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Antimafia Duemila

Thursday
Oct 16th
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Terzo Millennio Anno VII° Numero 1 - 2008 N°57 PDF Stampa E-mail
Indice articolo
Terzo Millennio Anno VII° Numero 1 - 2008 N°57
La Cina non e' il nemico
L'indipendenza unilaterale del Kosovo, miccia innescata nei Balconi
La TV russa e' piu' sovietica che mai
Quel trascurabile sentimento chiamato rimorso
Arrestato Alvarez: e' la fine di un'epoca
Acque merce di mercato
La Funima International per Libera l'acqua
 

 

Acqua merce di mercato
di Dora Quaranta

La redazione di AntimafiaDuemila appoggia le iniziative di Funima International membro del Cipsi che ha lanciato una campagna per dare l’acqua a 13 Paesi di Africa, Asia e America Latina. L’iniziativa vede come testimonial il cantante Ron. Abbiamo intervistato il presidente del Cipsi, Guido Barbera.

Quali sono i contenuti della campagna Libera l’Acqua e quali le sue finalità?
La campagna Libera l’Acqua è una iniziativa che viene promossa dal Cipsi, il coordinamento di iniziative popolari di solidarietà internazionale che raggruppa 44 associazioni italiane di solidarietà da anni impegnate nell’evidenziare il problema crescente dell’acqua a livello mondiale. Un problema crescente innanzitutto perché questa risorsa oggi non è a disposizione di tutti. Un miliardo e seicento milioni di persone nel mondo non hanno accesso all’acqua potabile e questo provoca serie conseguenze per l’impossibilità di bere e mangiare, per l’igiene, per la salute. L’acqua sta diventando sempre più un problema politico perché senza di essa le persone non vivono. Noi siamo fatti di acqua. A causa di questa necessità e dinanzi alla sua scarsezza l’acqua sta diventando una merce di mercato.
Le politiche internazionali iniziano a parlare di una necessità di privatizzazione della risorsa idrica. Noi chiediamo con forza che l’acqua sia riconosciuta un diritto e come tale inserito nella Carta dei Diritti Universali dell’Onu di cui quest’anno celebriamo i 60 anni. Sarebbe un segnale forte. Non basta però riconoscere un diritto se questo rimane proprietà solo per una parte sempre più piccola dell’umanità, la parte ricca. Chiediamo a livello internazionale di riconoscere il diritto all’acqua per tutti. La campagna si impegna a far crescere nell’opinione pubblica la sensibilità a chiedere ai governanti ed ai politici di riconoscere questo diritto e di impegnarsi a portare l’acqua. Per questo abbiamo scelto 14 progetti da realizzare in 13 Paesi diversi nei vari continenti del mondo finalizzati a portare l’acqua ad oltre 400 mila persone. Un impegno di oltre un milione di euro. La campagna è impegnata a raccogliere i fondi. Al momento mancano ancora circa 250 milioni di euro per poter completare queste opere.

Perché sono in atto processi di privatizzazione dell’acqua?
L’acqua è uno di quei pochissimi elementi che non ha sostituti ed è causa di tante guerre, alcune in corso. Non possiamo immaginare di far crescere le verdure con la birra o con il vino. Non possiamo immaginare l’esistenza della persona stessa, degli animali, dei vegetali senz’acqua. Quindi non a caso da diversi anni si sta pensando all’acqua come all’oro blu. Sappiamo bene che quando una materia è così importante essa diventa oggetto di interesse economico. Per portare l’acqua poi ci sono dei costi da sostenere (la costruzione di acquedotti, l’allaccio, ecc.) che non possono essere completamente presi in carico dalle istituzioni. Proponiamo che ci sia un riconoscimento del diritto anche in forma quantitativa. L’Organizzazione Mondiale della Sanità prevede 40-50 litri d’acqua al giorno come quantità minima indispensabile per la vita di una persona. E questi devono essere garantiti. Poi ci possono essere dei meccanismi di partecipazione ai costi perché dobbiamo facilitare la costruzione dei servizi che ci permettono di portare l’acqua alle persone. Ma non è la privatizzazione delle fonti d’acqua che risolve il problema. Abbiamo constatato che in Paesi come l’Africa o in Paesi più industrializzati come l’Argentina la concessione delle fonti d’acqua alle multinazionali è stata da queste rifiutata perché la gente è povera e non può far fronte a dei costi per accedere all’acqua. Quindi non c’è un business tale da giustificare l’investimento nelle concessioni. E’ una questione fortemente politica. Non possiamo permettere (come sta succedendo anche in Italia) che si chiuda la tubatura dell’acqua ad una famiglia che non paga le bollette da 15 euro. Quella è l’acqua indispensabile alla vita! E’ necessario rivedere il concetto di gestione dell’acqua ed avere un impegno pubblico che garantisca questo diritto a tutti i cittadini.

Perché si parla di petrolizzazione dell’acqua? Il presidente della multinazionale Dow Chemical, Andrew Liveris, ha detto che l’acqua è il petrolio del XXI secolo.

Perché stiamo scoprendo che l’acqua, con la diminuzione della sua disponibilità, è non uguale ma superiore al petrolio. Il petrolio lo si può sostituire con altre fonti di energia. L’acqua no! Oggi non hanno accesso all’acqua un miliardo e seicento milioni di persone, ma nel 2025 si stima che saranno oltre tre miliardi. L’acqua diventerà più importante del petrolio non tra 40-50 anni, ma tra 10-20-30 anni, per cui non possiamo accettare posizioni politiche che dicono prendiamo provvedimenti, affrontiamo i cambiamenti climatici tra 50 anni. No! Dobbiamo intervenire subito! E’ una necessità urgentissima! Ci sono 5000 bambini al giorno che muoiono a causa della mancanza d’acqua nel mondo. Di questo passo noi non lasceremo una vita vivibile ai nostri figli tra 20-30 anni. L’acqua ha un riciclo. La quantità dell’acqua buona purtroppo diventa sempre inferiore perché il 70% delle risorse idriche del pianeta viene usato in agricoltura. Queste acque sono contaminate da tutti gli elementi chimici usati per le coltivazioni. Un’altra percentuale, con punte del 25% - 30%, finisce all’industria. Anche in questo caso le acque sono contaminate. Il recupero di queste risorse idriche allo stato puro richiede dei cicli naturali di interi secoli. I sistemi di depurazione, di recupero delle acque reflue sono ancora molto scarsi nel mondo industrializzato. Inoltre la popolazione è in costante crescita per cui quella che era la disponibilità di acqua per 2 miliardi di persone 50 anni fa oggi è divisa per oltre 6 miliardi. Vi è una diminuzione negli ultimi 50 anni della disponibilità delle acque per la popolazione del pianeta che raggiunge ormai il 58%. L’acqua viene utilizzata sempre più da un sistema industriale-agricolo che non la sa riciclare per renderla utile e molto spesso non la sa nemmeno usare. Basti pensare alle irrigazioni a pioggia praticate in tante regioni che potrebbero essere ridotte rispetto alla irrigazione a goccia o ad altri sistemi. Non è vero che l’acqua c’è in certi Paesi e non c’è in altri. In base alle statistiche, ai dati in nostro possesso, l’accesso all’acqua è in proporzione alla ricchezza. Il ricco arriva sempre ad avere l’acqua. Il povero anche in Italia ne consuma meno. C’è sempre un rapporto tra il livello sociale, la ricchezza pro capite e l’utilizzo di un bene così fondamentale per la vita.

Gli Stati Uniti hanno posto una base militare nelle vicinanze del bacino del Guaranì che è la terza riserva sotterranea di acqua del pianeta.
Gli spostamenti militari degli ultimi anni si possono studiare nell’ottica della gestione dell’acqua. Testimoniano ancora una volta che l’acqua sta diventando il bene fondamentale che bisognerà tutelare non solo per la vita, ma per l’industria, per la tecnologia. Per costruire un computer, un cellulare, i microchip che oggi stanno gestendo tutta l’umanità occorre non acqua normale ma acqua purissima delle falde acquifere di grandi profondità. Per cui le grandi industrie della tecnologia, dell’elettronica mondiale hanno bisogno di queste falde. Tutto il sistema industriale, bellico ha bisogno di poter accedere a queste acque.

Qual è la situazione in Italia? Si dice che nel nostro Paese vi sia un uso eccessivo delle acque minerali e si sta cercando di spingere la cittadinanza a far uso dell’acqua del rubinetto.

In Italia vi sono regioni dove costantemente tutti i giorni dell’anno c’è un problema di accesso all’acqua, dove l’acqua è razionata. Ci sono crisi idriche crescenti. L’Italia è uno dei maggiori consumatori di acqua al mondo. Questo perché abbiamo dei consumi veramente molto elevati che vanno dalle perdite negli acquedotti agli utilizzi nell’agricoltura, nell’industria e nelle stesse nostre abitazioni. In Italia ci avviciniamo ai 260 litri di acqua al giorno pro capite che sono delle quantità enormi. Quindi dobbiamo rivedere la gestione dell’acqua anche nella nostra piccola realtà quotidiana. Stiamo studiando un’iniziativa che partirà nei prossimi mesi di educazione all’utilizzo della risorsa idrica nelle nostre case. Quando ci si fa la doccia non è necessario tenere l’acqua aperta. E’ uno spreco enorme! Così quando ci si fa la barba, si lavano i piatti… Sono tutti piccoli accorgimenti che ci potrebbero aiutare a contenere il consumo idrico.
Il discorso delle acque minerali invece è un altro aspetto estremamente importante. L’Italia ne è il maggiore consumatore al mondo. L’acqua minerale, è risaputo, non è migliore dell’acqua potabile che è molto più controllata a livello di igiene. Pensate solo ai tempi di imbottigliamento, di trasporto, di deposito o di giacenza sotto il sole delle bottiglie d’acqua minerale. Tra l’altro le acque minerali costano normalmente dalle trecento alle mille e cinquecento volte quello che è il costo dell’acqua normale. Quindi c’è una speculazione, un business. Inviterei i cittadini italiani a fare delle semplici prove come stanno facendo tanti ragazzi nelle scuole italiane. Provate a bere un bicchiere di acqua minerale naturale ed uno di acqua del rubinetto. Nelle scuole i giovani normalmente scelgono l’acqua del rubinetto perché è migliore come sapore e come gusto. Purtroppo le etichette ci condizionano molto.

BOX1
Acqua: un affare da miliardi di euro l’anno


E’ crisi idrica in varie zone del nostro pianeta: dall’Africa Subsahariana alla pianure a nord della Cina, ad alcune aree dell’Australia, in America dal fiume Colorado al lago Lanier, in Europa alcune regioni spagnole e la Sicilia. Per combattere la siccità si è creata una alleanza informale tra l’Onu e un gruppo di multinazionali appartenenti soprattutto al settore alimentare e chimico. Ma, come avverte L’Espresso del 7 febbraio, <<Coca Cola, Pepsi Cola, Nestlè, Dow Chemical e le altre non lo fanno per beneficenza o per sembrare più buone e generose. Per alcune c’è anche il desiderio di rifarsi una verginità dopo scandali nei paesi del Terzo mondo. Ma a prevalere è soprattutto l’istinto di sopravvivenza. Che fine farebbero Coca e Pepsi senza l’acqua?>>. Basti pensare che la Nestlè per produrre un kg dei suoi prodotti ha bisogno di più di 4 litri d’acqua. Al piano di mobilitazione per l’acqua hanno aderito alcuni nomi illustri come Tony Blair e Gordon Brown, Gorge Soros e Bill Gates.
In Italia l’affare acqua vale 2,7 miliardi di euro all’anno <<da quando la legge Galli del 1994 ha permesso l’ingresso di imprenditori e società miste nella gestione delle neonate Spa>>. Avere il controllo dei servizi idrici consente di accaparrarsi fondi pubblici a nove zeri. E appalti, privatizzazioni sospette sovente finiscono sotto la lente indagatoria della giustizia. Uno scandalo ha investito i vertici della società Acqualatina. Con l’accusa di truffa aggravata e frode sono stati arrestati uomini del gruppo francese Veolia e del gruppo Pisante proprietari di gran parte delle azioni della società. Ai domiciliari è stato relegato Raimondo Besson, vicepresidente di Acqualatina e amministratore delegato di Sorical, azienda leader dell’acqua in Calabria, consigliere d’amministrazione di Acea Ato 2 che gestisce il servizio idrico integrato di Roma ed altri 111 comuni del Lazio.
In Sicilia <<chi controlla l’acqua di Palermo – si legge sempre sull’Espresso – oltre ad avere un ascendente politico enorme pare destinato a fare soldi. Non tanto nel settore dei servizi e delle truffe, ma soprattutto in quello degli appalti per ristrutturazioni ed impianti nuovi di zecca>>. Lo scorso giugno ha vinto la gara per la gestione trentennale del servizio idrico di Palermo un cartello composto da Acque Potabili, la Mediterranea delle Acque Spa, l’imprenditore pugliese Nicola Putignano, i Pisante, la Conscoop di Forlì. Ma l’intero svolgimento della gara non ha convinto l’Antitrust che ha contestato: <<la commistione tra affidamento dei servizi e l’appalto dei lavori, la restrizione della concorrenza, l’esclusione dal bando del capoluogo che rimarrà gestito dalla municipalizzata locale fino al 2021>>. Il presidente dell’Antitrust, Antonio Catricalà, ha sollevato critiche anche verso Rosario Mazzola perché è stato <<nominato da Cuffaro commissario ad acta per l’approvazione del piano d’ambito e della convenzione della gara mentre era contemporaneamente consigliere di amministrazione di Mediterranea>>.
Dora Quaranta


 
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    In questo numero:
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    Calcestruzzi spa. Le dichiarazioni di Siino su Pesenti.
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  • Editoriale

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    La nascita della seconda Repubblica sul sangue di Falcone e Borsellino

    Il 19 luglio 1992, a cinquantasette giorni di distanza dalla strage di Capaci, veniva assassinato a Palermo, in via D’Amelio, il giudice Paolo Borsellino e con lui gli agenti della sua scorta.

    Il 20 luglio 1992 nasceva la Seconda Repubblica di questo nostro Paese, basata sulla corruzione, sulle mafie, sulla violenza, sul dominio, sulla prevaricazione, sulla ricchezza illecita, sul razzismo e sulla xenofobia.

    Oggi, ancora luglio, ma 2008, ci ritroviamo per la terza volta al governo l’imprenditore Silvio Berlusconi, plurimputato in diversi processi, amico di condannati per mafia e amico di Cosa Nostra sin dai primi anni Settanta. Che inneggia, abbracciato al suo principale garante Marcello Dell’Utri, all’eroe Mangano, complice dello scioglimento nell’acido di esseri umani.


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  • Terzo Millennio

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    In questo numero:

    Dopo sei anni di prigionia è stata finalmente liberata Ingrid Betancourt.
    Giulietto Chiesa, sempre analizzando il quadro internazionale degli eventi, spiega il trattato di Lisbona, attorno al quale si è creato un vero dibattito politico.
    Nuovi interrogativi sull'11 settembre. Troppi crolli accidentali.
    Appello contro la pedofilia e la sua ideologia. L'allarme lo lancia l'Associazione Meter di Don Fortunato Di Noto.
    Libera l'Acqua: prosegue la campagna sull'oro blu da parte delle associazioni del Cipsi.
    Si torna a parlare di Nucleare. Una minaccia per il mondo.
    Intervista al pm paraguaiano Arnaldo Guizzo in lotta contro la corruzione e il narcotraffico.
    Appello per un'informazione libera: un nuovo format televisivo per garantire libertà e democrazia nell'informazione.


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