Dossier
Marco Travaglio
Il mariuolo efficiente | Il mariuolo efficiente |
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con la partecipazione straordinaria di Gianni De Michelis che, dall’alto delle due condanne per corruzione e illecito finanziamento, era lì in veste di esperto. I tre guardavano la Lucidi come l’entomologo guarda una nuova specie di insetto, come il biologo analizza al microscopio una nuova forma di batterio, come l’astronomo guarda il contadino che sostiene di aver visto un Ufo: con un misto di curiosità e incredulità. Pace, che nel 1978 incontrava clandestinamente Morucci e la Faranda mentre tenevano Moro prigioniero e oggi insegna a combattere il terrorismo (almeno quello islamico), era il più allarmato per il pericoloso precedente creato da Pd e Idv: non riusciva proprio a immaginare un Parlamento di incensurati. E faceva notare che ciò che conta non è l’incensuratezza del politico, ma la sua efficienza. Se uno è “mariuolo, ma efficiente”, non ci si può privare del suo fondamentale apporto (il concetto non è nuovo: vent’anni fa, in una famosa intervista, Claudio Signorile rivendicò le “tangenti intelligenti”). De Michelis, la cui destrezza è fuori discussione, intuiva al volo la pericolosità del ragionamento, soprattutto se fatto in tv dinanzi agli eventuali elettori. E ne prendeva, con destrezza, le distanze. “Io non mi sento un mariuolo efficiente. Cioè, mi sento efficiente, ma non mariuolo. Anzi, sono favorevole al codice etico”. E le sue due condanne? “Ma che c’entra: un conto è la questione morale, un conto le questioni di magistratura”. Ecco: esser condannato per mazzette dall’Enimont e dai costruttori che truccavano appalti autostradali in Veneto, con la morale non c’entra: è roba di magistratura, meglio non immischiarsi. Pace denunciava poi “la folle legge francese che esclude dalle liste elettorali addirittura i condannati per bancarotta fraudolenta”, mentre esistono fior di bancarottieri che potrebbero dare un grosso contributo (magari al ministero delle Finanze). Perché privarsene a priori? Dove andremo a finire, signora mia. Ieri, a sciogliere il nodo, è intervenuto il coordinatore forzista James Bondi. Che, detto fra noi, ci sta diventando un po’ giustizialista. Un mezzo grillino. Ha scritto ai coordinatori regionali del partito per raccomandare il massimo rigore: fuori dalle liste chi ha condanne o processi in corso, salvo “quelli che, come sappiamo, hanno un’origine di carattere politico”. Saggia precisazione: senza quel distinguo, per il Pdl che vanta 18 pregiudicati e una quarantina di imputati, per reati che vanno dalla concussione alla corruzione, dal falso alla mafia, dall’ incendio doloso alla truffa, dalla banda armata all’adulterazione di vini sarebbe un’ecatombe. Ma attenzione a quelle due paroline: “come sappiamo”. Manca, purtroppo, il soggetto: chi è che sa quali processi hanno un’origine di carattere politico e quali no? Per dire: uno che paga le tangenti ai giudici tramite il suo avvocato per vincere le cause perse e fregare una casa editrice a un concorrente, è un prigioniero politico o no? In caso di risposta affermativa, il Pallore Gonfiato avrebbe eliminato il suo amato leader. Dunque, si suppone che la risposta sia negativa. Allora i giudici possiamo comprarli anche noi comuni mortali, o nel nostro caso non vale? Dell’Utri ha una condanna definitiva per false fatture, una in appello per un’estorsione mafiosa realizzata insieme al boss di Trapani e una in primo grado per mafia: che c’è di politico in tutto ciò? E ancora: visto che il forzista Miccichè ritiene impresentabile e incandidabile Totò Cuffaro, condannato in primo grado per favoreggiamento di alcuni mafiosi, verrà severamente redarguito perché anche il processo a Cuffaro è politico,oppure i processi sono politici solo quando riguardano un imputato del Pdl, mentre quelli degli altri no? Uliwood party L'UNITà 22 FEBBRAIO 2008 |
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In edicola dal 23 ottobre 2008In questo numero: Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli. Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”. Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri… i magistrati indagano. Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!” Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli. Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani. Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice. |
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Gioco criminale |
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Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo? E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa. Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras. E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora. LEGGI TUTTO... |
di Alberto B. Mariantoni © - 31 gennaio 2009
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