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Mandanti occulti
Un coro per Matteo Messina Denaro | Un coro per Matteo Messina Denaro |
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20 febbraio 2008 "Al carcere Pagliarelli quando sono arrivati gli ultimi arrestati per favoreggiamento dei Lo Piccolo i detenuti trapanesi hanno inneggiato a Matteo Messina Denaro"
Palermo. Fonti qualificate avrebbero confermato all’Ansa che dal
secondo piano del carcere di Pagliarelli si è levato un coro
inneggiante al boss Matteo Messina Denaro seguito da un lungo applauso quando sono stati condotti nelle celle gli ultimi arrestati per favoreggiamento dei Lo Piccolo. Il trapanese Messina Denaro è latitante da quindici anni. Secondo gli investigatori quanto accaduto avrebbe rivelato un equilibrio compromesso tra palermitani e trapanesi. I detenuti avrebbero voluto “denigrare” i palermitani ed esaltare la figura di Matteo Messina Denaro. Stando alle ultime indagini i trapanesi hanno giudicato negativamente il modus operandi dei palermitani nel gestire gli affari delle famiglie negli ultimi anni. Cosa Nostra trapanese e palermitana hanno sempre condiviso obiettivi e strategie criminali agendo in sinergia.
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In edicola dal 23 ottobre 2008In questo numero: Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli. Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”. Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri… i magistrati indagano. Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!” Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli. Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani. Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice. |
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Gioco criminale |
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Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo? E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa. Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras. E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora. LEGGI TUTTO... |

di
Pietro Saitta - 9 novembre 2008
Anni cinquanta: il petrolio affiora in Sicilia e le popolazioni accolgono tripudianti l’arrivo degli stabilimenti petrolchimici.
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