| Azienda espulsa da Confindustria e AddioPizzo |
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L'imprenditoria mafiosa continua a lavorare alacremente a Palermo, a frequentare i salotti. Domina la città. Ci sono troppi imprenditori che hanno occupato fette di mercato e che continuano a farlo. Mentre noi aggiustiamo il passato ci vuole qualcuno che aggiusti il presente. Perché c’è ancora un dominio mafioso e para-mafioso che impera a Palermo?”. Queste le dichiarazioni che qualche settimana fa il sostituto procuratore di Palermo, Roberto Scarpinato, che dirige il dipartimento “mafia-economia” alla Dda, aveva rilasciato a latere di una conferenza stampa su un sequestro di beni da 200 milioni all'imprenditore Francesco Pecora. Detto fatto. Confindustria è intervenuta immediatamente, prima con le parole del presidente Ivan Lo Bello che aveva avallato ulteriormente le considerazioni del magistrato, poi con l'espulsione della prima azienda. Si tratta della Aedilia Venusta, con ad l´architetto Vincenzo Rizzacasa, noto imprenditore proprietario di grossi edifici storici della città. Un'impresa edile che aderiva alla campagna di consumo critico e che era regolarmente iscritta ad AddioPizzo. Da dieci anni direttore tecnico della Aedilia Venusta è Francesco Sbeglia, condannato in primo grado a sette anni per concorso esterno in associazione mafiosa nel processo collegato alle attività della ex Cassa rurale e artigiana di Monreale. Il padre Salvatore, anch'egli ex collaboratore dell'azienda, era stato condannato per mafia ad otto anni, come costruttore prestanome dei boss. Per questo motivo AddioPizzo prima (con delibera del 3 giugno) e Confindustria Sicilia poi (lo scorso 29 luglio) non hanno potuto far altro che espellere dalle proprie fila la ditta. L'azienda, che stava lavorando con la holding “Gruppo Venti” per la ristrutturazione di un immobile in via Roma, ha annunciato ricorso contro la decisione di Confindustria e non ha lasciato ulteriori commenti. L' ad Rizzacasa ha incontrato nei giorni scorsi i vertici di AddioPizzo che hanno spiegato in un comunicato che la decisione è stata presa per “ragioni di opportunità e convenienza, che prescindono del tutto da qualsiasi responsabilità di tipo penale”. |
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Di mafia e di deviazioni. Che Stato è il nostro? (seconda puntata. Che schifo!) di Giorgio Bongiovanni La notizia è come un pugno nello stomaco. L’ex capo della Squadra Mobile e poi questore di Palermo, Arnaldo La Barbera, era al soldo dei servizi segreti. Proprio lui, l’ex superpoliziotto che nel ‘92 veniva nominato con un decreto ad hoc al vertice della squadra investigativa “Falcone-Borsellino” per seguire unicamente le indagini sulle stragi di Capaci e via D’Amelio, morto di tumore nel 2002.
Nel libro “L’Agenda nera” scritto dai colleghi Giuseppe Lo Bianco e
Sandra Rizza scopriamo che i magistrati di Caltanissetta si sono recati
recentemente negli uffici dell’Aisi (ex Sisde) e hanno potuto finalmente
sfogliare gli album fotografici e gli elenchi degli 007 che tra gli
anni Ottanta e Novanta hanno operato in Sicilia sotto copertura.
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| Pubblicato il genoma del frumento G. Sinatti |
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Fornitura di missili anticarro francesi al Libano ostacolata da Usa e Israele Alfatau |