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Antimafia Duemila

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Jan 09th
Home arrow Informazione arrow News arrow Appello per la messa in onda della fiction su Graziella Campagna
Appello per la messa in onda della fiction su Graziella Campagna PDF Stampa E-mail

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L’ipotesi di sospendere la messa in onda del film “La vita rubata”, sulla storia di Graziella Campagna, brutalmente assassinata a soli diciassettenne anni...




in provincia di Messina nel 1985, sarebbe indegna di un paese civile. A oltre ventidue anni da quell’efferato omicidio, è scriteriata l’idea di porre vincoli o censure al racconto del martirio della povera Graziella, già altre due volte rimandato con motivazioni lesive del diritto dei cittadini a godere di piena e libera informazione e di reale libertà di espressione del pensiero, tutelato dall’art. 21 della Carta costituzionale.
È il momento, allora, che la Rai prenda una volta per tutte una decisione: o tutelare la possibilità di fare cronaca o racconto artistico su gravissime vicende delittuose che non possono essere condannate all’oblio oppure drasticamente impedire che ciò avvenga. Con la conseguenza, però, di limitare da subito anche quella tendenza a un preteso giornalismo che nel fare cronaca, su crimini per i quali ancora i processi debbono perfino iniziare o comunque non sono conclusi, mirano dichiaratamente a stordire gli spettatori ad ogni ora e su ogni rete con la spettacolarizzazione degli aspetti macabri e del dolore delle vittime, a furia di plastici, schizzi di sangue e onnipresenti esperti di criminologia.
Non ci si può non interrogare, poi, sulle ragioni reali per cui ad un quarto di secolo dall’uccisione di Graziella Campagna non ci sia una sentenza definitiva e quale senso abbia oggi chiedere l’ennesima censura ad un film che si limita a raccontare la tragica fine di un’innocente ragazzina di paese e lo strenuo impegno dispiegato in triste solitudine da suo fratello per ottenere giustizia. O forse è proprio questo che si vuol evitare di far vedere al pubblico?

Andrea Camilleri, Furio Colombo, Vincenzo Consolo, Umberto Contarello, Giancarlo De Cataldo, Antonietta De Lillo, Simona Izzo, Carlo Lucarelli, Furio Scarpelli, Giacomo Scarpelli, Ricky Tognazzi, Laura Toscano, Marco Travaglio, Giuseppe Giulietti e Federico Orlando (Associazione Articolo21), Giorgio Bongiovanni e tutta la redazione di ANTIMAFIADuemila.
 
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  • La Rivista
    cop60-small_web.gif In edicola dal 23 ottobre 2008

    In questo numero:
    Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli.
    Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”.
    Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri…
    i magistrati indagano.
    Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!”
    Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli.
    Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani.
    Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice.


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  • Editoriale

    editoriale1-web.jpg

    Gioco criminale

    di Giorgio Bongiovanni


    Siamo alla catastrofe. Ormai è chiaro nonostante i goffi tentativi di nascondere la verità, per l’ennesima volta, all’opinione pubblica mondiale. L’iniezione di 700 miliardi di dollari alle banche americane non salverà l’Occidente dal crollo economico, come Bush ha cercato di rassicurare. Al contrario, rappresenterà soltanto un sedativo – neppure tanto efficace – che al termine della sua azione momentaneamente benefica ripresenterà l’infezione in un quadro clinico ancora più grave. Quel che accadrà dopo non è difficile prevederlo. Poiché sarà l’unica strada ritenuta possibile – come sempre in questi casi e mai più di ora – per provare affannosamente ad uscire dalla gravissima crisi economica che sta trascinando inesorabilmente tutta l’economia mondiale in una rovina come mai la nostra storia, dagli anni ‘30 ad oggi, ricordi. E quell’unica strada è la guerra. La sola in grado di rimpinguare le casse dei governi con entrate, letteralmente, da brivido. Sul punto i dati parlano chiaro. Secondo un recente articolo del New York Times gli Stati Uniti avrebbero già da tempo triplicato le vendite di armi nel mondo - sotto l’energica spinta della Casa Bianca - principalmente ad acquirenti del cosiddetto “asse del male” come l’Iraq e l’Afghanistan.

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  • Terzo Millennio

    terzomillennio_250_pixel.jpg

    In questo numero:

    Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo?
    E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa.
    Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras.
    E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora.

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