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Terzo Millennio Anno VII° Numero 1 - 2008 N°57 | Terzo Millennio Anno VII° Numero 1 - 2008 N°57 |
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L'indipendenza unilaterale del Kosovo, miccia innescata
nei Balcani
E' bello, ma talvolta triste, dover registrare che si è
fatta una scoperta. Triste quando la scoperta è brutta, sgradevole. E uno avrebbe preferito non farla. Scrissi, su queste pagine elettroniche di Megachip e per
qualche giornale russo, che gli Stati Uniti avrebbero "approfittato"
della presidenza di turno dell'UE, slovena, per tirare per i capelli l'Europa
ad appoggiare subito, incondizionatamente, la dichiarazione unilaterale
d'indipendenza del Kosovo. Una previsione, certo basata su solide indiscrezioni, ma non
ancora un'informazione. Adesso c'è anche questa. Ed è uno scandalo che dimostra
l'assunto di quell'articolo (come pure delle cose molto vere e molto belle che
Ennio Remondino scrive per noi e per il Manifesto) . Un'Europa serva, subalterna, stupida. Un'America tracotante.
La Slovenia vassallo capitato a turno nella sala di comando per eseguire gli ordini
del padrone. In sintesi (lo stenogramma segreto di un incontro segreto
pubblicato dal quotidiano sloveno Dnevnik e da quello serbo Politika) : alla
vigilia di Natale l'ambasciatore sloveno Samuel Zbogar e il direttore di quel
ministero degli esteri, Mitja Drobnic, sono convocati al Dipartimento di Stato,
a Washington, per ascoltare il vice di Condoleeza Rice, Daniel Fried, che detta
la road map che porterà Pristina all'indipendenza "americana". Ecco gli ordini: aspettare fino al 3 febbraio, quando il
voto a Belgrado sarà stato chiuso. Aspettare che l'aquila nera in campo rosso
salga sui pennoni di Pristina e poi subito (per impedire che Mosca chieda la
riunione del Consiglio di Sicurezza) riconoscere a nome dell'Europa. Ci sono sei paesi europei che non sono d'accordo? Fried lo
sa bene e si frega le mani. Ne bastano 15 su 27, stiamo a perdere tempo con
questi cacasotto europei? l'Europa si spacca? Peggio per l'Europa! Che pena e che vergogna! Perchè l'Italia, cioè noi, fa parte
di quel tappeto di servi su cui l'Impero avanza coi suoi stivali. Poi verrà il
sangue e si fingerà di non sapere chi è stato. |
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In edicola dal 23 ottobre 2008In questo numero: Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli. Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”. Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri… i magistrati indagano. Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!” Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli. Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani. Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice. |
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Gioco criminale |
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Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo? E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa. Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras. E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora. LEGGI TUTTO... |

di
Pietro Saitta - 9 novembre 2008
Anni cinquanta: il petrolio affiora in Sicilia e le popolazioni accolgono tripudianti l’arrivo degli stabilimenti petrolchimici.
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