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Home arrow Informazione arrow Mandanti occulti arrow Si è dimesso Salvatore Cuffaro, ma non lascerà la politica. Cercherà l’immunità parlamentare?
Si è dimesso Salvatore Cuffaro, ma non lascerà la politica. Cercherà l’immunità parlamentare? PDF Stampa E-mail
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26 gennaio 2008

Palermo. Dinanzi all’Ars convocata stamane in seduta straordinaria Salvatore Cuffaro ha annunciato le sue dimissioni irrevocabili

 

 

dalla carica di Governatore della Regione siciliana. Un ruolo che inizialmente Cuffaro sognava di mantenere per sé fino al 2011 nonostante la condanna in primo grado a 5 anni di carcere per favoreggiamento personale e l’interdizione perpetua dai pubblici uffici inflittagli venerdì 18 gennaio dai giudici della terza sezione del Tribunale di Palermo. Ma i movimenti di protesta, le critiche ricevute da più parti e l’avvio della procedura per la sospensione dalla carica di Presidente della Regione da parte del Governo hanno fatto cambiare idea a Cuffaro. A rovinare la sua immagine pare sia stata una foto che lo ritrae sorridente a Palazzo d’Orleans con un vassoio di cannoli tra le mani durante i festeggiamenti all’indomani della sentenza che non gli ha inflitto l’aggravante di aver favorito l’intera organizzazione criminale Cosa Nostra, ma solo singoli mafiosi. La foto ha fatto il giro del mondo ed ha indignato parecchi animi. <<Mentre gli imprenditori siciliani combattono con coraggio contro il pizzo – aveva detto ieri con sdegno Luca Cordero di Montezemolo -  il governatore della Sicilia viene condannato a 5 anni di reclusione e decide di restare al suo posto. Questa brutta istantanea riassume bene i due volti del Paese e la distanza sempre più grande di questa classe dirigente politica dal Paese reale, dai problemi dei cittadini>>. A conclusione della seduta dell’Ars di oggi il suo presidente Gianfranco Miccichè ha precisato che le elezioni saranno indette entro tre mesi dallo scioglimento dell’Assemblea regionale come previsto dalla legge e che nelle more il governatore e gli assessori manterranno i poteri per l’ordinaria amministrazione. Sebbene Cuffaro si sia oggi dimesso, pare che non lascerà definitivamente la politica. Stando a fonti parlamentari interne all’Udc, l’ex Governatore sarà probabilmente candidato come capolista al Senato; per le elezioni alla Camera dei deputati sarà proposto come capolista oppure subito dopo il nome di Casini. <<Sarebbe grave  che Cuffaro si dimettesse oggi a Palermo per ricandidarsi domani a Roma, esattamente come ha deciso di fare il sindaco di Catania Scapagnini>> è intervenuto così l’europarlamentare di Sd Claudio Fava che ha anche aggiunto: <<Se il governatore è davvero convinto della propria innocenza, lo sfido ad andare al processo d’appello senza cercarsi l’immunità parlamentare. In ogni caso, è compito nostro, di noi siciliani, dimostrare che nessuno dovrà mai rimpiangere né Cuffaro né Scapagnini. Per la Sicilia si apre una stagione di straordinaria verità politica alla quale nessuno di noi farà  mancare il proprio contributo e la propria disponibilità>>. Intanto Rita Borsellino si è detta pronta, nel caso in cui i partiti dell’Unione dovessero convergere sul suo nome, a ricandidarsi alla Presidenza della Regione Sicilia.

Dora Quaranta

 
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  • La Rivista

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    In questo numero:

    Stragi ’93. Parla l’avvocato di Riina, Luca Cianferoni in un’intervista esclusiva al nostro direttore Giorgio Bongiovanni.
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    La relazione della Commissione Antimafia sulle grandi capacità d’infiltrazione della ‘Ndrangheta.
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    Le ultime novità del processo “De Mauro”.
    Ed altro ancora…

     

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  • Editoriale

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    Baciamo le mani

    Eccoci qui con il nostro governo nuovo di zecca. Ha stravinto il Partito delle libertà di Berlusconi con l’apporto fondamentale della Lega Nord, il Partito Democratico di Veltroni ha subito una pesante sconfitta e i partiti di estremità sia a destra che a sinistra sono scomparsi dal parlamento. E’ il volto della nuova Italia bipolare nella quale, come già ci hanno dimostrato, si va d’accordissimo, c’è pace e dialogo perché il paese ha bisogno di stabilità e non c’è tempo da perdere.

    E guai a chi vuol fare da guastafeste e minare il dialogo, viene linciato con la verga bipartisan.

    A inaugurare il nuovo metodo all’educato olio di ricino è stato Marco Travaglio. Che si è permesso ancora una volta di utilizzare la televisione come organo di informazione, cioè si è preso la briga, ad autentico sprezzo del pericolo, di dare ai cittadini una notizia. Per altro non esclusiva.

    Invitato da Fabio Fazio nella trasmissione Che tempo che fa ha osato informare i cittadini italiani che il neo-presidente del  Senato Renato Schifani ha avuto, nel procedere della sua carriera, amicizie e frequentazioni poco raccomandabili. Con boss mafiosi per l’esattezza.


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  • Terzo Millennio

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    Inserto Terzo Millennio N. 58

    In questo numero:


    Nell'ambito del simposio internazionale indetto a Torino lo scorso 28 e 29 marzo dal titolo “From Global Warning to global policy” Giulietto Chiesa ha parlato di recessione mondiale e crisi ambientale, energetica e finanziaria. Questioni cruciali che stanno scuotendo il mondo intero.
    Fame nel mondo e povertà estrema. Una realtà sempre più vicina a noi, ma di chi è la colpa?
    Il Kosovo come le ciliegie: un'indipendenza tira l'altra. Quali saranno le conseguenze?
    Dal sequestro di Ingrid Betancourt in Colombia all'elezione di Fernando Lugo in Paraguay: guerra, corruzione e speranza in America Latina.
    Libera l'Acqua: proseguono le iniziative delle associazioni del Cipsi per promuovere la campagna sull'oro blu.
    Appello per un'informazione libera: un nuovo format televisivo per garantire libertà e democrazia nell'informazione.
     
 

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