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Rassegna Stampa
Gianni Lannes: ''Schifani non ha permesso pubblicazione mia inchiesta'' | Gianni Lannes: ''Schifani non ha permesso pubblicazione mia inchiesta'' |
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Lo ha dichiarato il giornalista pugliese Gianni Lannes nel corso della manifestazione “La marcia della agende rosse” in corso a Roma e a cui stanno partecipando circa millecinquecento persone. “Fino ad alcuni mesi fa – ha ricordato Lannes – lavoravo per la Stampa, ma a Renato Schifani non è piaciuta un’inchiesta che avevo condotto su una superstrada in Sicilia, ha fatto visita alla redazione del giornale e non ne ha permesso la pubblicazione. Da allora ho deciso di fondare un mio giornale: Terra Nostra ed ho subito due attentati”. Lannes ha ancora dichiarato di essersi sentito abbandonato dallo Stato al quale ha chiesto protezione non per sé ma per la propria famiglia e ha esortato la platea ad avere coraggio “perché per dare un segnale forte al Paese bisogna combattere”. La manifestazione in corso, preceduta da un corteo che da Piazza Bocca della Verità ha raggiunto Piazza Navona, è stata voluta da Salvatore Borsellino, il fratello del giudice assassinato dalla mafia nel 1992. E vede la partecipazione, tra gli altri, dello stesso Borsellino, di Luigi de Magistris, Nicola Tranfaglia, Sonia Alfano, Gioacchino Genchi, Pino Masciari e Benny Calasanzio. I manifestanti, tutti con un’agenda rossa in mano, hanno fatto il loro ingresso a Piazza Navona al grido di “fuori la mafia dallo Stato”. DIRETTA STREAMING SU www.19luglio1992.com |
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Imprenditoria Mafiosadi Giorgio Bongiovanni E così Cosa Nostra sarebbe in ginocchio. Tra arresti più o meno eccellenti e confische dei beni questo governo annuncia che passerà alla storia come quello che ha definitivamente debellato la mafia siciliana. E potrebbe anche riuscirci, complici la disinformazione e la conseguente scarsa consapevolezza culturale delle italiche genti rispetto alla questione mafiosa. Per quanto riguarda l’ottimo risultato raggiunto sul piano militare è forse riuscito a passare in qualche trasmissione televisiva o su pochi quotidiani il dato incontrovertibile, e persino banale, che le operazioni sul territorio vengono condotte da magistrati e forze dell’ordine con immensi sacrifici e che quindi il merito sia loro e non del governo. |
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