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Riina jr: una presenza scomoda per Corleone | Riina jr: una presenza scomoda per Corleone |
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2 marzo 2008
Sono state intanto subito applicate le misure di prevenzione di pubblica sicurezza: Riina jr ha l’obbligo di dimora nel comune di Corleone, tre volte alla settimana è obbligato alla firma presso il commissariato, non può frequentare soggetti pregiudicati e non può uscire di casa dalle 20 alle 7. I suoi legali hanno preannunciato ricorso presso la Corte Europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo a causa dell’eccessivo periodo di detenzione subita. La notizia del ritorno in libertà di Riina jr pone in risalto, secondo l’Anm, “l’assoluta urgenza di procedere alla radicale riforma del processo penale, i cui tempi sono stati progressivamente prolungati da una legislazione farraginosa, disorganica e incoerente con gli standard europei e con il principio costituzionale della ragionevole durata”. Il sindaco di Corleone Antonino Iannazzo ha parlato di “un paese imbarazzato” a causa di una “presenza scomoda” ed ha dichiarato: “Non lo vogliamo! Avremmo decisamente preferito che fosse andato ad abitare da un’altra parte, ma la magistratura gli ha imposto il soggiorno a Corleone e, quindi, ora sta anche ad all’amministrazione comunale intensificare la vigilanza sul territorio e l’azione di promozione della legalità per ribadire che il nostro paese la mafia non la vuole”. Venerdì sera il Consiglio Comunale di Corleone ha approvato all’unanimità un ordine del giorno in cui si sottolinea “il disagio della comunità” per l’arrivo del figlio del boss Riina dopo che nella cittadina “è stato intrapreso un percorso di legalità e sviluppo che ha dato speranza ai giovani e le stesse istituzioni hanno trasmesso il messaggio che il fenomeno mafioso ha portato povertà alla Sicilia e alla stessa Corleone”. I consiglieri pertanto hanno chiesto alle istituzioni “di adottare qualsiasi iniziativa possa ritornare a garantire serenità e sicurezza, sia ai cittadini sia ai rappresentanti delle istituzioni”. E’ la prima volta che in Sicilia un Consiglio Comunale prende posizione contro la presenza di un boss. Il ministro della Giustizia, Luigi Scotti, ha fatto sapere che non ricorrerà a nessun decreto legge come accaduto nel ’91 affinché tornasse in cella una trentina di boss rimessi in libertà per decorrenza dei termini. Dora Quaranta
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In edicola dal 23 ottobre 2008In questo numero: Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli. Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”. Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri… i magistrati indagano. Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!” Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli. Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani. Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice. |
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Gioco criminale |
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Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo? E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa. Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras. E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora. LEGGI TUTTO... |

di
Pietro Saitta - 9 novembre 2008
Anni cinquanta: il petrolio affiora in Sicilia e le popolazioni accolgono tripudianti l’arrivo degli stabilimenti petrolchimici.
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