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di Claudio Salvalaggio - 2 luglio 2009
Mosca.
Mano tesa del leader del Cremlino Dmitri Medvedev al presidente Usa
Barack Obama in vista del loro primo, storico summit a Mosca lunedì e
martedì prossimi: dal suo videoblog il leader russo, citando anche John
Fitzgerald Kennedy, lo ha invitato ad "unire gli sforzi" per "aprire
una nuova pagina nella cooperazione russo-americana", dopo che le
relazioni tra i due Paesi sono scadute con la precedente
amministrazione americana ad un "livello da guerra fredda".
"Nonostante - ha sottolineato - i contatti personali per niente male
con il presidente precedente", George W. Bush. "Non è tempo ora di
confrontare chi ha più problemi o chi é più forte. E' il momento di
mettere insieme i nostri sforzi", ha sottolineato Medvedev, filmato
mentre parla in piedi, giacca grigio scura e cravatta rossa, sullo
sfondo della sua residenza immersa nel verde e con l'immancabile
bandiera russa. "Non è assolutamente importante chi è il presidente
russo o americano: entrambi portano una speciale responsabilità per le
decisioni che prendono, una responsabilità di fronte alle loro nazioni
e al mondo intero", ha proseguito, mentre sul video passavano anche le
immagini del precedente incontro con Obama a margine del G8 di Londra,
tra sorrisi e strette di mano. Il leader del Cremlino ha insistito
sulla necessità di "muoversi lungo un'unica strada, la strada degli
accordi", evitando "l'unilateralismo". "La nuova amministrazione
guidata da Obama sta dimostrando la sua volontà di cambiare la
situazione e costruire relazioni più efficaci, più affidabili e in
definitiva più moderne. Anche noi siamo pronti per questo", ha
garantito Medvedev, ricordando il deterioramento delle relazioni negli
ultimi anni della presidenza Bush, scadute "a livello da guerra
fredda": "crisi di fiducia, inazione o mancanza di volontà di fare
alcunché". Ma ora, esorta, ci sono "sfide e responsabilità comuni", a
partire dalla sicurezza internazionale, inclusa la lotta al terrorismo
e all'estremismo, la proliferazione nucleare e i crimini legati alla
droga. Non ci sono più steccati ideologici, "oggi siamo innegabilmente
uniti dai principali valori di civilità, il rispetto della vita, dei
diritti umani e delle liberta", ha puntualizzato. Il presidente russo
ha fatto appello anche agli storici legami e all'eredità comune dei due
Paesi, in particolare la guerra al nazismo. Ma non ha dimenticato una
della pagine nere, la crisi dei missili sovietici a Cuba, riscattata
dalla parole "molto corrette con cui l'allora presidente Usa Kennedy si
rivolse ai americani: se ora non possiamo porre fine a tutte le nostre
divergenze, possiamo almeno rendere il mondo più sicuro nonostante i
contrasti che restano". Anche oggi restano punti di divergenza, dal
progetto Usa di scudo antimissile nell'Europa orientale all'Iran,
dall'allargamento della Nato alla guerra russo-georgiana, ma entrambi i
leader sembrano voler porre le basi per un dialogo costruttivo, facendo
ripartire le loro relazioni da zero, sotto lo slogan del "reset"
coniato dalla nuova amministrazione americana. La vetrina del dialogo
sarà il negoziato sul disarmo nucleare (i due Paesi possiedono il 90%
delle armi atomiche mondiali), che comunque non si concluderà prima
della scadenza dell'accordo Start a fine anno, come ha lasciato
intendere oggi il ministro degli esteri russo Serghiei Lavrov:
un'intesa potrebbe essere un'arma in più per frenare la proliferazione
nucleare in Paesi come l'Iran e la Corea del nord. In ogni caso, il
summit per Washington sarà un'occasione per tentare di aumentare la
cooperazione di Mosca sui dossier Iran e Afghanistan (é atteso un
accordo per il transito di carghi militari Usa), mentre per la Russia
sarà una tribuna per confermare il ruolo di superpotenza e l'attuale
assetto di potere basato sul tandem Putin-Medvedev.
ANSA
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