latitanti.
Gli investigatori hanno anche fatto luce su un omicidio che ha portato gli assassini a sciogliere il cadavere nell'acido.
Le indagini sono coordinate dal procuratore aggiunto Alfredo Morvillo e dai sostituti Marcello Viola, Francesco Del Bene e Domenico Gozzo. Il provvedimento cautelare è stato emesso dal gip, Vincenzina Massa.
I tre arrestati sono Angelo Targia, la moglie Angela Colombo e Damiano Mazzola. I primi due sono i coniugi che ospitarono nella loro villetta di Terrasini i boss Salvatore e Sandro Lo Piccolo nell'ultimo periodo della loro latitanza. Il terzo arrestato, titolare di un vivaio a Cinisi e dipendente dell'aeroporto, è l'uomo che avrebbe portato i capimafia di Tommaso Natale presso l'abitazione dei Targia. Angelo Targia e Angela Colombo, accusati di favoreggiamento aggravato, sono stati interrogati nei giorni scorsi dalla procura di Palermo. I due hanno ammesso di aver ospitato i Lo Piccolo, ma hanno dichiarato di avere capito che si trattava dei due capimafia solo dopo il loro arresto. Targia, proprietario di un negozio di tabacchi in contrada Magaggiari, insieme alla moglie ha sostenuto di avere accolto i Lo Piccolo per paura, in quanto aveva capito che si trattava di persone alle quali non era possibile opporre un rifiuto. Damiano Mazzola, detto «il tappiatore» è accusato di associazione mafiosa. Secondo gli inquirenti, tre anni fa il boss Salvatore Lo Piccolo venne presentato da Damiano Mazzola ad Angelo Targia affinchè lo ospitasse per alcuni giorni. Secondo la ricostruzione della polizia, Lo Piccolo dopo poco tempo prese contatti direttamente con Targia, al quale si presentò insieme al figlio Sandro per chiedergli una casa più grande e bella.
La nuova abitazione dei due boss latitanti venne così trovata da Targia in via Nazionale a Terrasini. In questa villetta, nei giorni successivi all'arresto dei due latitanti, Calogero Lo Piccolo, figlio di Salvatore, si è recato a prelevare effetti personali del padre e del fratello. Si tratta di abbigliamenti di marca che sono stati in seguito sequestrati dalla squadra mobile il 2 febbraio durante una perquisizione. Il collaboratore di giustizia Gaspare Pulizzi ha, inoltre, parlato ai magistrati di un omicidio avvenuto otto anni fa nel Palermitano, al quale avrebbe preso parte anche Damiano Mazzola. Il pentito parla della lupara bianca con la quale è stato eliminato Giampiero Tocco, scomparso a Cinisi nel settembre del 2000, il cui cadavere, secondo il collaboratore di giustizia, sarebbe stato sciolto nell'acido. Le dichiarazioni di Pulizzi debbono essere ancora riscontrate. Il collaboratore che si occupò di sciogliere il cadavere nell'acido, racconta che ad uccidere Tocco fu Sandro Lo Piccolo che lo strangolò personalmente. Tocco era un amico di Peppone Di Maggio e la sua eliminazione fu decisa perchè si venne a sapere che era stato proprio lui a tradirlo. Secondo le informazioni raccolte dai Lo Piccolo, infatti, Tocco aveva attirato Di Maggio in un tranello. Pulizzi racconta che la pattuglia che entrò in azione per eliminare il «traditore» era composta da Damiano Mazzola, che guidava l'auto, dal boss Salvatore Lo Piccolo, che imbracciava un mitra, e da Sandro Lo Piccolo, che strangolò personalmente la vittima. Pulizzi, che faceva da «battistrada», di sè riferisce che partecipò «alla preparazione, all'esecuzione e allo scioglimento del cadavere». Il pentito sottolinea che all'epoca dell'omicidio nè lui, nè Damiano Mazzola erano uomini d'onore. «Il tappiatore», secondo Pulizzi, era noto per le sue continue richieste di prestiti in denaro, che poi era solito non restituire. Pure ai Lo Piccolo, Mazzola chiese in prestito dei soldi, e secondo il pentito i boss gli diedero circa 200 mila euro, ma successivamente lui «tentò di fregarli». Pulizzi sostiene infatti che Mazzola restituì ai boss solo 100 mila euro in diverse rate, tanto che Sandro Lo Piccolo si era lamentato e pretendeva la restituzione dell'intera somma.  

LA GAZZETTA DEL SUD 4 MARZO 2008
 
< Prec.   Pros. >
Advertisement
  • La Rivista
    cop60-small_web.gif In edicola dal 23 ottobre 2008

    In questo numero:
    Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli.
    Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”.
    Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri…
    i magistrati indagano.
    Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!”
    Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli.
    Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani.
    Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice.


    Leggi tutto...
     
  • Editoriale

    editoriale1-web.jpg

    Gioco criminale

    di Giorgio Bongiovanni


    Siamo alla catastrofe. Ormai è chiaro nonostante i goffi tentativi di nascondere la verità, per l’ennesima volta, all’opinione pubblica mondiale. L’iniezione di 700 miliardi di dollari alle banche americane non salverà l’Occidente dal crollo economico, come Bush ha cercato di rassicurare. Al contrario, rappresenterà soltanto un sedativo – neppure tanto efficace – che al termine della sua azione momentaneamente benefica ripresenterà l’infezione in un quadro clinico ancora più grave. Quel che accadrà dopo non è difficile prevederlo. Poiché sarà l’unica strada ritenuta possibile – come sempre in questi casi e mai più di ora – per provare affannosamente ad uscire dalla gravissima crisi economica che sta trascinando inesorabilmente tutta l’economia mondiale in una rovina come mai la nostra storia, dagli anni ‘30 ad oggi, ricordi. E quell’unica strada è la guerra. La sola in grado di rimpinguare le casse dei governi con entrate, letteralmente, da brivido. Sul punto i dati parlano chiaro. Secondo un recente articolo del New York Times gli Stati Uniti avrebbero già da tempo triplicato le vendite di armi nel mondo - sotto l’energica spinta della Casa Bianca - principalmente ad acquirenti del cosiddetto “asse del male” come l’Iraq e l’Afghanistan.

    LEGGI TUTTO...

     
  • Terzo Millennio

    terzomillennio_250_pixel.jpg

    In questo numero:

    Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo?
    E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa.
    Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras.
    E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora.

    LEGGI TUTTO...
     
 

Video

L'approfondimento di antimafiaduemila

newsletter-home.jpg


Pandora tv

pandora-web-2.gif




Processi by radioradicale

banner-processi-ok.gif

Iscriviti

Password dimenticata? Nessun account? Registrati

Google Adv


Libri

colletti-sporchi-home.jpg

Libri

il-ritorno-del-principe-hom.jpg

Latitanti

logominestero-interno.gif

Immagini

giovanni-falcone-big--web1.jpg

E' successo oggi

alfano-beppe-web.jpg