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L’avvocato Melzi era in affari con la ‘ndrangheta calabrese PDF Stampa E-mail
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4 febbraio 2008

Milano. “Sono stato usato dai miei coindagati”.

Così si è difeso dinanzi al gip l’avvocato Giuseppe Melzi, 65 anni, arrestato insieme ad altre otto persone il primo febbraio scorso. I carabinieri del Ros in collaborazione con la polizia e i magistrati svizzeri hanno eseguito una complessa indagine bancaria coordinata dal pm Mario Venditti. L’accusa per l’avvocato Melzi è di riciclaggio aggravato da favoreggiamento mafioso. Noto per essere stato il difensore dei piccoli risparmiatori ai tempi del crac del Banco Ambrosiano, Melzi avrebbe, in società con il faccendiere Alfonso Zoccola ed altri, riciclato circa 100 milioni di franchi svizzeri pari a 80 milioni di euro (questa è la somma accertata attualmente, tuttavia le forze dell’ordine prevedono che la cifra originaria complessiva fosse pari a quattro volte tanto). I soldi provenivano dai traffici di droga ed armi di una cosca della ‘ndrangheta crotonese, i Ferrazzo, molto attiva sul confine italo-svizzero. A disposizione di Melzi e soci vi sarebbero state una banca d’affari elvetica, la World Financial Service e società off shore alle Isole Vergini intestate al Melzi. “Giuseppe Melzi – scrive il gip Guido Salvini – aveva un quadro completo delle reali attività e modalità di muoversi delle persone con le quali era nei fatti entrato in società… la sua presenza in tutto lo snodarsi della vicenda è assolutamente pacifica e anche documentalmente provata, come la sua consapevolezza delle finalità integralmente illecite dei soggetti in favore dei quali, con una serie di operazioni pilotate, aveva messo a disposizione la sua esperienza”. “Di tali soggetti – prosegue Salvini nelle 275 pagine di ordinanza – di inequivocabile stampo criminale, Melzi era divenuto di fatto socio, condividendone le medesime finalità di lucro. Grazie alle sue competenze tecnico-giuridiche di avvocato d’affari Melzi ha dato un contributo decisivo alla realizzazione del piano ideato dagli altri indagati, quindi la sua posizione processuale costituisce nei fatti un’aggravante prevalente sullo stato di incensuratezza”. Lo studio dell’avvocato milanese sarebbe stato luogo d’incontro tra gli affiliati alla ‘ndrangheta e truffatori italosvizzeri. Melzi al momento dell’arresto era impegnato nell’acquisto di grossi complessi turistici ed immobiliari in Sardegna e in Spagna. Egli ospitava inoltre nel palazzo di largo Richini gli uffici della Fondazione Casa della Carità il cui presidente, don Virginio Colmegna, in seguito agli arresti ha così dichiarato: “Con Melzi eravamo in contatto da alcuni anni, aveva una storia professionale che nulla lasciava presagire. Siamo anche noi allibiti, ma da quella sede stavamo già andando via”.

Dora Quaranta

 
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  • La Rivista
    cop59.gif In edicola dal 18 luglio 2008

    In questo numero:
    Leggi "blocca processi", leggi "salva premier", "41 bis" revocati e intercettazioni vietate. E' scontro istituzionale.
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    Presto al via il processo Toghe Lucane. La più importante inchiesta degli ultimi cinquant'anni.
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    Gli affari della Despar in Sicilia. Si aggrava la posizione di Scuto nel processo.
    Barlume di speranza sul caso Rostagno. Vent'anni dopo l'attentato una perizia balistica potrebbe far emergere la verità.
    Talpe Dda. Le motivazioni delle sentenze Cuffaro, Borzacchelli e Ciuro.
    Calcestruzzi spa. Le dichiarazioni di Siino su Pesenti.
    Nu Bellu Lavuru. Sulla Ss 106 una commistione tra 'Ndrangheta e politica.
    Gli interessi di Cosa Nostra sul ponte di Messina.
    Ed altro ancora...


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  • Editoriale

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    La nascita della seconda Repubblica sul sangue di Falcone e Borsellino

    Il 19 luglio 1992, a cinquantasette giorni di distanza dalla strage di Capaci, veniva assassinato a Palermo, in via D’Amelio, il giudice Paolo Borsellino e con lui gli agenti della sua scorta.

    Il 20 luglio 1992 nasceva la Seconda Repubblica di questo nostro Paese, basata sulla corruzione, sulle mafie, sulla violenza, sul dominio, sulla prevaricazione, sulla ricchezza illecita, sul razzismo e sulla xenofobia.

    Oggi, ancora luglio, ma 2008, ci ritroviamo per la terza volta al governo l’imprenditore Silvio Berlusconi, plurimputato in diversi processi, amico di condannati per mafia e amico di Cosa Nostra sin dai primi anni Settanta. Che inneggia, abbracciato al suo principale garante Marcello Dell’Utri, all’eroe Mangano, complice dello scioglimento nell’acido di esseri umani.


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  • Terzo Millennio

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    Dopo sei anni di prigionia è stata finalmente liberata Ingrid Betancourt.
    Giulietto Chiesa, sempre analizzando il quadro internazionale degli eventi, spiega il trattato di Lisbona, attorno al quale si è creato un vero dibattito politico.
    Nuovi interrogativi sull'11 settembre. Troppi crolli accidentali.
    Appello contro la pedofilia e la sua ideologia. L'allarme lo lancia l'Associazione Meter di Don Fortunato Di Noto.
    Libera l'Acqua: prosegue la campagna sull'oro blu da parte delle associazioni del Cipsi.
    Si torna a parlare di Nucleare. Una minaccia per il mondo.
    Intervista al pm paraguaiano Arnaldo Guizzo in lotta contro la corruzione e il narcotraffico.
    Appello per un'informazione libera: un nuovo format televisivo per garantire libertà e democrazia nell'informazione.


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