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Processo Mills Berlusconi rischia la condanna PDF Stampa E-mail

avvocatodavidmills.jpg29 gennaio 2008

di Giuseppe Caruso / Milano

«Silvio Berlusconi rischia una condanna a sei anni di carcere nel primo grado del processo Mills». Parole di Gaetano Pecorella, avvocato dell'ex presidente del consiglio e deputato di Forza Italia, combinazione non certo originale tra le fila azzurre.




Pecorella se la prende con i giudici se il leader forzista è sotto processo
«Rischia la condanna a sei anni in piene elezioni». Avverrebbe per il no opposto alla riunione di due procedimenti



SCENARI «Silvio Berlusconi rischia una condanna a sei anni di carcere nel primo grado del processo Mills». Parole di Gaetano Pecorella, avvocato dell'ex presidente del consiglio e deputato di Forza Italia, combinazione non certo originale tra le fila azzurre.
Pecorella lo ha spiegato durante un'intervista a «Radio Radicale», che lo aveva sentito per un commento dopo la decisione del presidente del tribunale di Milano, Livia Pomodoro, di rigettare l'istanza con la quale la difesa di Berlusconi chiedeva la riunione del processo sui fondi neri relativi ai diritti tv di Mediaset con quello in cui l'ex premier risponde dell'accusa di corruzione in atti giudiziari insieme all'avvocato David Mills.
«Certamente» ha spiegato Pecorella «il segno è nella volontà di definire rapidamente il processo Mills, perché escludendo la riunione di due procedimenti, il giudice potrà concluderlo più o meno in coincidenza con le eventuali elezioni anticipate. L'accusa si basa su elementi documentali già acquisiti da tempo e su elementi emersi dopo, dai quali è risultato che Mills ha trovato una giustificazione per spiegare la presenza di pagamenti professionali che non aveva dichiarato nè al fisco nè ai soci».
«Il fatto che alla luce di questi dati» ha proseguito Pecorella «il processo sia stato comunque portato avanti e che lo si voglia concludere rapidamente, difficilmente può far ben sperare. Ci sarebbero stati gli elementi per non celebrarlo, il volerlo concludere in questi giorni potrebbe essere un brutto segno. Si assommano due possibili obbiettivi "politici": quello di chiudere presto il processo Mills che significherebbe, se ci fosse una condanna, una condanna assai pesante, intorno ai cinque-sei anni. E dall'altra parte non riunire i due processi consentendo all'altro processo di andare avanti all'infinito, perché viene prescritto un reato e se ne apre un altro. Si realizzano così due obbiettivi entrambi tali da tenere il presidente Berlusconi sotto la gogna per tempi indeterminati, ma nello stesso tempo di poter concludere rapidamente un processo in una fase politica molto difficile».
L'inchiesta che ha portato al processo Mills, condotta dai pm Fabio De Pasquale e Alfredo Robledo, sostiene che Berlusconi nel 1997 fece inviare 600.000 dollari all'avvocato Mills come ricompensa per non aver rivelato in due processi, in qualità di testimone, le informazioni in suo possesso sulle società estere, che la procura ritiene la «tesoreria occulta» del gruppo. Mills è descritto dai pm come l'ideatore dell'architettura delle società del comparto estero del gruppo Fininvest. Sia Berlusconi sia Mills hanno respinto le accuse. Ma in un verbale di interrogatorio davanti ai pm milanesi il 18 luglio 2004, l'avvocato inglese disse che quel denaro gli era stato riconosciuto da Berlusconi, attraverso il manager Fininvest Carlo Bernasconi,
unita  29 gennaio 2008
 

 

 

 

 MARTEDÌ, 29 GENNAIO 2008
 Pagina 4 - Interni
La polemica Mediaset, Forza Italia accusa i giudici: processo a Berlusconi sotto elezioni
 

 
 
MILANO - Per Silvio Berlusconi due processi diversi. Lo ha deciso ieri il presidente del Tribunale milanese, sollevando le proteste di Fi. Per Gaetano Pecorella, «escludendo la riunione di due procedimenti, il giudice potrà concluderlo più o meno in coincidenza con le eventuali elezioni anticipate». Nel primo processo, Berlusconi è imputato per i presunti fondi neri di Mediaset. Nel secondo, con l´avvocato inglese David Mills, rischia 6 anni per corruzione in atti giudiziari.
LA REPUBBLICA EDIZIONE NAZIONALE 29 GENNAIO 2008

 

 
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