| Per Mori e Obinu chiesto il rinvio a giudizio |
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Il pm Nino Di Matteo ha avanzato la richiesta al gup con l’accusa di favoreggiamento della mafia per il mancato arresto del boss Bernardo Provenzano del 31 ottobre 1995 a Mezzojuso. La Procura contesta a Mori e Obinu, che all’epoca dei fatti ricoprivano il ruolo rispettivamente di vice comandante operativo del Ros e di comandante del reparto criminalità organizzata del raggruppamento, una serie di omissioni: il non aver organizzato “un adeguato servizio che consentisse l’arresto di Provenzano in occasione dell’incontro con il boss Luigi Ilardo il 31 ottobre 1995 a Mezzojuso” (“ciò nonostante la preventiva conoscenza della programmazione dell’incontro”), il non aver espletato indagini successivamente “nonostante l’Ilardo avesse confermato l’abitualità dell’utilizzo di quei luoghi per riunioni cui partecipava il latitante”, l’aver “omesso di attivare indagini finalizzate alla verifica della presenza di Provenzano in quel territorio”, il non aver indagato su Giovanni Napoli e Nicolò La Barbera indicati da Ilardo come coloro che svolgevano un ruolo di collegamento fra Provenzano e gli altri capi mafia, l’aver informato i pm del mancato blitz solo nove mesi dopo con il rapporto “Grande Oriente” del 30 luglio 1996. Luigi Ilardo, confidente del colonnello dell’Arma Michele Riccio, venne ucciso proprio alla vigilia del suo ingresso nel programma di protezione previsto per i collaboratori di giustizia. Il pm Di Matteo inoltre ha provveduto a chiedere l’archiviazione per Riccio e per il generale Antonio Subranni. Il col. Riccio era stato denunciato per calunnia da Mori, Obinu e Subranni dopo averli accusati di aver impedito il blitz del 31 ottobre ’95. Il gen. Subranni era sotto inchiesta per favoreggiamento aggravato. Dora Quaranta
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In edicola dal 23 ottobre 2008In questo numero: Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli. Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”. Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri… i magistrati indagano. Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!” Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli. Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani. Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice. |
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Gioco criminale |
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Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo? E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa. Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras. E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora. LEGGI TUTTO... |

di
Pietro Saitta - 9 novembre 2008
Anni cinquanta: il petrolio affiora in Sicilia e le popolazioni accolgono tripudianti l’arrivo degli stabilimenti petrolchimici.
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