| Sequestrata la cassaforte del re dei supermarket |
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ha sequestrato la “Grigoli distribuzione srl”, la società di Giuseppe Grigoli, imprenditore di Castelvetrano accusato di essere socio del superlatitante Matteo Messina Denaro. Il compendio aziendale è costituito da quote sociali, beni aziendali, strumentali, disponibilità finanziarie, immobili e terreni per un valore di 300 milioni di euro. In particolare, sono stati sottoposti sotto sequestro, quote sociali per 14 milioni di euro, partecipazioni in altre società, 133 terreni per una estensione complessiva di circa 60 ettari, nonché 220 fabbricati ubicati in varie parti della Sicilia. Naturalmente si stanno svolgendo accertamenti patrimoniali a tutto campo. La richiesta di sequestro preventivo, che non blocca le attività imprenditoriali affidate ad un custode giudiziario, parte dai pubblici ministeri della Dda di Palermo (Roberto Piscitello, Costantino De Robbio, Michele Prestipino e Marzia Sabella, coordinati dagli aggiunti Roberto Scarpinato e Giuseppe Pignatone). Sabella, coordinati dagli aggiunti Roberto Scarpinato e Giuseppe Pignatone). I pm antimafia hanno iniziato a ricostruire i rapporti illeciti che ci sarebbero tra Grigoli e Matteo Messina Denaro, latitante dal '93 e ricercato per le stragi di Milano e Firenze, partendo dai “pizzini” che il quarantenne latitante indirizzava al boss Bernardo Provenzano. L’indagine svolta dalla D.I.A., ha consentito di far luce su una serie di movimenti finanziari che legano strettamente la S.r.l. Gruppo 6 G.D.O. (già raggiunta da provvedimento di sequestro il 20.12.07), e la “Grigoli distribuzione”, tale per cui si può affermare che le due società sono espressione di un’unica realtà imprenditoriale. In particolare dagli accertamenti sarebbe emerso “per tabulas”, che la S.r.l. “Gruppo 6 G.D.O.” risulta essere locataria di ben venti immobili dalla S.r.l. “Grigoli distribuzione”, immobili nei quali sono allocati altrettanti punti vendita Despar, gestiti dalla Gruppo6 G.D.O.; in buona sostanza l’avvenuta separazione nelle predette società, entrambe riconducibili a Grigoli, tra la proprietà degli immobili e la gestione dei supermercati, comporterebbe che allo stato la S.r.l. “Gruppo 6 G.D.O.”, per svolgere la sua attività, debba pagare un canone di locazione alla S.r.l. “Grigoli distribuzione”. Se si considera l’importo dei canoni, si rileva che la S.r.l. “Gruppo 6 G.D.O. versa alla S.r.l. “Grigoli distribuzione” oltre quattro milioni di euro. Dette circostanze, secondo l’accusa, rendono evidente che il rapporto tra le due società è tale per cui oltre ad una immedesimazione delle due realtà economiche, ne conseguirebbe anche che Giuseppe Grigoli continui ad esercitare una incisiva influenza sulla Gruppo 6 G.D.O., portando avanti anche gli interessi dello stesso Matteo Messina Denaro. Aaron Pettinari |
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In edicola dal 23 ottobre 2008In questo numero: Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli. Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”. Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri… i magistrati indagano. Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!” Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli. Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani. Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice. |
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Gioco criminale |
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Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo? E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa. Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras. E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora. LEGGI TUTTO... |

di
Pietro Saitta - 9 novembre 2008
Anni cinquanta: il petrolio affiora in Sicilia e le popolazioni accolgono tripudianti l’arrivo degli stabilimenti petrolchimici.
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