| Agenda rossa: accusa coatta per Arcangioli |
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7 febbraio 2008 Palermo. Nuova fase nell’inchiesta sulla scomparsa dell’agenda rossa del giudice Paolo Borsellino.Il tenente colonnello dei carabinieri Giovanni Arcangioli sarà iscritto nel registro degli indagati con l’accusa di furto aggravato dall’aver agevolato l’associazione mafiosa. Lo ha ordinato ai pm della Dda di Caltanissetta il gip Ottavio Sferlazza. Arcangioli nel 1992, l’anno della strage di Via D’Amelio, era comandante della sezione del nucleo operativo del “gruppo Palermo I”, ora insegna nella scuola allievi carabinieri di Roma. L’ufficiale, il giorno della morte del giudice Borsellino, è stato ripreso dagli operatori televisivi mentre, intorno alle 17.30, con in mano la valigetta di cuoio della vittima si allontana velocemente dalla macchina del giudice. Circa un’ora dopo la borsa viene rinvenuta all’interno della macchina ma non vi è nessuna traccia dell’agenda. Arcangioli ai magistrati ha sempre riferito di non aver aperto l’agenda e di averla mostrata a Giuseppe Ayala, ex collega di Borsellino accorso sul luogo dell’attentato. Ayala ha negato che il capitano gli abbia mai consegnato la borsa e ha riferito di averla vista nell’auto e consegnata ad un altro carabiniere. Arcangioli è stato indagato inizialmente per false informazioni al pm. A luglio e a novembre scorsi la procura di Caltanissetta ha avanzato due distinte richieste di archiviazione dell’inchiesta sulla scomparsa dell’agenda rossa, ma il gip in entrambe le occasioni ha ordinato il prosieguo delle indagini. Ora Sferlazza ha imposto che Arcangioli venga indagato per furto aggravato. Viene esclusa quindi l’imputazione di false informazioni al pm che rimane ipotizzabile solo a carico dei testimoni. Da parte del procuratore facente funzioni Renato Di Natale, inoltre, vi è la contestazione rivolta al militare di “avere sottratto cose esposte alla pubblica fede e l’avere approfittato di circostanze di tempo, di luogo e di persone tali da ostacolare la pubblica difesa”. La Procura di Caltanissetta intanto ha notificato ad Arcangioli l’avviso di conclusione delle indagini. L’agenda rossa di Paolo Borsellino è elemento fondamentale della inchiesta sui mandanti occulti della strage di Via D’Amelio aperta dalla procura nissena. “Sono convinto – disse il pm Antonio Ingroia all’indomani dell’attentato – che il diario contenga la chiave della strage”. Dora Quaranta |
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In edicola dal 23 ottobre 2008In questo numero: Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli. Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”. Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri… i magistrati indagano. Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!” Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli. Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani. Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice. |
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Gioco criminale |
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Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo? E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa. Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras. E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora. LEGGI TUTTO... |

di
Pietro Saitta - 9 novembre 2008
Anni cinquanta: il petrolio affiora in Sicilia e le popolazioni accolgono tripudianti l’arrivo degli stabilimenti petrolchimici.
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