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Antimafia Duemila

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Home arrow Informazione arrow News arrow Why Not: perquisite case ed uffici di Loiero
Why Not: perquisite case ed uffici di Loiero PDF Stampa E-mail

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6 febbraio 2008
Catanzaro.
Lo comunica lo stesso presidente della regione Calabria tramite il suo portavoce. Coinvolti nell’inchiesta anche Prodi e Mastella.

I carabinieri hanno compiuto in mattinata perquisizioni nelle abitazioni di Catanzaro, Roma e Stalettì e negli uffici del capoluogo calabrese e di Reggio Calabria del presidente della Regione, Agazio Loiero. La notizia delle perquisizioni è stata resa nota dallo stesso Presidente Loiero tramite il suo portavoce, Pantaleone Sergi e rientra nell’ambito dell’inchiesta Why Not. L’inchiesta riguarda un presunto comitato d’affari che avrebbe gestito in modo illecito finanziamenti pubblici. Nell’inchiesta sono coinvolti, tra gli altri, l’ormai ex presidente del Consiglio, Romano Prodi, e il ministro della Giustizia dimissionario, Clemente Mastella, in relazione ai loro presunti rapporti con l’imprenditore Antonio Saladino, personaggio centrale dell’intera inchiesta. La perquisizione nella sede del consiglio regionale - secondo quanto si è appreso - si sarebbe già conclusa con il sequestro di due computer. Il primo dell’addetta alla segreteria ed il secondo in un ufficio che generalmente viene utilizzato dalla segreteria della consulta antimafia e da amministratori regionali quando si svolge il consiglio regionale. “Solo attraverso il decreto consegnatomi sono venuto a conoscenza di cosa si tratti: l'inchiesta Why Not, aperta due anni fa e nella quale, dopo Prodi e Mastella, faccio ingresso anch'io.  – queste le prime dichiarazioni di Loiero - A parte il trauma di vedere i militari frugare tra le mie cose più intime in maniera generalizzata (hanno preso di tutto senza un mandato o una direttiva precisa), non riesco a perdere la serenità. Convinto come sono che emergerà la mia totale estraneità ai fatti che mi vengono contestati. Fatti vaghi: si fa riferimento a presunti finanziamenti che avrei ottenuto durante la campagna elettorale del 2005 in cambio di favori. Ma nel capo d'imputazione di quei favori non c'é alcuna traccia. C'é semmai prova del contrario: nelle intercettazioni telefoniche di Saladino lo stesso lamenta proprio l'atteggiamento estremamente rigido che io avevo assunto nei confronti dei giovani di Why Not. Mi sembra quindi chiaro che le perquisizioni di oggi solo in apparenza sono finalizzate a trovare prove degli assunti favori, mentre nella sostanza è evidente che hanno lo scopo di mettere sotto la lente di ingrandimento la mia intera attività politica”.
Aaron Pettinari

 
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  • Editoriale

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    Gioco criminale

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