| L’Ars respinge la mozione di sfiducia, ora la decisione spetta al Consiglio dei Ministri |
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Palermo. L’assemblea regionale siciliana respinge con 55 voti contrari
Totò rimane dunque al suo posto. Nemmeno il presidente dell’Ars di Fi, Gianfranco Miccichè che nei giorni scorsi aveva usato toni severi ha votato no. «Cuffaro si presenta come presidente della Sicilia dei cannoli – aveva detto - Siamo avviliti perché questa è l’immagine che dà di sé». Invece mentre Cuffaro esce indenne dalla seduta infuocata, con l’opposizione che abbandona l’aula, la maggioranza approva un ordine del giorno che impegnerebbe il presidente dell’Ars e il Governo siciliano a impedire che siano violati i principi dello statuto siciliano. La partita però è ancora aperta. Dopo la condanna a 5 anni per favoreggiamento personale “a singoli mafiosi” e l’interdizione perpetua dai pubblici uffici (cosa che scatterebbe dopo il terzo grado di giudizio), ci si chiede come il Governatore della Sicilia possa continuare a rappresentare il suo popolo. Per l’ex premier Berlusconi la risposta è affermativa ma la questione passerà ora al vaglio del Consiglio dei Ministri seguendo un iter che in base a una legge del ’90 aggiornata nel 2000 stabilisce che l’ufficio del pm o la cancelleria del tribunale trasmettano il dispositivo al commissario dello Stato e da qui alla presidenza del consiglio che potrebbe disporre la sospensione del condannato dai pubblici uffici. Secondo il costituzionalista Salvatore Raimondi la norma sarebbe stata abrogata. «in ogni caso – ha detto – anche se la legge fosse applicabile, non lo sarebbe nel caso in esame in quanto la sospensione era prevista solo per determinati reati, non quello di favoreggiamento semplice». Sarà, ma la Procura è decisa ad andare avanti anche perché quel reato, il 378, è accompagnato dall’aggiunta del secondo comma che prevede il favoreggiamento a personaggi mafiosi e in questo caso avviare il procedimento sarebbe obbligatorio. Silvia Cordella |
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In edicola dal 23 ottobre 2008In questo numero: Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli. Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”. Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri… i magistrati indagano. Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!” Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli. Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani. Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice. |
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Gioco criminale |
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Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo? E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa. Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras. E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora. LEGGI TUTTO... |

di
Pietro Saitta - 9 novembre 2008
Anni cinquanta: il petrolio affiora in Sicilia e le popolazioni accolgono tripudianti l’arrivo degli stabilimenti petrolchimici.
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