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Marco Travaglio
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di Marco Travaglio la Cdl «un ectoplasma» e giurava di farla pagare a Casini e Fini, si presenterà alle urne con 24 simboli. Anche perché Fini, quello che giurava «con me Silvio ha chiuso», è tornato camerata-came- riere. E Piercasinando, quello che lavorava a una nuova leadership («mai più con Berlusconi»), è rientrato precipitosamente a cuccia col primo fischio agli ultrasuoni partito da Arcore. Breve riepilogo, necessariamente parziale. Oltre ai soci fondatori FI, An, Lega e Udc, l’Ammucchiata delle Libertà imbarca tre partiti neofascisti, perché uno solo pareva poco: Alternativa sociale di Alessandra Mussolini, la Fiamma Tricolore di Romagnoli e La Destra del trio Storace-Santan- chè-Er Pecora. I fascisti sono un po’ come la nuova Punto: model- lo base, modello accessoriato, modello con navigatore satellitare e cerchi in lega. Ecco dunque i fascisti ereditari della Ducia, i fascisti sansepolcristi e i fascisti supertrash. Oltre all’Udc, i partiti democristiani sono quattro: l’Udeur di Mastella & famiglia, la Dc per le Autonomie di Rotondi, quello con la testa a kiwi, i Liberal- democratici di Lamberto Dini e signora (entrambi furono accusati dalla Cdl di essere dei tangentari al soldo di Milosevic e dunque, per gratitudine, si schierano con la Cdl) e Nuova Sicilia, che se non andiamo errati dovrebbe far capo all’ex dc Bartolo Pellegrino, già vicepresidente della regione arrestato per collusioni con la mafia. Da non confondere col fantomatico Patto Sicilia Nicolosi, di padre ignoto, né col terzo partito siciliano, l’Mpa di Lombar- do. Ancora incerta la sorte delle altre tre Dc, capitanate da Pizza, Sandri e Fiori (ex-P2). Completano il quadro del glorioso pentapartito: il Pri di La Malfa e Nucara, il Nuovo Psi di De Michelis (si chiama Nuovo perché c’è lui), il Pli di De Luca e Altissi- mo. Segue a ruota Italiani nel Mondo, di Sergio De Gregorio, che è uno e trino: un terzo democristiano, un terzo socialista, un terzo ex dipietrista, insomma una sicurezza. Siccome siamo un paese che invecchia, i partiti dei pensionati sono due, e attenti a non confonderli: Partito Pensio- nati di Carlo Fatuzzo (nel 2006 era di centrosinistra) e Pensionati Uniti, talmente uniti che sono divisi dal Partito Pensionati. Potevano mancare gli ecologisti? Non potevano: con il caravanser- raglio che in 15 anni ha varato due condoni ambientali e fatto più danni di Attila, si schierano gli Ecologisti Democratici (nulla a che fare con gli ecologisti totalita- ri), simbolo un orsetto di pelou- che. Sfidando le più moderne tecniche di scissione dell’atomo, ci sono pure i Riformatori Liberali di Della Vedova & Taradash, detti anche Radicali per le Libertà. Pare che troveranno un posticino anche i discepoli della Madame de Stael della val Padana, Michela Vittoria Brambilla: partita in pompa magna come aspirante leader del Partito Unico contro i «parrucconi» della Cdl, deve aver incontrato qualche problemino strada facendo. Nelle ultime settimane era dispersa (non la invitavano più nemmeno a Ballarò), ma l’hanno rintracciata in tempo: guiderà i Circoli delle Libertà, anche se non potrà portare con sé più di cinque seguaci, sempre che li trovi. Niente da fare, invece, per il Ppdl fondato dal Cainano sul celebre predellino della Mercedes in piazza San Babila e salutato a suo tempo da fior di intellettuali come una mossa «geniale» e «rivoluzionaria»: si teme che rubi voti a FI. Sarà per la prossima volta. Grande interesse sta suscitando presso i partner europei il partito No Euro, che si oppone all’ingresso dell’Italia nella moneta unica comunitaria (già avvenuto nel 2002, sotto il governo Berlusconi2) e auspica il ritorno alla lira o, meglio ancora, al tallero. Viva curiosità, soprattutto negli ospedali psichiatrici, desta la lista Partito Cristiano Esteso, simboleggiata da un pesce stilizzato con la scritta «Pace». Che, per una coalizione che ha sposato le guerre in Iraq e in Afghanistan, suona particolarmente coerente. Quanto sia Esteso questo Partito Cristiano, lo diranno soltanto le urne. Quel che è certo è che si oppone strenuamente al Partito Cristiano Esiguo, o Ristretto, o Bonsai, di prossima fabbricazione. Uliwood party L'UNITà 8 FEBBRIAO 2008 |
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In edicola dal 23 ottobre 2008In questo numero: Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli. Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”. Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri… i magistrati indagano. Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!” Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli. Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani. Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice. |
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Gioco criminale |
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Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo? E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa. Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras. E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora. LEGGI TUTTO... |

di
Pietro Saitta - 9 novembre 2008
Anni cinquanta: il petrolio affiora in Sicilia e le popolazioni accolgono tripudianti l’arrivo degli stabilimenti petrolchimici.
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