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Maxi operazione Black Shoes | Maxi operazione Black Shoes |
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La droga venive introdotta nel nostro paese nei doppifondi delle scarpe o in ovuli. In manette cittadini nigeriani e italiani Cocaina dal Sudamerica alla camorra decine di arresti in città italiane Blitz delle polizie di Roma, Napoli, Caserta, Perugia e Macerata Cocaina dal Sudamerica alla camorra decine di arresti in città italiane
ROMA - Maxi operazione contro il traffico internazionale di droga in molte città italiane. La squadra mobile di Roma, in collaborazione con quelle di Napoli, Caserta, Perugia e Macerata, coordinate dalla Direzione centrale anticrimine della polizia di Stato e dalla Direzione centrale antidroga, sta eseguendo numerosi arresti nei confronti dei componenti di una organizzazione criminale, composta da persone di origine nigeriana ed italiana, dedita al traffico internazionale di sostanze stupefacenti.
Sono duecentocinquanta gli uomini della polizia di Stato che stanno agendo in varie città d'Italia con l'ausilio di elicotteri ed unità cinofile. Gli arresti sarebbero almeno 50.
L'operazione, denominata "Black Shoes", condotta dagli investigatori della sezione criminalità organizzata della squadra mobile di Roma e coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli, ha consentito di ricostruire le rotte del narcotraffico dal Sudamerica all'Europa, con trafficanti che hanno curato nei minimi dettagli l'importazione dello stupefacente.
Destinatari della droga, secondo quanto ricostruito, erano organizzazioni camorriste che provvedevano poi alla distribuzione sul territorio nazionale. Dal Suriname e dalla Guyana la cocaina e l'eroina venivano introdotte in Italia tramite corrieri nigeriani che nascondevano la droga in doppifondi ricavati nelle scarpe o ingerendo ovuli.
La droga venive introdotta nel nostro paese nei doppifondi
delle scarpe o in ovuli. In manette cittadini nigeriani e italiani
Cocaina dal Sudamerica alla camorra
decine di arresti in città italiane
Blitz delle polizie di Roma, Napoli, Caserta, Perugia e Macerata
Cocaina dal Sudamerica alla camorra (28 gennaio 2008) LA REPUBBLICA EDIZIONE NAZIONALE
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In edicola dal 23 ottobre 2008In questo numero: Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli. Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”. Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri… i magistrati indagano. Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!” Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli. Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani. Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice. |
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Gioco criminale |
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Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo? E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa. Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras. E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora. LEGGI TUTTO... |

di
Pietro Saitta - 9 novembre 2008
Anni cinquanta: il petrolio affiora in Sicilia e le popolazioni accolgono tripudianti l’arrivo degli stabilimenti petrolchimici.
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