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E dopo le rivelazioni su Borsellino i pm interrogheranno Martelli e Ferraro PDF Stampa E-mail

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di Francesco Viviano - 10 ottobre 2009

L´ex ministro: "Così fu informato della trattativa tra Stato e Cosa nostra".
 




«Quando appresi che i Ros erano nuovamente apparsi riferendo a Liliana Ferraro che Ciancimino voleva collaborare in cambio di una protezione politica, rimasi perplesso e dissi: ancora i Ros?. Avevamo appena creato la Dia (Direzione investigativa antimafia) proprio per non fare accavallare nelle indagini di mafia altre forze investigative ed invece i Ros erano riapparsi ancora...».
Così l´ex ministro della Giustizia Claudio Martelli ha commentato l´altro ieri con l´inviato di Annozero Sandro Ruotolo, l´incontro che il 23 giugno del 1992 a Roma, durante la messa del trigesimo anniversario della morte di Falcone, il capitano dei Ros Giuseppe De Donno ebbe con l´allora capo degli affari penali di via Arenula riferendogli che Ciancimino voleva collaborare. Liliana Ferraro, ha confermato Martelli, dopo avere invitato il capitano De Donno a riferire quelle circostanze al giudice Paolo Borsellino, avvertì lo stesso giorno Borsellino che così apprese che era in corso una "trattativa". E due giorni dopo, il 25 giugno 1992, alla Biblioteca Comunale di Palermo, intervenendo ad un dibattito sulla mafia, Borsellino annunciò che presto sarebbe stato ucciso. Strage che avvenne il 19 luglio 1992.
Quando ieri i magistrati di Caltanissetta e di Palermo che indagano sulle stragi e sulla "trattativa" hanno saputo delle dichiarazioni dell´ex ministro hanno subito deciso: nei prossimi giorni interrogheranno Claudio Martelli e Liliana Ferraro. Le circostanze emerse durante la puntata di Annozero di giovedì non erano mai emerse prima. E per i magistrati hanno un valore investigativo rilevante perché potrebbero aiutare a ricostruire e rimettere a posto tasselli mancanti su quel che accadde prima e dopo l´estate del 1992, quando furono trucidati i giudici Falcone e Borsellino e le loro scorte.
Sono rivelazioni, quelle di Martelli, che si collegano strettamente alle dichiarazioni del pentito Giovanni Brusca (l´uomo che fece esplodere la carica di tritolo per uccidere Falcone e che sciolse nell´acido il figlio del pentito Di Matteo) il quale aveva dichiarato che l´uccisione di Paolo Borsellino fu accelerata perché era contrario alla trattativa in corso tra Stato e mafia. Brusca ha anche aggiunto in un recente interrogatorio secretato che «Totò Riina mi disse che il terminale ultimo della trattativa era il senatore Nicola Mancino». Sempre Brusca ha dichiarato che una talpa aveva informato Cosa nostra che Borsellino era contrario alla trattativa.
Alcuni colleghi di Borsellino hanno ricordato che proprio il 25 giugno 1992 Paolo Borsellino aveva avuto un incontro con l´allora colonnello dei Ros Mario Mori e con De Donno, alla caserma dei carabinieri Carini. «Un incontro che lo irritò». Le circostanze rivelate da Claudio Martelli, se confermate, finiranno agli atti dell´inchiesta sulle stragi, sulle trattativa e del processo, ancora in corso, nel quale sono imputati Mario Mori e l´allora maggiore dei Ros, Mauro Obinu, accusati di favoreggiamento nei confronti dell´allora latitante, Bernardo Provenzano.

Tratto da: la Repubblica



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