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Antimafia Duemila

Friday
Jan 09th
Home arrow Informazione arrow Cronaca arrow I fratelli Graviano e il 41bis
I fratelli Graviano e il 41bis PDF Stampa E-mail

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 Il Times il massimo quotidiano londinese
ammette che è difficile imbattersi in due boss
mafiosi più crudeli di Giuseppe e Filippo Graviano ,

eppure si sorprende il quotidiano britannico per l’imprevedibile intelligenza dimostrata dai due macellai , i quali si sono da poco laureati in matematica e economia. Noi chiaramente siamo vicini a quanto espresso in proposito dal Dr.Sebastiano Ardita direttore del DAP e dal Procuratore Ingroia, che criticano in senso negativo le possibilità date ai boss di “cosa nostra” detenuti a regime di 41 bis, condannati per le stragi del 1993. E chiaramente aggiungiamo qualcosa di più, non si tratta di intelligenza per i fratelli Graviano si tratta delle possibilità che i mafiosi come sempre hanno in Italia. I fratelli Graviano in carcere all’ergastolo e a “41 bis” non ci vogliono più stare, sfruttano perciò le larghe maglie della giustizia italiana anche sul fronte della mafia per raggiungere i loro obiettivi, ma a noi non ci lasceremo incantare ne ora ne mai. Disapproviamo ogni forma di riconoscimento ai due delinquenti incalliti, che mai potrebbero portare a nulla di buono se inseriti nuovamente nella società italiana. Riteniamo che i due delinquenti, assassini, abbiano solo molto denaro frutto del sangue di innocenti, quelli di via dei Georgofili del 27 Maggio 1993, denaro che quasi certamente hanno usato per comprarsi lauree e non solo. Perché non si fa un censimento sulle loro proprietà, e lo si scrive sui massimi quotidiani, piuttosto che parlare delle loro lauree? A Nizza Gisueppe Graviano possiede un casa con cinque cucine, alla faccia di chi aspetta ancora i risarcimenti delle cause civili intraprese contro il mafioso di “cosa nostra”. Sono persone innocenti e oneste che aspettano la risposta dello Stato, non mafiosi rei di strage, persone giovani con la vita rovinata che devono giornalmente curarsi da malattie gravissime che il delinquente gli ha procurato e per loro la laurea è sempre più lontana e non certo per mancanza di intelligenza. I Graviano non sono intelligenti sono mafiosi è diverso.

 

Giovanna Maggiani Chelli

Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili

 
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  • La Rivista
    cop60-small_web.gif In edicola dal 23 ottobre 2008

    In questo numero:
    Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli.
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    i magistrati indagano.
    Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!”
    Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli.
    Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani.
    Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice.


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  • Editoriale

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    Gioco criminale

    di Giorgio Bongiovanni


    Siamo alla catastrofe. Ormai è chiaro nonostante i goffi tentativi di nascondere la verità, per l’ennesima volta, all’opinione pubblica mondiale. L’iniezione di 700 miliardi di dollari alle banche americane non salverà l’Occidente dal crollo economico, come Bush ha cercato di rassicurare. Al contrario, rappresenterà soltanto un sedativo – neppure tanto efficace – che al termine della sua azione momentaneamente benefica ripresenterà l’infezione in un quadro clinico ancora più grave. Quel che accadrà dopo non è difficile prevederlo. Poiché sarà l’unica strada ritenuta possibile – come sempre in questi casi e mai più di ora – per provare affannosamente ad uscire dalla gravissima crisi economica che sta trascinando inesorabilmente tutta l’economia mondiale in una rovina come mai la nostra storia, dagli anni ‘30 ad oggi, ricordi. E quell’unica strada è la guerra. La sola in grado di rimpinguare le casse dei governi con entrate, letteralmente, da brivido. Sul punto i dati parlano chiaro. Secondo un recente articolo del New York Times gli Stati Uniti avrebbero già da tempo triplicato le vendite di armi nel mondo - sotto l’energica spinta della Casa Bianca - principalmente ad acquirenti del cosiddetto “asse del male” come l’Iraq e l’Afghanistan.

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  • Terzo Millennio

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    In questo numero:

    Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo?
    E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa.
    Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras.
    E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora.

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