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Rassegna Stampa
Confiscati beni a Badalamenti | Confiscati beni a Badalamenti |
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C'é anche la casa dei cento passi, così chiamata perché distava tanto dall'abitazione del militante di Dp Peppino Impastato ucciso dalla mafia per le sue denunce dai microfoni di radio Aut, nell'elenco dei beni confiscati post mortem al boss di Cinisi (Pa) Tano Badalamenti, deceduto quattro anni fa negli Stati Uniti dove era detenuto. Dopo la sezione misure di prevenzione del Tribunale anche la Corte d'assise di Palermo ha stabilito che il patrimonio di don Tano deve passare allo Stato. Il provvedimento, come riporta il 'Giornale di Sicilia', riguarda società, terreni, rapporti bancari, palazzine, appartamenti, che si trovano tra Cinisi, Montelepre, Carini e Palermo, per un valore di circa 100 milioni di euro. Si tratta di beni in parte intestati alla vedova Teresa Vitale, che abita nella casa dei 'cento passi', e ai figli. L'unico bene non confiscato e restituito alla famiglia di Badalamenti è un terreno di 76 ettari in contrada Dainasturi tra Carini e Cinisi, perché ritenuto di provenienza lecita. (ANSA) |
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In edicola dal 23 ottobre 2008In questo numero: Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli. Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”. Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri… i magistrati indagano. Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!” Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli. Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani. Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice. |
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Gioco criminale |
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Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo? E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa. Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras. E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora. LEGGI TUTTO... |

di
Pietro Saitta - 9 novembre 2008
Anni cinquanta: il petrolio affiora in Sicilia e le popolazioni accolgono tripudianti l’arrivo degli stabilimenti petrolchimici.
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