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Mandanti occulti
La politica clientelare tiene in vita Cosa nostra | La politica clientelare tiene in vita Cosa nostra |
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In una Sicilia attanagliata da una profonda crisi economica e
istituzionale, dove lo sviluppo non... decolla , forze, iniziative e atteggiamenti contrapposti e ambivalenti si contendono il campo, intrecciandosi tra loro. Da un lato, l´azione repressiva di magistratura e forze dell´ordine - concretizzatesi in arresti di uomini d´onore, nuove collaborazioni con la giustizia, sequestri di patrimoni per ingenti valori - continua a fiaccare una nuova generazione di boss dalla statura criminale molto meno spiccata di quella che gestiva il potere nel decennio precedente e che basa i propri business prevalentemente sul racket delle estorsioni e sul controllo delle attività economiche sul territorio. Larghi settori dell´informazione, anche nazionale, mostrano maggiore sensibilità e attenzione rispetto al passato al fenomeno mafioso, denotando di saper cogliere gli aspetti innovativi e gli avvenimenti che vi interagiscono. Fiction televisive sono state incentrate sui padrini di Corleone. Nella stessa direzione si registrano positivi comportamenti, di rottura rispetto alla tradizione di indifferenza, di connivenza e di collusione, da parte del mondo dell´imprenditoria, che, tramite l´associazione di categoria, Confindustria, ha verbalmente e reiteratamente preso le distanze dal sistema delle estorsioni. Singoli imprenditori hanno trovato il coraggio di reagire e di sfidare l´imposizione sistematica del pizzo. Condotte precedute da un impegno e da un´azione apprezzabile di esponenti della società civile convogliati in comitati e associazioni, come Addio Pizzo e Libera. Tuttavia sono troppo pochi gli imprenditori che hanno denunciato, sebbene molti siano i nominativi di coloro che sono risultati pagare dai libri mastri sequestrati ai boss arrestati. Un segno evidente di non acquisita fiducia nelle istituzioni e del fatto che i più sono ancora imprigionati dalla paura, per il timore di ritorsioni, o ritengono più conveniente mantenere il rapporto con "l´onorata società". D´altra parte, l´iniziativa di Confindustria non ha svolto la sperata funzione di traino nei confronti di altre associazioni di categoria e non ha superato la soglia dell´aperta abiura e della mobilitazione dei rappresentanti. Occorre interrogarsi sulle ragioni di una tale resistenza e chiedersi se quanto accade nell´isola e caratterizza il sistema di potere che la governa condizioni lo sgretolamento del muro di omertà. In un contesto di assuefazione culturale a Cosa nostra e di collusione i molti segnali positivi stentano a produrre effetti concreti di miglioramento sulla vita dei cittadini. Troppi mafiosi arrestati continuano a ritornare in libertà in tempi troppo rapidi e, conseguentemente, a esercitare la loro azione criminale nelle stesse zone. Non si percepiscono segnali di discontinuità da parte degli esponenti della classe politica che conta, preposti al governo dell´isola e di altri enti locali. La propensione ad avere rapporti con i mafiosi è conclamata e interessa soprattutto alcuni rappresentanti politici delle provincie di Palermo, Agrigento e Trapani. La gestione della cosa pubblica continua ad avvenire secondo una prospettiva fortemente clientelare, proiettata a consolidare il ruolo di chi governa, secondo logiche spartitorie selvagge. A fronte di ciò nessun politico o rappresentante delle istituzioni è stato sottoposto a sanzioni politiche per aver intrattenuto rapporti con appartenenti a Cosa nostra o per aver dimostrato di non perseguire l´interesse pubblico, proprio come avveniva nell´epoca dei Ciancimino e dei Lima. Non risultano, infatti, casi di non inclusione nelle liste elettorali o nella rosa dei candidati di un partito per incarichi istituzionali o politici, di sfiducia da parte delle maggioranze che hanno eletto i relativi rappresentanti collusi, di revoca del mandato o di rimozione dall´incarico. La recente condanna, in primo grado, del presidente dimissionario della Regione siciliana a cinque anni per favoreggiamento (per aver favorito singoli personaggi associati alla mafia: Domenico Miceli, Salvatore Aragona, Michele Aiello e Giuseppe Guttadauro) e rivelazione di segreto d´ufficio, ha aperto la prospettiva di una sua candidatura al Senato della Repubblica nelle file dello stesso partito di appartenenza. È, dunque evidente come tale stato di cose, per un verso, contribuisca a incrinare l´affidabilità delle istituzioni nel suo complesso di fronte alla collettività, che paradossalmente è l´arbitro del proprio destino ed è chiamata ad eleggere i propri rappresentanti, mentre, dall´altro, invia al mondo mafioso segnali che possono essere interpretati come atteggiamenti di disponibilità a interagire. In altri termini, quei partiti che non allontanano gli esponenti che hanno dimostrato di avere rapporti con i mafiosi spianano la strada alle intese e allo scambio di favori con le cosche. Le nuove elezioni regionali, che si accompagnano a quelle nazionali, costituiscono per i siciliani un´occasione propizia per dare vita a un autentico rinnovamento. A tal fine, è, però, fondamentale la scelta di rappresentanti che diano garanzia di legalità, certezza di governo senza alcuna commistione tra politici, affari e mafia e serie prospettive di sviluppo dell´economia, con progetti di investimento, senza distribuire le risorse pubbliche per accaparrarsi consensi e assicurarsi voti. Cosa nostra non starà certo alla finestra, dal momento che in ballo vi è ancora la partita dei fondi dell´Ue, destinati a inondare l´isola, e la possibilità di conquistare appalti di lavori e servizi con la connivenza di amministratori e dirigenti collocati in posti chiave (quali quelli della sanità, dell´agricoltura, della formazione e turismo, della pianificazione).
LA REPUBBLICA EDIZIONE Palermo 7 FEBBRAIO 2007 |
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In edicola dal 28 maggio 2008
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Baciamo le mani E guai a chi vuol fare da guastafeste e minare il dialogo, viene linciato con la verga bipartisan. A inaugurare il nuovo metodo all’educato olio di ricino è stato Marco Travaglio. Che si è permesso ancora una volta di utilizzare la televisione come organo di informazione, cioè si è preso la briga, ad autentico sprezzo del pericolo, di dare ai cittadini una notizia. Per altro non esclusiva.
Invitato da Fabio Fazio nella trasmissione Che
tempo che fa ha osato informare i cittadini italiani che il neo-presidente del
Senato Renato Schifani ha avuto, nel procedere della sua carriera, amicizie e
frequentazioni poco raccomandabili. Con boss mafiosi per l’esattezza. |
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Inserto Terzo Millennio N. 58 In questo numero: Nell'ambito del simposio internazionale indetto a Torino lo scorso 28 e 29 marzo dal titolo “From Global Warning to global policy” Giulietto Chiesa ha parlato di recessione mondiale e crisi ambientale, energetica e finanziaria. Questioni cruciali che stanno scuotendo il mondo intero. Fame nel mondo e povertà estrema. Una realtà sempre più vicina a noi, ma di chi è la colpa? Il Kosovo come le ciliegie: un'indipendenza tira l'altra. Quali saranno le conseguenze? Dal sequestro di Ingrid Betancourt in Colombia all'elezione di Fernando Lugo in Paraguay: guerra, corruzione e speranza in America Latina. Libera l'Acqua: proseguono le iniziative delle associazioni del Cipsi per promuovere la campagna sull'oro blu. Appello per un'informazione libera: un nuovo format televisivo per garantire libertà e democrazia nell'informazione. |
Di seguito pubblichiamo, in formato pdf, l'intervento del Clar (Centro Libero Analisi e Ricerche) alla conferenza “Crisi dei mutui e finanza mondiale: cosa ci riserva l'economia?”
L'incontro si è tenuto ad Ancona lo scorso 14 dicembre 2007 e tra i relatori Anna Petrozzi il caporedattore del giornale ANTIMAFIADuemila.
La relazione è la sintesi di uno studio sulla finanza internazionale condotto dallo stesso Centro (vedi www.clarissa.it) ed esposto in modo semplice e facilmente comprensibile anche ai non addetti ai lavori. Un documento prezioso corredato di schemi e tabelle che illustra in modo chiaro i meccanismi di potere sui quali è basato l'attuale modello finanziario mondiale.
Studio sulla finanza internazionale del Centro libero analisi e ricerche
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