Password dimenticata? Nessun account? Registrati
  • Narrow screen resolution
  • Wide screen resolution
  • Auto width resolution
  • Increase font size
  • Decrease font size
  • Default font size
  • default color
  • red color
  • green color
Member Area

Antimafia Duemila

Monday
Sep 08th
Home arrow La Rivista arrow Editoriali arrow Terzo Millennio Anno VII° Numero 1 - 2008 N°57
Terzo Millennio Anno VII° Numero 1 - 2008 N°57 PDF Stampa E-mail
Indice articolo
Terzo Millennio Anno VII° Numero 1 - 2008 N°57
La Cina non e' il nemico
L'indipendenza unilaterale del Kosovo, miccia innescata nei Balconi
La TV russa e' piu' sovietica che mai
Quel trascurabile sentimento chiamato rimorso
Arrestato Alvarez: e' la fine di un'epoca
Acque merce di mercato
La Funima International per Libera l'acqua

  La Cina non è il nemico
di Giulietto Chiesa

 
 

 

Si va formando, lentamente ma con netta progressione, l'idea che la Cina sia il nuovo nemico. Non l'unico ma nuovo. Si è conclusa a Bali la conferenza mondiale sul clima, quella che ha riaperto il negoziato di Kyoto (in scadenza nel 2012). E mi pare che la prima tappa abbia detto che siamo nei guai. Siamo vuol dire tutti. L'Europa è andata a Bali con una proposta: contenere l'aumento climatico entro i 2 gradi centigradi (rispetto all'inizio delle rivoluzione industriale). Ma il consenso mondiale attorno a questa proposta non c'è, e sarà molto difficile costruirlo. Eppure noi sappiamo già che la barriera del “più 2 gradi centigradi” non ci salverà da immani catastrofi nel tempo assai breve di una quindicina-ventina d'anni. Figurarsi se si andasse oltre, ai 3, 4, 5 gradi che si prevedono in caso non si rallenti drasticamente, fin da subito, l'emissione di anidride carbonica e di altri gas di serra nell'atmosfera. Chi è il colpevole per questo stato di cose? Molti additano Cina e India, affermando che presto diverranno i principali emettitori di CO2. Perché? Perché si sviluppano a tassi altissimi di crescita del loro PIL: la Cina quest'anno oltre l'11% e l'India oltre il 7%. Vera l'una e l'altra cosa, ma niente affatto vero che i principali responsabili del riscaldamento climatico siano e saranno loro. Yu Qingtai, il capo negoziatore cinese a Bali, che ho incontrato a Pechino alla vigilia dell'inizio del nuovo negoziato, ha ricordato che, anche se la Cina continuerà a svilupparsi a questo tasso di crescita, nei prossimi venti anni contribuirà al riscaldamento, con le sue emissioni pro capite di CO2, il 30% in meno dei paesi industrializzati. Ed è un fatto innegabile che i circa 40 paesi industrializzati che hanno firmato Kyoto (i più saggi della combriccola, tra cui tutti gli europei) hanno mancato tutti gli obiettivi che si erano dati e hanno continuato ad aumentare le loro emissioni di CO2. E ancora più innegabile è che gli Stati Uniti non hanno neppure ratificato Kyoto e annunciano di essere contrari a ogni accordo che li vincoli in qualche forma a una riduzione controllata delle emissioni. Solo in extremis, a Bali, in condizioni di isolamento totale, gli Usa hanno ammesso a denti stretti che non si tireranno fuori dal negoziato. Ma non vuol dire niente sulle loro reali intenzioni. L'ambasciatore Yu Qingtai, con il sorriso sulle labbra, faceva puntigliosamente il conto delle debolezze della Cina, e lo ha ripettuto a Bali: siamo il paese più popoloso della Terra, siamo in grande sviluppo ma siamo ancora un paese sottosviluppato, abbiamo un mix energetico in cui prevale il carbone (alto emettitore di CO2), disponiamo di poche tecnologie avanzate. Siamo impegnati a migliorare la situazione e a cooperare per un accordo internazionale. Ma ciascuno guardi prima di tutto in casa propria. I principali “riscaldatori” siete voi, paesi industrialmente avanzati, e lo sarete ancora nel prossimo e medio futuro.
E aggiunge, questa volta, senza sorriso: “e se siamo in questa situazione è essenzialmente perché negli ultimi 200 anni siete stati voi a combinare tutto questo pasticcio. Noi siamo appena arrivati sulla scena”. Difficile negare l'evidenza, come è difficile negare che l'Occidente deve alla Cina molto più di quello che appare a prima vista. Mao Rubai, presidente della Commissione per la tutela dell'ambiente del Congresso nazionale del Popolo, aggiunge una considerazione: “Quando la Cina decise di ridurre l'aumento della popolazione imponendo un figlio per famiglia, chiese ai suoi cittadini un sacrificio enorme, tremendo. Il risultato è che oggi noi siamo trecento milioni di persone meno di quelli che saremmo stati. In termini di emissioni di CO2 questo significa semplicemente 1300 milioni di tonnellate in meno ogni anno.” Ma, al di là dei meriti e demeriti, storici e attuali, della diverse componenti della famiglia umana, s'impone una svolta. Anche perché il riscaldamento climatico non aspetta le lente decisioni umane. Lo scioglimento delle calotte polari, in corso a ritmi che non hanno precedenti nelle serie storiche conosciute, significherà aumento dell'assorbimento del calore solare. Il metano – altro gas a effetto serra, perfino più isolante della CO2 - racchiuso nei ghiacci, si innalzerà nell'atmosfera a aggravare le cose. Se non si invertirà il corso dello sviluppo attuale, cominciando a ridurre le emissioni del 6% annuo, raggiungendo il picco di emissioni entro il 2018-2020, sarà impossibile ottenere la soglia di salvezza entro la metà del secolo. Il problema è che non stiamo facendo quasi niente. E la consapevolezza del dramma è di una infima minoranza della gente. Che, non sapendo, non può neppure immaginare cosa l'aspetta, né può disporsi a una difesa, preparandosi ad affrontare emergenze, cambiando il proprio stile di vita. Non è la Cina il nostro nemico: il nostro nemico siamo noi.


 
< Prec.   Pros. >
passaparola
  • La Rivista
    cop59.gif In edicola dal 18 luglio 2008

    In questo numero:
    Leggi "blocca processi", leggi "salva premier", "41 bis" revocati e intercettazioni vietate. E' scontro istituzionale.
    La Procura di Salerno ribalta il "caso De Magistris". Chiesta l'archiviazione ed annunciate indagini contro chi lo ha accusato.
    Presto al via il processo Toghe Lucane. La più importante inchiesta degli ultimi cinquant'anni.
    Agenda Rossa: La procura si appella alla Cassazione.
    Trapani: Nuovi legami tra mafia politica e massoneria. Il boss Messina Denaro tradito da falsi amici e documenti pericolosi.
    Gli affari della Despar in Sicilia. Si aggrava la posizione di Scuto nel processo.
    Barlume di speranza sul caso Rostagno. Vent'anni dopo l'attentato una perizia balistica potrebbe far emergere la verità.
    Talpe Dda. Le motivazioni delle sentenze Cuffaro, Borzacchelli e Ciuro.
    Calcestruzzi spa. Le dichiarazioni di Siino su Pesenti.
    Nu Bellu Lavuru. Sulla Ss 106 una commistione tra 'Ndrangheta e politica.
    Gli interessi di Cosa Nostra sul ponte di Messina.
    Ed altro ancora...


    Leggi tutto...
     
  • Editoriale

    editoriale1-web.jpg

    La nascita della seconda Repubblica sul sangue di Falcone e Borsellino

    Il 19 luglio 1992, a cinquantasette giorni di distanza dalla strage di Capaci, veniva assassinato a Palermo, in via D’Amelio, il giudice Paolo Borsellino e con lui gli agenti della sua scorta.

    Il 20 luglio 1992 nasceva la Seconda Repubblica di questo nostro Paese, basata sulla corruzione, sulle mafie, sulla violenza, sul dominio, sulla prevaricazione, sulla ricchezza illecita, sul razzismo e sulla xenofobia.

    Oggi, ancora luglio, ma 2008, ci ritroviamo per la terza volta al governo l’imprenditore Silvio Berlusconi, plurimputato in diversi processi, amico di condannati per mafia e amico di Cosa Nostra sin dai primi anni Settanta. Che inneggia, abbracciato al suo principale garante Marcello Dell’Utri, all’eroe Mangano, complice dello scioglimento nell’acido di esseri umani.


    LEGGI TUTTO...

     
  • Terzo Millennio

    terzomillennio_250_pixel.jpg


    In questo numero:

    Dopo sei anni di prigionia è stata finalmente liberata Ingrid Betancourt.
    Giulietto Chiesa, sempre analizzando il quadro internazionale degli eventi, spiega il trattato di Lisbona, attorno al quale si è creato un vero dibattito politico.
    Nuovi interrogativi sull'11 settembre. Troppi crolli accidentali.
    Appello contro la pedofilia e la sua ideologia. L'allarme lo lancia l'Associazione Meter di Don Fortunato Di Noto.
    Libera l'Acqua: prosegue la campagna sull'oro blu da parte delle associazioni del Cipsi.
    Si torna a parlare di Nucleare. Una minaccia per il mondo.
    Intervista al pm paraguaiano Arnaldo Guizzo in lotta contro la corruzione e il narcotraffico.
    Appello per un'informazione libera: un nuovo format televisivo per garantire libertà e democrazia nell'informazione.


    LEGGI TUTTO...
     
 

NewsLetter

newsletter-home.jpg

Video

IL VIDEO/TUTORIAL DEL SITO ANTIMAFIADUEMILA

tutorial-web.jpg

Iscriviti

Password dimenticata? Nessun account? Registrati

Google Adv

Statistiche

Utenti: 518
Notizie: 5349
Collegamenti web: 67
Visitatori: 1877151

Libri

tresuicidieccellenti.jpg

Libri

disonorevolinostrani.jpg

Latitanti

logominestero-interno.gif

Immagini

giovanni-falcone-big--web1.jpg

E' successo oggi

clock.jpg