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Autobombe '93 legale vittime no archiviazione PDF Stampa E-mail

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27 febbraio 2008

Giovanna Maggiani Chelli: "Crediamo fermamente nell'esistenza dei mandanti esterni alla mafia e non smetteremo mai di cercarli".


 

Firenze. Un esposto perché proseguano le indagini sugli eventuali mandanti esterni a Cosa Nostra per le stragi con autobombe del 1993 a Roma, Firenze e Milano. Lo ha annunciato, in una conferenza stampa, Danilo Ammannato, legale dei parenti delle vittime dell'attentato di via dei Georgofili a Firenze, dopo la richiesta dei pm fiorentini di archiviare l'ultima inchiesta sui "mandanti a volto coperto". Ammannato ha citato il pm Gabriele Chelazzi, che indagò sulle stragi fino alla sua morte, spiegando che fu lo stesso magistrato a dire che "al dinamismo militare di Cosa nostra nel 1992 si è affiancato il dinamismo politico". "Agli atti - ha aggiunto Ammannato - ci sono indizi precisi e gravi a carico di questo dinamismo politico". Per questo, dopo aver ribadito il proprio ringraziamento e sostegno alla magistratura fiorentina, il legale l'ha invitata ad avere "coraggio" e "a portare in un pubblico dibattimento quanto raccolto nelle indagini: non è possibile rimanga negli archivi. Se non ritiene di andare a dibattimento allora continui le indagini, ricomponendo il gruppo investigativo. Basta con i privilegi della casta politica". "Crediamo fermamente nell'esistenza dei 'mandanti esterni alla mafia' per gli atti che nel '93 e non smetteremo mai di cercarli'' ha detto Giovanna Maggiani Chelli, dell'associazione Georgofili, che ha poi rivolto un invito al ministro del tesoro perché emetta il decreto di variazione di bilancio per alimentare il fondo per le vittime dei reati mafiosi. "Abbiamo vinto le cause civili contro Cosa nostra per il risarcimento dei danni, abbiamo poi fatto domanda più o meno tutti", ma dal ministero, ha spiegato, "ci hanno risposto che al momento le nostre pratiche non possono essere discusse perché mancano i fondi". L'inchiesta sulle autobombe del '93 ha portato alla condanna, in via definitiva, di esecutori e mandanti interni a Cosa nostra, fra cui Riina e Provenzano. Quattro le inchieste aperte poi sugli eventuali mandanti esterni. La prima nel 1995, che vide indagati Silvio Berlusconi e Marcello Dell' Utri, archiviata nel 1998. Nella seconda fu indagato l'ex senatore dc Vincenzo Inzerillo: anche questo procedimento è stato archiviato come la terza inchiesta che aveva coinvolto Paolo Bellini. Infine la quarta inchiesta, per cui la procura ha chiesto l'archiviazione a dicembre scorso, su presunti rapporti tra ambienti massonici e la mafia trapanese. (ANSA) 

 
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    Gioco criminale

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