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Rassegna Stampa
Il denaro dei boss riciclato in Germania | Il denaro dei boss riciclato in Germania |
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La mafia sta sempre più riciclando il suo denaro sporco in Germania, per evitare il sequestro di beni da parte delle autorità italiane. Lo afferma in un'intervista al settimanale tedesco "Die Zeit" il procuratore aggiunto della Dda di Palermo Roberto Scarpinato, secondo il quale centinaia di milioni di euro sono già stati trasferiti Oltralpe dai boss di Cosa Nostra. «Poichè gli investimenti della mafia (in Germania, ndr) a partire dal 1982 ad oggi hanno portato i loro frutti – spiega il magistrato – riteniamo che il patrimonio dei mafiosi in Germania ammonti attualmente a parecchie centinaia di milioni di euro, anche se non disponiamo di cifre esatte». Secondo Scarpinato, tutto è cominciato nel 1982, quando in Italia fu varata la legge che prevede misure patrimoniali per i mafiosi. «Da allora - afferma Scarpinato - i boss della mafia siciliana hanno deciso di investire gran parte del loro patrimonio in Germania, sotto forma di titoli di Stato e immobili».
Nell'intervista il magistrato critica il divieto tedesco a compiere intercettazioni telefoniche dei mafiosi: «Per individuare questi patrimoni - afferma - bisogna scoprire gli uomini di paglia di cui si serve la mafia, ma sulla base delle leggi tedesche attuali non c'è quasi possibilità di riuscire a indagare. In Germania - aggiunge - è praticamente impossibile compiere intercettazioni telefoniche e con ciò ci si priva dell'unico strumento veramente efficace nelle inchieste. Se in Italia non potessimo fare intercettazioni, non saremmo più in grado di svolgere alcun processo di mafia!. Sono sempre più rari i mafiosi pentiti che collaborano con la giustizia».
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In edicola dal 23 ottobre 2008In questo numero: Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli. Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”. Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri… i magistrati indagano. Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!” Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli. Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani. Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice. |
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Gioco criminale |
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Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo? E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa. Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras. E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora. LEGGI TUTTO... |

di
Pietro Saitta - 9 novembre 2008
Anni cinquanta: il petrolio affiora in Sicilia e le popolazioni accolgono tripudianti l’arrivo degli stabilimenti petrolchimici.
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