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Antimafia Duemila

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Mafia:delitto Campagna, chiesta conferma ergastolo PDF Stampa E-mail

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12 febbraio 2008

Messina. Il sostituto procuratore generale Marcello Minasi ha chiesto la conferma della condanna all'ergastolo per il boss Gerlando Alberti Junior e Giovanni Sutera,


ritenuti i responsabili dell'omicidio di Graziella Campagna, la stiratrice di Saponara (ME) sequestrata e ritrovata morta a Forte Campone, sui monti peloritani la sera del 14 dicembre 1985 (furono sparati cinque colpi di fucile a canne mozze a distanza ravvicinata). Nelle tre ore di requisitoria il magistrato ha ricostruito la vicenda della giovane uccisa per essere entrata involontariamente in possesso di una agendina di proprietà di Gerlando Alberti, il quale, insieme a Sutera, al tempo dell'omicidio si nascondeva nel messinese sotto un falso nome. A conclusione del suo intervento Minasi ha anche chiesto la condanna a quattro anni per Agata Cannistrà e Franca Federico, rispettivamente titolare della lavanderia dove lavorava la giovane Graziella e una collega di lavoro. Entrambe sono state accusate di favoreggiamento. Adesso il pg Minasi ha contestato anche l’aggravante mafiosa, esclusa dalla sentenza di primo grado che aveva condannato le due donne a due anni di reclusione. Gerlando Alberti era stato scarcerato un anno fa perchè scaduti i termini (due anni) di presentazione della sentenza di primo grado. Il processo, sul quale però pende una decisione della Corte di Cassazione a causa dell'istanza presentata dalla difesa per legittima suspicione proseguirà nei prossimi giorni con interventi degli avvocati di Gerlando Alberti jr e Sutera, i quali, già in primo grado erano stati condannati all'ergastolo. Sulla tragica vicenda di Graziella Campagna che ancora dopo quasi 23 anni aspetta ancora di avere giustizia, c'è in sospeso anche una fiction della Rai, "Una vita rubata", con Beppe Fiorello. Prevista inizialmente nel mese di novembre scorso è stata spostata al 24 febbraio di quest'anno su decisione dell'ex ministro di Giustizia Clemente Mastella al quale si era rivolto il Presidente della Corte di Assise di Appello di Messina alla vigilia della prima udienza del processo. Ora è stata nuovamente sospesa “per non interferire nel processo in corso” nella totale disapprovazione dei familiari e delle associazioni antimafia. L.B.

 
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    Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!”
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    Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice.


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  • Editoriale

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    Gioco criminale

    di Giorgio Bongiovanni


    Siamo alla catastrofe. Ormai è chiaro nonostante i goffi tentativi di nascondere la verità, per l’ennesima volta, all’opinione pubblica mondiale. L’iniezione di 700 miliardi di dollari alle banche americane non salverà l’Occidente dal crollo economico, come Bush ha cercato di rassicurare. Al contrario, rappresenterà soltanto un sedativo – neppure tanto efficace – che al termine della sua azione momentaneamente benefica ripresenterà l’infezione in un quadro clinico ancora più grave. Quel che accadrà dopo non è difficile prevederlo. Poiché sarà l’unica strada ritenuta possibile – come sempre in questi casi e mai più di ora – per provare affannosamente ad uscire dalla gravissima crisi economica che sta trascinando inesorabilmente tutta l’economia mondiale in una rovina come mai la nostra storia, dagli anni ‘30 ad oggi, ricordi. E quell’unica strada è la guerra. La sola in grado di rimpinguare le casse dei governi con entrate, letteralmente, da brivido. Sul punto i dati parlano chiaro. Secondo un recente articolo del New York Times gli Stati Uniti avrebbero già da tempo triplicato le vendite di armi nel mondo - sotto l’energica spinta della Casa Bianca - principalmente ad acquirenti del cosiddetto “asse del male” come l’Iraq e l’Afghanistan. In un’assurda e patetica logica espressa dal sottosegretario alla Difesa Bruce Lemkin secondo il quale uno degli scopi principali della vendita di armi da parte degli Usa è cercare di aiutare i Paesi vicini a proteggersi dalla possibile minaccia armata di Iran e Corea del Nord.

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  • Terzo Millennio

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    In questo numero:

    Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo?
    E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa.
    Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras.
    E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora.

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