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Anche S.Agata nelle mani di Cosa Nostra | Anche S.Agata nelle mani di Cosa Nostra |
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1 febbraio 2008
Catania. Neanche la festa di Sant’Agata può sfuggire al controllo della Piovra.
E’ quanto emerso dalle indagini della Procura catanese. Secondo gli inquirenti Cosa Nostra avrebbe dettato tempi e ritmi della processione religiosa, controllando di fatto il business dei fuochi d’artificio e della vendita della cera, attraverso il controllo della gestione dell’associazione cattolica Circolo Cittadino Sant’Agata, che deteneva un ruolo di primo piano nell’organizzazione dei festeggiamenti in onore della patrona di Catania. Il reato ipotizzato è associazione mafiosa finalizzata ad ottenere ingiusti vantaggi. Gli indagati sono Nino Santapaola, 47 anni, nipote del boss Benedetto; il figlio minore di quest'ultimo, Francesco, 35 anni; Salvatore Copia, 38; quattro esponenti della famiglia Mangion, Enzo, 49 anni, Alfio, 35, Vincenzo, 31, e Agatino, 25; e l'ex presidente del Circolo S.Agata alla Collegiata, Pietro Diolosà, 54. Una vera bomba a tre giorni dall’inizio dei festeggiamenti del 2008. Secondo Carmelo Petralia, sostituto della direzione nazionale antimafia, ed Antonino Fanara, della procura distrettuale, le famiglie Santapaola e Mangion, sarebbero riuscite a “penetrare nella manifestazione di maggior valore simbolico per la comunità catanese, con conseguente accrescimento del prestigio criminale dell’organizzazione mafiosa ed affermazione della stessa come uno dei centri di potere della città”. E’ proprio grazie all’intervento di Diolosà, per il quale i magistrati ipotizzano il reato di concorso in associazione mafiosa, che la mafia catanese sarebbe riuscita ad influire sulla tempistica della processione “controllando” di fatto l’orario stesso del rientro nella Cattedrale del percolo. Tra gli episodi che emergono dall’inchiesta ce ne sono alcuni davvero singolari. Ad esempio c’è il boss che si pente e dalla candelora del Circolo di S.Agata viene tolto il suo stemma; oppure un altro boss che esce dal carcere e il fercolo con il busto reliquiario di Sant'Agata che fa una fermata non prevista vicino casa del mafioso dove vengono esplosi fuochi d’artificio per festeggiare il suo ritorno in libertà. All’interno dell’indagine sono finite pure le presunte scommesse, sull'orario di uscita e di rientro del fercolo, i fuochi d'artificio, l'acquisto e la vendita della cera e il mercato degli ambulanti ma non sono emersi elementi tali da giustificare la richiesta di un provvedimento restrittivo.
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In edicola dal 23 ottobre 2008In questo numero: Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli. Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”. Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri… i magistrati indagano. Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!” Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli. Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani. Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice. |
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Gioco criminale |
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Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo? E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa. Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras. E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora. LEGGI TUTTO... |

di
Pietro Saitta - 9 novembre 2008
Anni cinquanta: il petrolio affiora in Sicilia e le popolazioni accolgono tripudianti l’arrivo degli stabilimenti petrolchimici.
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