| Mafia:delitto Campagna, chiesta conferma ergastolo |
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Messina. Il sostituto procuratore generale Marcello Minasi ha chiesto la conferma della condanna all'ergastolo per il boss Gerlando Alberti Junior e Giovanni Sutera, ritenuti i responsabili dell'omicidio di Graziella Campagna, la stiratrice di Saponara (ME) sequestrata e ritrovata morta a Forte Campone, sui monti peloritani la sera del 14 dicembre 1985 (furono sparati cinque colpi di fucile a canne mozze a distanza ravvicinata). Nelle tre ore di requisitoria il magistrato ha ricostruito la vicenda della giovane uccisa per essere entrata involontariamente in possesso di una agendina di proprietà di Gerlando Alberti, il quale, insieme a Sutera, al tempo dell'omicidio si nascondeva nel messinese sotto un falso nome. A conclusione del suo intervento Minasi ha anche chiesto la condanna a quattro anni per Agata Cannistrà e Franca Federico, rispettivamente titolare della lavanderia dove lavorava la giovane Graziella e una collega di lavoro. Entrambe sono state accusate di favoreggiamento. Adesso il pg Minasi ha contestato anche l’aggravante mafiosa, esclusa dalla sentenza di primo grado che aveva condannato le due donne a due anni di reclusione. Gerlando Alberti era stato scarcerato un anno fa perchè scaduti i termini (due anni) di presentazione della sentenza di primo grado. Il processo, sul quale però pende una decisione della Corte di Cassazione a causa dell'istanza presentata dalla difesa per legittima suspicione proseguirà nei prossimi giorni con interventi degli avvocati di Gerlando Alberti jr e Sutera, i quali, già in primo grado erano stati condannati all'ergastolo. Sulla tragica vicenda di Graziella Campagna che ancora dopo quasi 23 anni aspetta ancora di avere giustizia, c'è in sospeso anche una fiction della Rai, "Una vita rubata", con Beppe Fiorello. Prevista inizialmente nel mese di novembre scorso è stata spostata al 24 febbraio di quest'anno su decisione dell'ex ministro di Giustizia Clemente Mastella al quale si era rivolto il Presidente della Corte di Assise di Appello di Messina alla vigilia della prima udienza del processo. Ora è stata nuovamente sospesa “per non interferire nel processo in corso” nella totale disapprovazione dei familiari e delle associazioni antimafia. L.B. |
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In edicola dal 23 ottobre 2008In questo numero: Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli. Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”. Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri… i magistrati indagano. Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!” Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli. Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani. Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice. |
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Gioco criminale |
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Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo? E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa. Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras. E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora. LEGGI TUTTO... |

di
Pietro Saitta - 9 novembre 2008
Anni cinquanta: il petrolio affiora in Sicilia e le popolazioni accolgono tripudianti l’arrivo degli stabilimenti petrolchimici.
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