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Antimafia Duemila

Friday
Aug 29th
Home arrow Informazione arrow Mandanti occulti arrow "Io sono una toga anarchica"
"Io sono una toga anarchica" PDF Stampa E-mail
Indice articolo
"Io sono una toga anarchica"
Pagina 2

Colpa di chi?
«Una parte della magistratura si è avvicinata troppo al potere. Io rimango colpito quando vedo i magistrati che Mastella ha portato al ministero. Tutte persone che hanno ricoperto ruoli di vertice in Anm e nel Csm».
Che c'è di male?
«La vicinanza dei giudici al potere esecutivo condiziona l'indipendenza e l'autonomia della magistratura».
Stiamo pagando lo scotto delle leggi del governo Berlusconi?
«In parte, ma anche del governo Prodi. Non si è vista differenza tra i due governi in materia di giustizia».
Ha detto: «Nei salotti di Catanzaro indagatori e indagati vanno a braccetto».
«Lo sanno tutti che ci sono magistrati che frequentano salotti a Catanzaro dove ci sono personaggi eccellenti che dovrebbero essere sottoposti all'attenzione investigativa».
Ha detto, in riferimento alla sua vicenda: «Metodo fascista: colpirne uno per intimidirne cento».
«I miei giovani colleghi sono terrorizzati. Vedono maltrattare me, mentre nessuno affronta le collusioni fra magistratura e sistema illegale».
La sua vita.
«Padre giudice, nonno giudice, bisnonno giudice. Media borghesia, ma le scuole che ho frequentato erano promiscue, c'erano figli di intellettuali e di operai».
Ricordi?
«Il periodo più bello: l'impegno politico al Panzini, un liceo molto di sinistra. Poi all'università mi sono messo a studiare e ho lasciato la politica».
I giudici sono antropologicamente diversi?
«La frase di Berlusconi ha un suo fondamento. Persone che lavorano 16 ore al giorno, in mezzo a tutti questi problemi, per fare giustizia, hanno qualcosa di diverso».
D'Ambrosio, il procuratore generale, ha detto: «De Magistris ha interpretato il ruolo del Pm come missione e non come mestiere».
«Frase infelice. Il nostro è un mestiere che assomiglia a una missione. Ma usare in modo negativo il termine "missione" è brutto. D'Ambrosio non usa le parole in modo superficiale: sono ancora più perplesso».
Il magistrato oggi è un vip.
«E' diventato un protagonista nella vita sociale. Non è un male purché sia un protagonismo oggettivo, dell'uomo che fa cose importanti. Mi preoccupa il protagonismo soggettivo, di chi cerca ad ogni costo la notorietà».
Hanno fatto una maglietta per Woodcock. Con scritto «I love JHW». Volevano fare «I love LdM». Lei si è opposto.
«Non ne sapevo niente, l'ho letto sul giornale. Ma se mi chiede se sono contento le dico di no».
Sembra «I love Luca di Montezemolo».
«Oltretutto».
La sua prima grande inchiesta?
«La prima, e quella alla quale sono ancora affezionato, è la Shoc, a Catanzaro, nel 1997 che investigò l'ambiente degli ospedali militari. Poi l'Artemide, che provocò una crisi politica dopo l'arresto per corruzione dell'assessore Stancato. E poi una a Napoli che coinvolse una rete di spionaggio».
Dicono che lei apre tante inchieste e ne chiude poche.
«E' falso, l'ho dimostrato statistiche alla mano agli ispettori. Apro e chiudo. Sono un manager del diritto».
Dicono anche che le sue inchieste finiscono con tante assoluzioni.
«Perché nessuno indaga su come mai ci siano tante assoluzioni in materia di pubblica amministrazione?».
Lei si è reso conto che ha contribuito a fare cadere il governo?
«Lo pensa Mastella. Ma io no».
Lei nelle sue inchieste incontra parecchi massoni.
«Preferisco non parlare di massoni ma di associazioni occulte. Sono convinto che vi sia un governo occulto all'interno delle istituzioni di questo Paese».
C'è chi dice che le sue inchieste sono tutte bufale.
«Se sono bufale, come si spiega l'aggressività dei miei indagati?».
Magari perché sono innocenti.
«Bisogna leggere le carte».
E' una vita che lei sta sotto ispezione.
«Ormai gli ispettori li considero gente di casa».
Cari amici...
«Non esageriamo».
L'hanno definita «macroscopicamente inadeguato».
«Ho una spiegazione di come le ispezioni sono state condotte».
Dica.
«L'ho detto là dove dovevo dirlo. Prima o poi sarà pubblica la mia ricostruzione dei fatti. Con nomi e cognomi. Solo a Salerno ho firmato qualcosa come 30 verbali».
Casini ha detto: c'è una parte dei magistrati militante e faziosa. Parlava di lei.
«Quando arrestiamo i rom abbiamo l'applauso dei politici. Quando arrestiamo i politici siamo faziosi».
Casson ha detto: «Gli eccessi sui mezzi di comunicazione di massa non mi sono mai piaciuti, anche in un magistrato e proprio in un magistrato».
«Io ricordo Casson in televisione a parlare delle sue indagini un giorno sì e l'altro pure».
Ha mai avuto la sensazione di un pericolo fisico?
«Sì. Quando ho iniziato a fare le dichiarazioni pubbliche».
Gira armato?
«Sono contrario alle armi. E non ho paura della morte».
Tiene almeno un diario?
«Appunto tutte le cose anomale che mi accadono».
E' una forma di difesa.
«Lo faccio in un'ottica di memoria e anche di tutela».
Le dovesse succedere qualcosa, leggendo gli appunti si capirebbe chi è stato?
«Assolutamente sì».
Ha voglia di scapparsene via?
«Se dovessi decidere guardando il palazzo di giustizia andrei via domani».
Violante ha detto di lei: «Un magistrato non può abusare dei suoi poteri e poi chiedere di essere tutelato dall'Anm».
«Violante ha l'immunità parlamentare: può dire quello che vuole».
Lei disse: il diritto, correttamente applicato, affievolisce le disuguaglianze.
«Applicando la legge bisogna tenere conto delle condizioni di inferiorità sociale, economica, psichica delle persone. Il falso in bilancio dei furbetti del quartierino è diverso dal furto dell'immigrato che non sa come campare. Il diritto ha una funzione rivoluzionaria. Con il diritto si può cambiare una società».
Gioco della torre. Boccassini o Forleo?
«Clementina mi ha difeso con coraggio. Difendere me non è facile».
Santoro o Floris?
«Salvo Santoro. Ma il Santoro prima maniera e quello ultima maniera».
E il Santoro di mezzo?
«Quello politico: è il peggiore».
Mimun, direttore del Tg5 o Riotta, direttore del Tg1?
«Non mi piacciono i loro telegiornali. Soprattutto Riotta m'ha deluso».
Vespa o Mentana?
«Preferisco Mentana. Porta a Porta non mi dice niente».
Lei politicamente...
«Un magistrato non deve dire le proprie idee politiche».
Comunque lei è di sinistra.
«Mi sono formato in quella cultura».
Voterebbe Mastella?
«E' una bella domanda, ma non posso rispondere».
Ha mai votato Mastella?
«Il voto è segreto».
Dica la verità, si vergogna! Ha votato Mastella e si vergogna!
«Non mi provochi».
Lei è una toga rossa?
«Io sono una toga anarchica».
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LA STAMPA 25 FEBBRAO 2008


 
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    cop59.gif In edicola dal 18 luglio 2008

    In questo numero:
    Leggi "blocca processi", leggi "salva premier", "41 bis" revocati e intercettazioni vietate. E' scontro istituzionale.
    La Procura di Salerno ribalta il "caso De Magistris". Chiesta l'archiviazione ed annunciate indagini contro chi lo ha accusato.
    Presto al via il processo Toghe Lucane. La più importante inchiesta degli ultimi cinquant'anni.
    Agenda Rossa: La procura si appella alla Cassazione.
    Trapani: Nuovi legami tra mafia politica e massoneria. Il boss Messina Denaro tradito da falsi amici e documenti pericolosi.
    Gli affari della Despar in Sicilia. Si aggrava la posizione di Scuto nel processo.
    Barlume di speranza sul caso Rostagno. Vent'anni dopo l'attentato una perizia balistica potrebbe far emergere la verità.
    Talpe Dda. Le motivazioni delle sentenze Cuffaro, Borzacchelli e Ciuro.
    Calcestruzzi spa. Le dichiarazioni di Siino su Pesenti.
    Nu Bellu Lavuru. Sulla Ss 106 una commistione tra 'Ndrangheta e politica.
    Gli interessi di Cosa Nostra sul ponte di Messina.
    Ed altro ancora...


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  • Editoriale

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    La nascita della seconda Repubblica sul sangue di Falcone e Borsellino

    Il 19 luglio 1992, a cinquantasette giorni di distanza dalla strage di Capaci, veniva assassinato a Palermo, in via D’Amelio, il giudice Paolo Borsellino e con lui gli agenti della sua scorta.

    Il 20 luglio 1992 nasceva la Seconda Repubblica di questo nostro Paese, basata sulla corruzione, sulle mafie, sulla violenza, sul dominio, sulla prevaricazione, sulla ricchezza illecita, sul razzismo e sulla xenofobia.

    Oggi, ancora luglio, ma 2008, ci ritroviamo per la terza volta al governo l’imprenditore Silvio Berlusconi, plurimputato in diversi processi, amico di condannati per mafia e amico di Cosa Nostra sin dai primi anni Settanta. Che inneggia, abbracciato al suo principale garante Marcello Dell’Utri, all’eroe Mangano, complice dello scioglimento nell’acido di esseri umani.


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  • Terzo Millennio

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    In questo numero:

    Dopo sei anni di prigionia è stata finalmente liberata Ingrid Betancourt.
    Giulietto Chiesa, sempre analizzando il quadro internazionale degli eventi, spiega il trattato di Lisbona, attorno al quale si è creato un vero dibattito politico.
    Nuovi interrogativi sull'11 settembre. Troppi crolli accidentali.
    Appello contro la pedofilia e la sua ideologia. L'allarme lo lancia l'Associazione Meter di Don Fortunato Di Noto.
    Libera l'Acqua: prosegue la campagna sull'oro blu da parte delle associazioni del Cipsi.
    Si torna a parlare di Nucleare. Una minaccia per il mondo.
    Intervista al pm paraguaiano Arnaldo Guizzo in lotta contro la corruzione e il narcotraffico.
    Appello per un'informazione libera: un nuovo format televisivo per garantire libertà e democrazia nell'informazione.


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