La Rivista
Agenda - Lettere & Comunicati
A Petra Reski il Premio Internazionale dell’Informazione Amalfi Coast Media Award | A Petra Reski il Premio Internazionale dell’Informazione Amalfi Coast Media Award |
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Fanno parte della giuria: Giulio Anselmi, Maurizio Belpietro, Mario Calabresi, Ferruccio De Bortoli, Giuliano De Risi, Giampiero Gramaglia, Giuseppe Mieli, Roberto Napoletano, Pasquale Nonno, Mario Orfeo, Mario Pirani, Presidente dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti Lorenzo del Boca, Garimberti ed il Presidente della Regione Campania Antonio Bassolino. Gli altri premiati, per differenti categorie, saranno: Sergio Romano, Bruno Vespa, Franco Bucarelli, Elia Zamboni, Barbara Serra, Laura Delli Colli, Toni Capuozzo e Arrigo Petacco. Comunichiamo che a settembre NUOVI MONDI pubblicherà MAFIA. Di padrini, pizzerie e falsi preti di cui Petra Reski è autrice. Oltre 30.000 copie vendute in Germania Il mio intento era rendere chiaro che la mafia non è un affare di coppole e di realtà arretrate del sud Italia, ma un problema europeo. - Petra Reski Oggi i giornalisti descrivono la mafia come un’organizzazione economica internazionale, non più come un fenomeno criminale con caratteristiche folcloristiche che ne denotano la precisa collocazione nel sud Italia. Petra Reski analizza dettagliatamente la rete mafiosa che unisce l’Italia alla Germania con un giro d’affari che riempie - attraverso il riciclaggio di soldi - conti correnti, attività commerciali e investimenti finanziari muovendo un business politically protected. Il racconto inizia a Palermo, dove l’autrice incontra la famosa fotografa Letizia Battaglia e sua figlia Shobha. Il viaggio di Petra si rivela fin dall’atterraggio all’aeroporto Falcone-Borsellino come una rimeditazione di tutti i personaggi e le storie conosciute direttamente e indirettamente dalla giornalista nei suoi trent’anni di lavoro come corrispondente sulla criminalità organizzata italiana, dal primo lontano servizio sul poliziotto Saverio Montalbano che fece luce sulle logge massoniche deviate di Trapani a metà degli anni ‘80. Un percorso in cui ogni luogo porta con sé un personaggio, una vicenda politica o di cronaca, un’atmosfera rivissuta con piglio narrativo, in 16 capitoli (più un Epilogo) che vanno dall’incontro col pentito Marcello Fava fino al camorrista e agente di cantanti neomelodici partenopei Carmine Sarno al superboss Matteo Messina Denaro, passando per la ricostruzione di ambienti mafiosi come Corleone e quello, meno noto, in cui si è preparata e perpetrata la strage di Duisburg. Giornalista e scrittrice nata nel 1958, dal 1989 Petra Reski è corrispondente per l’Italia per le pagine culturali del settimanale tedesco Die Zeit, per Geo e Focus e si occupa da sempre di questioni legate alla mafia. Il suo lavoro d’inchiesta le ha procurato sia premi e riconoscimenti giornalistici che minacce: due volte in Italia, a Corleone e San Luca, la terza volta durante una lettura pubblica a Erfurt. In Germania è stata eletta Miglior Giornalista del 2008 nella categoria “reporter” proprio a seguito della pubblicazione di questo libro. In Italia, per il suo impegno “al servizio dei grandi valori del giornalismo”, ha ricevuto a Nocera Inferiore il Premio Civitas 2009 da parte dell'associazione ANDE, che premia donne che si sono distinte per il loro impegno nella lotta alla mafia e che ha precedentemente insignito Silvana Fucito, Teresa Cordopatri e Rosaria Capacchione, cronista del Mattino. Per informazioni, materiali e copie in lettura rivolgersi a : Ufficio stampa Nuovi Mondi |
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Imprenditoria Mafiosadi Giorgio Bongiovanni E così Cosa Nostra sarebbe in ginocchio. Tra arresti più o meno eccellenti e confische dei beni questo governo annuncia che passerà alla storia come quello che ha definitivamente debellato la mafia siciliana. E potrebbe anche riuscirci, complici la disinformazione e la conseguente scarsa consapevolezza culturale delle italiche genti rispetto alla questione mafiosa. Per quanto riguarda l’ottimo risultato raggiunto sul piano militare è forse riuscito a passare in qualche trasmissione televisiva o su pochi quotidiani il dato incontrovertibile, e persino banale, che le operazioni sul territorio vengono condotte da magistrati e forze dell’ordine con immensi sacrifici e che quindi il merito sia loro e non del governo. |
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