| Riciclaggio "A Vaduz piu' di un miliardo" |
|
|
|
|
Sarebbe di un miliardo di euro, l’evasione fiscale dei cittadini francesi con conto corrente in Liechtenstein. E in Italia? «Di più. Molto di più», risponde uno degli investigatori che è alle prese con il rompicapo della lista dei 400. Ecco dunque quantificata la posta in palio: c’è più di un miliardo di euro di imposte da recuperare. Ed è confermato che i depositi varierebbero da un minimo di 200 mila euro a svariate decine di milioni. Ma la questione non finisce qui. Si parla sempre più di riciclaggio. E’ ufficiale che la procura nazionale antimafia abbia richiesto l’elenco dei correntisti. «Se ce la danno - ha spiegato il superprocuratore Piero Grasso - possiamo lavorarci su e poi distribuire a pioggia alle procure d’Italia ciò che eventualmente fosse di loro competenza. Acquisire informazioni fa parte dell’attività principale del mio ufficio non solo per l’eventuale evasione fiscale all’estero, per la quale è competente la procura di Roma, ma anche per ipotesi di riciclaggio o altri reati». Sono in effetti diverse le procure che cominciano ad appassionarsi al tema. Palermo, ad esempio. «C’è una economia criminale e mafiosa sommersa - spiega il pm Antonio Ingroia - che non è mai venuta bene a galla perché molti dei capitali di origine illecita sono collocati nei forzieri di certe banche nei paradisi fiscali». Questo principato dal nome esotico, il Liechtenstein, è venuto fuori spesso nelle indagini sulla mafia. «A noi - insiste Ingroia - potrebbe interessare senz’altro vedere se tra quei nomi c’è qualcuno di nostro interesse». A Roma, per evitare duplicazioni di atti, i magistrati hanno incaricato la Guardia di Finanza di acquisire gli accertamenti effettuati finora dall’Agenzia delle Entrate («Massima collaborazione», avverte il suo direttore, Massimo Romano). Si prepara intanto una rogatoria internazionale per verificare alla fonte la veridicità della lista. Lo scopo è una necessità di legge perché dietro ai codici criptati, alle sigle, e alle denominazioni di fantasia di molte fondazioni, si vuol verificare che non ci siano anche teste di legno che nascondano un livello successivo. L’elenco riporta pochi nomi in chiaro. Industriali medi e piccoli, ma poco conosciuti. Ci sono anche alcune date e luoghi di nascita, per lo più nel Nord, ma non risultano le date dei versamenti. «E quindi tutto dipende se avremo collaborazione», spiegano. L’ipotesi del riciclaggio, e della corruzione, è la nuova frontiera di quest’indagine. Lo dicono in molti. Scandisce il sottosegretario all’Economia, Mario Lettieri: «Gli aspetti fiscali sono sicuramente importanti, ma quelli relativi alla provenienza dei fondi in questione potrebbero essere più inquietanti». Oppure Antonio Di Pietro: «Il fatto che non si voglia far sapere, vuol dire che lì non ci sono solo conti correnti normali, ma anche soldi provenienti da attività di riciclaggio, di evasione fiscale, di falsificazione di libri contabili». Non cessa poi la polemica sulla opportunità di rendere pubblici i nomi. Silvio Berlusconi insiste nel prendersela con Visco: «Deve rendersi conto che è sbagliato comunicare i nomi a goccia a goccia agli organi di stampa amici, ma deve darli alla magistratura». Massimo D’Alema ne fa una questione di privacy: «Avere dei conti in Liechtenstein non significa automaticamente compiere un illecito... Si tratta di capire se abbiano compiuto dei reati». Casini è più drastico: «Venga resa pubblica la lista, anche perchè non possa essere sottoposta a manipolazioni e gossip». Il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso di Air One contro l’acquisizione, da parte di Alitalia, della low cost Volare. I giudici amministrativi hanno ordinato al commissario straordinario di Volare Group, Fabio Franchini, di ripetere la gara mediante invito ai soggetti, che hanno preso parte all’iniziale procedura, di presentare nuove offerte. Franchini avrà un mese di tempo per indire la nuova gara. Intanto, Alitalia ha convocato i sindacati per giovedì in modo da presentare un aggiornamento sulla trattativa in corso con Air France. Vedi il grafico del caso Liechtenstein LA STAMPA |
| < Prec. | Pros. > |
|---|
In edicola dal 23 ottobre 2008In questo numero: Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli. Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”. Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri… i magistrati indagano. Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!” Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli. Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani. Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice. |
|
| Leggi tutto... |
|
Gioco criminale |
|
Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo? E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa. Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras. E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora. LEGGI TUTTO... |
di Alberto B. Mariantoni © - 31 gennaio 2009
| Home |
| Redazione |
| Scrivici |
| La Rivista |
| Informazione |
| Abbonamenti |
| Dossier |
| Documenti |
| Link |