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Antimafia Duemila

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Per Mori e Obinu chiesto il rinvio a giudizio PDF Stampa E-mail

bernardo-provenzano-web.jpg4 febbraio 2008
Palermo. Chiesto il rinvio a giudizio per il prefetto Mario Mori e il colonnello dei carabinieri Mauro Obinu.

 

Il pm Nino Di Matteo ha avanzato la richiesta al gup con l’accusa di favoreggiamento della mafia per il mancato arresto del boss Bernardo Provenzano del 31 ottobre 1995 a Mezzojuso. La Procura contesta a Mori e Obinu, che all’epoca dei fatti ricoprivano il ruolo  rispettivamente di vice comandante operativo del Ros e di comandante del reparto criminalità organizzata del raggruppamento, una serie di omissioni: il non aver organizzato “un adeguato servizio che consentisse l’arresto di Provenzano in occasione dell’incontro con il boss Luigi Ilardo il 31 ottobre 1995 a Mezzojuso” (“ciò nonostante la preventiva conoscenza della programmazione dell’incontro”), il non aver espletato indagini successivamente “nonostante l’Ilardo avesse confermato l’abitualità dell’utilizzo di quei luoghi per riunioni cui partecipava il latitante”, l’aver “omesso di attivare indagini finalizzate alla verifica della presenza di Provenzano in quel territorio”, il non aver indagato su Giovanni Napoli e Nicolò La Barbera indicati da Ilardo come coloro che svolgevano un ruolo di collegamento fra Provenzano e gli altri capi mafia, l’aver informato i pm del mancato blitz solo nove mesi dopo con il rapporto “Grande Oriente” del 30 luglio 1996.

Luigi Ilardo, confidente del colonnello dell’Arma Michele Riccio, venne ucciso proprio alla vigilia del suo ingresso nel programma di protezione previsto per i collaboratori di giustizia. Il pm Di Matteo inoltre ha provveduto a chiedere l’archiviazione per Riccio e per il generale Antonio Subranni. Il col. Riccio era stato denunciato per calunnia da Mori, Obinu e Subranni dopo averli accusati di aver impedito il blitz del 31 ottobre ’95. Il gen. Subranni era sotto inchiesta per favoreggiamento aggravato.

Dora Quaranta

 

 

 

 

 
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    Gioco criminale

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