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Omicidio Mole': i commenti di Lumia e Boemi. La Dda propende per la pista interna | Omicidio Mole': i commenti di Lumia e Boemi. La Dda propende per la pista interna |
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2 febbraio 2008 il segnale della rottura di un equilibrio all’interno della cosca Piromalli-Molè o tra questa e le altre a cui fanno gola i traffici del porto di Gioia Tauro. “Ora – ha dichiarato Lumia – bisogna intensificare l’azione investigativa che è già attiva per individuare tutti gli interessi delle cosche in quella zona e per impedire che questo omicidio scateni una vera e propria guerra di mafia”. La Dda di Reggio Calabria si sta orientando verso l’ipotesi di un tentativo di cambio di leadership interno alla coalizione Piromalli-Molè. A renderlo noto è il coordinatore della Dda Salvatore Boemi in una breve intervista per l’Ansa. “L’ala armata della cosca – ha aggiunto Boemi – porta un attacco al vertice dei Molè per assumere la guida del gruppo criminale. Attaccare i Molè non significa necessariamente attaccare i Piromalli. Dall’omicidio, comunque, emerge una situazione che è da interpretare con particolare attenzione. In ogni caso, tra le piste che si seguono, una resa dei conti interna alla cosca è quella che, al momento, appare più verosimile. Una situazione che si potrebbe ripetere tra poco anche a Reggio Calabria e che rappresenta lo stesso motivo per il quale c’è stato lo scontro a San Luca”. La ‘ndrangheta sta mutando, avverte Boemi, “certi principi, che un tempo erano inviolabili, cadono e vengono meno alcuni vincoli familistici, sopraffatti dagli interessi economici. Ne conseguono miscele esplosive che sovvertono le situazioni interne alle cosche. Questo di Rocco Molè non è un banale omicidio di mafia perché segnerà una svolta nelle strategie mafiose nei prossimi anni in provincia di Reggio Calabria”. Dora Quaranta |
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In edicola dal 23 ottobre 2008In questo numero: Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli. Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”. Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri… i magistrati indagano. Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!” Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli. Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani. Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice. |
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Gioco criminale |
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Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo? E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa. Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras. E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora. LEGGI TUTTO... |

di
Pietro Saitta - 9 novembre 2008
Anni cinquanta: il petrolio affiora in Sicilia e le popolazioni accolgono tripudianti l’arrivo degli stabilimenti petrolchimici.
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