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Caso de Magistris: Luigi Apicella lascia la magistratura. ''L'Anm mi ha lasciato solo'' | Caso de Magistris: Luigi Apicella lascia la magistratura. ''L'Anm mi ha lasciato solo'' |
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di Redazione - 27 luglio 2009 ...in atti giudiziari e falso che avevano, tra l'altro, tolto con procedure illegittime al magistrato inquirente (l'ex pm di Catanzaro Luigi De Magistris ora parlamentare europeo), la trattazione di due gravissimi procedimenti penali". Con queste parole, affidate ad una lettera inviata al capo dello Stato e al ministro della Giustizia, l’ex procuratore di Salerno Luigi Apicella si è dimesso poche ore fa dalla magistratura. Una rinuncia all’incarico "con effetto immediato ad essere trattenuto in servizio fino al settantacinquesimo anno di età". Apicella, che per oltre 45 anni ha svolto l’attività di magistrato “con lealtà, abnegazione, trasparenza e libero di condizionamenti nel rispetto delle leggi per assicurare la giustizia ai cittadini", come lui stesso ha spiegato, ha ricordato l’”eccezionale impegno profuso dai magistrati della Procura della Repubblica di Salerno sotto la mia direzione anche in complesse indagini di criminalità organizzata di stampo camorristico, in maxi inchieste per reati contro la Pubblica Amministrazione". Un impegno "che ha ricevuto costantemente conforto nelle competenti sedi di giudizi anche di legittimità". Così come era accaduto per l’ordinanza del Tribunale del Riesame di Salerno che aveva giudicato perfettamente legittimo il discusso decreto di sequestro probatorio emesso lo scorso dicembre nell’ambito del cosiddetto “Caso de Magistris”. Al quale era seguito il controsequestro della procura di Catanzaro all’origine di quella che giornalisticamente, in modo totalmente errato e strumentale, era stata definita “guerra tra procure”. "Questi eccellenti risultati – ha proseguito Apicella nella sua lettera - apprezzati anche dal procuratore nazionale Antimafia, dalle istituzioni, dalla stampa e dai cittadini, non hanno evitato che mi venisse inflitta una sanzione che inclina la mia fiducia nella giustizia. Non è questa la sede per discutere dei provvedimenti assunti dai miei colleghi di ufficio e da me, né per dolermi delle decisioni assunte nei nostri confronti, dei quali ciascuno rende conto innanzitutto alla propria coscienza umana e professionale, ma che comunque forniscono un quadro dell'attuale stato della giustizia in Italia. Tuttavia dalla valutazione dell'intera vicenda non posso non rilevare come non ci sia stato alcun allarme da parte del magistrati dell'Anm, né delle istituzioni, né del giornalismo, né della politica; né all'epoca dell'esecuzione dei sequestri; né in questi ultimi otto mesi su gravissimi fatti ampiamente ricostruiti e documentati nelle oltre 1.400 pagine 'dell'incriminato provvedimento di sequestro". Apicella ha ancora sottolineato di non potersi meravigliare “di come non vi sia stato allarme da parte dell'Anm e delle istituzioni sulla circostanza che alcuni di questi magistrati hanno continuato a trattare e gestire dopo il 2 dicembre 2008 coi procedimenti penali. Né posso non dolermi sull'adozione nei miei confronti di una sanzione così grave (sospensione dalle funzioni e dallo stipendio), pur non essendo indagato di gravi reati, come corruzione e falso, ma essendomi prodigato come dovevo per le funzioni esercitate per verificare la commissione di questi gravi delitti". "Sereno per aver sempre compiuto il mio dovere – ha concluso - nonostante le difficoltà incontrate come in questo caso, orgoglioso per aver ispirato ed assicurato nei cittadini fiducia nella giustizia, così come testimoniato da tanti messaggi, ma deluso dal silenzio dell'Associazione Nazionale Magistrati e dalle istituzioni su fatti allarmanti e dal trattamento ricevuto dopo essermi impegnato per accertare tali fatti, ritengo di esprimere la mia profonda amarezza lasciando la magistratura". La decisione dell’ex procuratore di Salerno è stata commentata dallo stesso Luigi de Magistris, già pm a Catanzaro e ora parlamentare europeo, che ha definito le dimissioni di Apicella un grande successo per la criminalità organizzata “grazie al contributo di questo Consiglio Superiore della Magistratura”. La decisione del magistrato, ha spiegato il deputato dell’Idv, arriva dopo che questi “era stato fermato dal CSM in quanto indagava, insieme ad altri magistrati, sui poteri forti e sulla masso-mafia presente anche in magistratura”. In Europa, ha concluso, “porteremo anche la vergogna di un CSM piegato a logiche di potere inaccettabili”. Al Dott. Luigi Apicella va tutta la solidarietà della redazione di ANTIMAFIADuemila, che lo ringrazia per il lavoro svolto con grande dedizione nonostante i tanti ostacoli e gli attacchi sofferti. Alla collega, Dott.ssa Gabriella Nuzzi, ex pm della procura di Salerno, che con lui ha subito l’onta della delegittimazione e delle ingiuste sanzioni disciplinari esprimiamo invece la nostra vicinanza per il grave furto subito oggi all’interno della propria abitazione. Dove sconosciuti si sono introdotti nel pomeriggio, utilizzando le chiavi e a dispetto dell’allarme, per portare via gioielli e preziosi di valore. “All’apparenza – ha dichiarato il magistrato rispondendo in merito all’ipotesi che l’episodio possa in qualche modo essere collegato alla vicenda giudiziaria che la riguarda – sembra un furto nella norma, ma non sposso escludere nulla non avendo ancora verificato tutto quello che manca”. La nostra speranza è che le indagini possano presto fare luce sulla reale natura dell’atto criminoso. ARTICOLI CORRELATI: - I testimoni della verita' e gli anticorpi del sistema - di Gabriella Nuzzi |
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Imprenditoria Mafiosadi Giorgio Bongiovanni E così Cosa Nostra sarebbe in ginocchio. Tra arresti più o meno eccellenti e confische dei beni questo governo annuncia che passerà alla storia come quello che ha definitivamente debellato la mafia siciliana. E potrebbe anche riuscirci, complici la disinformazione e la conseguente scarsa consapevolezza culturale delle italiche genti rispetto alla questione mafiosa. Per quanto riguarda l’ottimo risultato raggiunto sul piano militare è forse riuscito a passare in qualche trasmissione televisiva o su pochi quotidiani il dato incontrovertibile, e persino banale, che le operazioni sul territorio vengono condotte da magistrati e forze dell’ordine con immensi sacrifici e che quindi il merito sia loro e non del governo. |
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