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Dipinti, pietre preziose, orologi di valore sequestrati al boss Zappia | Dipinti, pietre preziose, orologi di valore sequestrati al boss Zappia |
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di Dora Quaranta - 30 giugno 2009 Alla lista si aggiungono circa 220 orologi antichi, pietre preziose, vasi, statue, bronzi, oggetti di antiquariato, appartamenti e terreni, una gioielleria, conti correnti, cassette di sicurezza, autovetture. A tutto ciò occorre aggiungere i beni già sequestrati nel novembre scorso del valore di circa 5 milioni di euro. Zappia, 71 anni, è in carcere dal 2007, ha subito un primo arresto nel 1989 su mandato del giudice Giovanni Falcone, coinvolto nella inchiesta “Orso Bruno” è ora sotto processo a Roma per mafia trasnazionale. Zappia è ritenuto "il referente in Italia della famiglia mafiosa Rizzuto, che aveva tentato d'inserirsi negli appalti per la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina e nel controllo della società Made in Italy". E’ ritenuto anche collegato alle famiglie mafiose Bonanno, Cuntrera Caruana e Triassi. Era spesso in viaggio tra l’Italia, il Canada e la Svizzera. Il senatore del Pd Beppe Lumia ha ricordato che Zappia “disponeva di enormi patrimoni, rappresentava Cosa Nostra canadese in Italia e stava creando una rete micidiale”. “Questo sequestro – ha aggiunto il senatore Lumia – più che chiudere questa indagine dovrebbe richiamare l’attenzione della Commissione antimafia al fine di avanzare proposte adeguate ed efficaci nel contrasto al riciclaggio e all’infiltrazione mafiosa negli appalti”. |
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Imprenditoria Mafiosadi Giorgio Bongiovanni E così Cosa Nostra sarebbe in ginocchio. Tra arresti più o meno eccellenti e confische dei beni questo governo annuncia che passerà alla storia come quello che ha definitivamente debellato la mafia siciliana. E potrebbe anche riuscirci, complici la disinformazione e la conseguente scarsa consapevolezza culturale delle italiche genti rispetto alla questione mafiosa. Per quanto riguarda l’ottimo risultato raggiunto sul piano militare è forse riuscito a passare in qualche trasmissione televisiva o su pochi quotidiani il dato incontrovertibile, e persino banale, che le operazioni sul territorio vengono condotte da magistrati e forze dell’ordine con immensi sacrifici e che quindi il merito sia loro e non del governo. |
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