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Rassegna Stampa
Ucciso boss cosca Santapaola | Ucciso boss cosca Santapaola |
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Secondo una prima ricostruzione dei carabinieri, l'uomo era a bordo di un ciclomotore quando è stato affiancato da una moto di grossa cilindrata con due uomini a bordo, che hanno sparato cinque colpi di pistola di grosso calibro centrandolo al torace. Nonostante sia rimasto gravemente ferito, Maugeri ha tentato la fuga, riuscendo a evitare altri colpi. L'uomo è riuscito a trovare riparo in un deposito di ferro usato, ma è morto una decina di minuti dopo. Sul posto per le indagini sono presenti i carabinieri del reparto operativo del comando provinciale di Catania, coordinati dalla Direzione distrettuale antimafia della Procura etnea. Raimondo Maugeri era ritenuto da investigatori e magistrati un "elemento di grosso spessore criminale". Era stato più volte indagato e arrestato per associazione mafiosa. Secondo investigatori che lo conoscevano bene per avere indagato su di lui, era un "uomo di poche parole" che aveva lo status riconosciuto di capo indiscusso all'interno del suo clan. Il gruppo Santapaola del rione Villaggio Sant'Agata è ritenuto, tra l'altro, uno dei più compatti in tutta Catania, con pochissime "crepe" al suo interno. L'attività del gruppo era finita sotto 'l'ascoltò della squadra mobile di Catania, che aveva messo delle cimici e intercettava il clan nell'ambito dell'inchiesta Arcipelago 2. Per diversi mesi la polizia radiografò le vicende all' interno di questa cosca e in maniera più dettagliata dal 6 giugno 2002, quando fu assassinato Domenico La Spina, all'epoca dei fatti reggente del gruppo del quartiere Zia Lisa, strettamente legato alla squadra del vicino Villaggio Sant' Agata. Le indagini dei carabinieri sull'uccisione di Maugeri sono coordinate dal sostituto procuratore Giuseppe Gennaro. ANSA Boss ucciso, già sventato agguato davanti commissariato 3 luglio 2009 Catania. Il presunto boss del rione Villaggio Sant'Agata, Raimondo Maugeri, assassinato con cinque colpi di pistola questa mattina a Catania, quattro anni fa era sfuggito a un agguato progettato da una frangia della sua stessa 'famiglia', la cosca Santapaola. Il piano prevedeva che i sicari entrassero in azione mentre usciva dal commissariato della polizia di Stato del rione Librino dove si recava giornalmente perché sottoposto a obbligo di firma. L'omicidio fu sventato dai carabinieri del Ros che intercettarono i discorsi di tre esponenti del clan Santapaola, Paolo Mirabile, Salvatore Papale e Michele Schillaci, che furono fermati su disposizione della Procura di Catania perché il piano era in una fase elevatissima di realizzazione. Il Gip, successivamente, convalidò i fermi e dispose l'arresto dei tre indagati. L'agguato, scoprirono i carabinieri del Ros, era stato organizzato perché secondo i sicari Maugeri con il suo gruppo del rione Sant'Agata era ritenuto 'colpevole' di invadere luoghi d'azione che i tre ritenevano fossero di loro esclusiva competenza. ANSA Boss ucciso: "E' omicidio d'alto livello" 3 luglio 2009 Catania. "Un delitto d'alto livello, le cui ricadute non sono per il momento ipotizzabili": così il procuratore di Catania, Vincenzo D'Agata, commenta l'uccisione del presunto boss Raimondo Maugeri, ritenuto il reggente di Cosa nostra nel rione Sant'Agata. "E' un brutto delitto per lo spessore criminale della vittima - aggiunge il procuratore etneo - adesso però dobbiamo aspettare per dare un'attenta e precisa chiave di lettura. Una nuova guerra di mafia a Catania? E' ancora presto per dirlo, lo vedremo esaminando cosa succederà in città nelle prossime ore. Se ci sarà una rappresaglia per vendetta - sottolinea D'Agata - allora si aprirà una faida; se invece non accadrà alcunché significherà che è un omicidio di 'pulizia interna' alla stessa cosca Santapaola". ANSA |
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Imprenditoria Mafiosadi Giorgio Bongiovanni E così Cosa Nostra sarebbe in ginocchio. Tra arresti più o meno eccellenti e confische dei beni questo governo annuncia che passerà alla storia come quello che ha definitivamente debellato la mafia siciliana. E potrebbe anche riuscirci, complici la disinformazione e la conseguente scarsa consapevolezza culturale delle italiche genti rispetto alla questione mafiosa. Per quanto riguarda l’ottimo risultato raggiunto sul piano militare è forse riuscito a passare in qualche trasmissione televisiva o su pochi quotidiani il dato incontrovertibile, e persino banale, che le operazioni sul territorio vengono condotte da magistrati e forze dell’ordine con immensi sacrifici e che quindi il merito sia loro e non del governo. |
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