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Antimafia Duemila

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Processo “Alta Mafia”: le condanne PDF Stampa E-mail

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2 marzo 2008
Agrigento. La prima sezione del Tribunale di Agrigento ha condannato l’ex deputato regionale siciliano dell’Udc Vincenzo Lo Giudice a 16 anni ed 8 mesi di reclusione.


Per i giudici agrigentini il politico avrebbe fatto parte della famiglia mafiosa di Canicattì ed avrebbe gestito diversi appalti come quello per l’urbanizzazione di Villaseta, per la scuola di Comitini e per il centro commerciale di Castrofilippo. Lo Giudice fu arrestato il 29 marzo del 2004. Con lui sono stati condannati anche il presunto capo mafia di Canicattì Calogero Di Caro a 10 anni, l'ex sindaco Ds di Canicattì Antonio Scrimali a 4 anni, il figlio di Vincenzo Lo Giudice, Calogero Lo Giudice, ex presidente del Consiglio provinciale di Agrigento a tre anni, l'ex consigliere provinciale Udc nonché ex capo del Genio civile di Caltanissetta Calogero Iacono a 4 anni e otto mesi, condannato a 6 anni e 4 mesi anche l'ex presidente dell'Iacp di Agrigento, Salvatore Failla, a 3 anni e sei mesi anche l'ex comandante dei vigili urbani di Canicattì, Salvatore Giambarresi, l'imprenditore Calogero Marino a tre anni. Un anno e sei mesi la pena inflitta a Salvatore Curtopelle, tre anni e dieci mesi inflitti a Diego Fanara, 4 anni e Vincenzo Guarneri. Condannato a cinque anni anche il collaboratore di giustizia racalmutese, Maurizio Di Gati, ex capo di Cosa nostra di Agrigento. Assolti l'imprenditore Emanuele Guarneri e l'ex funzionario dello Iacp Francesco Castaldo. Il Tribunale di Agrigento ha trasmesso poi gli atti alla Procura della Repubblica di Agrigento ipotizzando il reato di concorso esterno in associazione mafiosa per Armando e Giuseppa Savarino, rispettivamente padre e figlia. Giusy Savarino è deputato regionale dell'Udc, mentre Armando è stato fino a poche settimane fa sindaco di Ravanusa e per anni direttore sanitario dell'Asl 1 di Agrigento. Il tribunale ha anche chiesto alla procura di indagare per concorso esterno in associazione mafiosa Salvatore Failla, ex vicepresidente dell'Istituto autonomo case popolari, Salvatore Iacono e Calogero Lo Giudide, figlio di Vincenzo e ex presidente del consiglio provinciale di Agrigento.
Dora Quaranta

 
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  • La Rivista
    cop59.gif In edicola dal 18 luglio 2008

    In questo numero:
    Leggi "blocca processi", leggi "salva premier", "41 bis" revocati e intercettazioni vietate. E' scontro istituzionale.
    La Procura di Salerno ribalta il "caso De Magistris". Chiesta l'archiviazione ed annunciate indagini contro chi lo ha accusato.
    Presto al via il processo Toghe Lucane. La più importante inchiesta degli ultimi cinquant'anni.
    Agenda Rossa: La procura si appella alla Cassazione.
    Trapani: Nuovi legami tra mafia politica e massoneria. Il boss Messina Denaro tradito da falsi amici e documenti pericolosi.
    Gli affari della Despar in Sicilia. Si aggrava la posizione di Scuto nel processo.
    Barlume di speranza sul caso Rostagno. Vent'anni dopo l'attentato una perizia balistica potrebbe far emergere la verità.
    Talpe Dda. Le motivazioni delle sentenze Cuffaro, Borzacchelli e Ciuro.
    Calcestruzzi spa. Le dichiarazioni di Siino su Pesenti.
    Nu Bellu Lavuru. Sulla Ss 106 una commistione tra 'Ndrangheta e politica.
    Gli interessi di Cosa Nostra sul ponte di Messina.
    Ed altro ancora...


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  • Editoriale

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    La nascita della seconda Repubblica sul sangue di Falcone e Borsellino

    Il 19 luglio 1992, a cinquantasette giorni di distanza dalla strage di Capaci, veniva assassinato a Palermo, in via D’Amelio, il giudice Paolo Borsellino e con lui gli agenti della sua scorta.

    Il 20 luglio 1992 nasceva la Seconda Repubblica di questo nostro Paese, basata sulla corruzione, sulle mafie, sulla violenza, sul dominio, sulla prevaricazione, sulla ricchezza illecita, sul razzismo e sulla xenofobia.

    Oggi, ancora luglio, ma 2008, ci ritroviamo per la terza volta al governo l’imprenditore Silvio Berlusconi, plurimputato in diversi processi, amico di condannati per mafia e amico di Cosa Nostra sin dai primi anni Settanta. Che inneggia, abbracciato al suo principale garante Marcello Dell’Utri, all’eroe Mangano, complice dello scioglimento nell’acido di esseri umani.


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  • Terzo Millennio

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    In questo numero:

    Dopo sei anni di prigionia è stata finalmente liberata Ingrid Betancourt.
    Giulietto Chiesa, sempre analizzando il quadro internazionale degli eventi, spiega il trattato di Lisbona, attorno al quale si è creato un vero dibattito politico.
    Nuovi interrogativi sull'11 settembre. Troppi crolli accidentali.
    Appello contro la pedofilia e la sua ideologia. L'allarme lo lancia l'Associazione Meter di Don Fortunato Di Noto.
    Libera l'Acqua: prosegue la campagna sull'oro blu da parte delle associazioni del Cipsi.
    Si torna a parlare di Nucleare. Una minaccia per il mondo.
    Intervista al pm paraguaiano Arnaldo Guizzo in lotta contro la corruzione e il narcotraffico.
    Appello per un'informazione libera: un nuovo format televisivo per garantire libertà e democrazia nell'informazione.


    LEGGI TUTTO...
     
 

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